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130 persone alla festa Unitaria dell’Azione Cattolica

130 persone alla festa Unitaria dell'Azione Cattolica
“A Braccia Aperte”: la festa annuale dell’Azione Cattolica unisce generazioni nella gioia e nella condivisione

Oltre 130 persone hanno partecipato, a Mestre, alla festa annuale dell’Azione Cattolica “A braccia aperte”, che si è svolta, come da tradizione, il 2 giugno.
L’evento ha visto la partecipazione di associati all’Ac da tutta la diocesi di Venezia, creando un’atmosfera di gioia e condivisione che ha unito bambini e adulti di ogni età, dai piccolissimi di soli tre mesi agli ultrasettantenni.

Il pomeriggio è iniziato con una passeggiata verso il Parco di San Giuliano, dove c’è stato uno spazio dedicato ai giochi. Successivamente, nella parrocchia di San Giuseppe di Viale San Marco, si è vissuto un momento di preghiera, per concludere con un apericena.

«La Festa Unitaria è un evento che unisce l’Ac da anni», spiega Giovanni Millino, presidente dell’Azione cattolica del Patriarcato di Venezia. «Rappresenta un’occasione di incontro per bambini, giovanissimi, giovani e adulti. È un momento speciale in cui ci ritroviamo per condividere esperienze e rafforzare i nostri legami».

Uniti nella fede: la festa Unitaria dell'Azione cattolica tra preghiera e condivisione

Il momento centrale della giornata è stato il momento di preghiera in chiesa durante il quale ogni gruppo ha presentato un segno. Ogni segno rappresentava il cammino di fede compiuto quest’anno.

«Mi ha colpito il segno che ha portato uno dei gruppi», racconta il presidente. «Era una piantina di menta, con il proposito non solo di portare e diffondere la fede, ma anche di diventare “infestanti” nel senso positivo del termine. L’auspicio è di poter essere significativi e diffusivi nel territorio».

Pertanto la Festa unitaria rappresenta un momento fondamentale per l’associazione, un’occasione in cui vedersi, confrontarsi e riconoscersi. «È un momento importante per raccontarsi e definirsi come associazione, ricaricandosi e riscoprendo la bellezza di un percorso che ci accomuna», conclude Giovanni Millino. «Un’esperienza di Chiesa vissuta insieme, dove persone di età diverse si incontrano».

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