È di Andrea Mantegna? Una nuova proposta attributiva

Era lì da decenni, eppure nessuno aveva ancora mai colto la mano preziosa che si cela dietro alla realizzazione dell’opera. A volte certe incredibili scoperte avvengono proprio – è il caso di dirlo – sotto il naso, quando si inizia a guardare qualcosa con occhi diversi, come non lo si è mai fatto prima. Così è avvenuto al Museo Correr di Venezia quando poco tempo fa, dopo un lavoro di studio e restauro condotto da responsabili e conservatori della Fondazione Musei Civici, si è scoperto che l’opera “Madonna col Bambino, San Giovannino e sei sante” presenta una chiara impronta di Andrea Mantegna. Il dipinto, gravemente alterato nel tempo, dopo un lungo e complesso restauro ora in via di ultimazione, sarà presto offerto alle analisi e al giudizio degli studiosi che valuteranno la misura dell’impronta lasciata da Mantegna. C’è da capire infatti se, oltre all’ideazione della composizione e al disegno, ormai evidentemente di mano dell’artista, anche l’esecuzione pittorica sia stata svolta dal maestro formatosi nella bottega dei Bellini. Durante il 2024 il dipinto sarà iconico oggetto di iniziative espositive, di ricerca e di confronto, programmate in sinergia da Fondazione Musei Civici e Fondazione Ghirardi, programmate tra Villa Contarini a Piazzola sul Brenta, città natale del grande pittore, e appunto il Museo Correr, futura sede espositiva dell’opera, ora oggetto di ampliamento e restyling degli spazi al secondo piano. Il piccolo dipinto su tavola, ora balzato all’attenzione, chiamato anche “Madonna col Bambino Gesù, San Giovanni Battista fanciullo e sei sante”, apparteneva alla collezione lasciata alla città nel 1830 da Teodoro Correr, ma è solo grazie al lavoro di studio condotto dai conservatori della Fondazione dei Musei Civici che, dalla poco leggibile superficie della tavola dipinta, che sono stati colti alcuni indizi che pare celino un’opera dal grande valore artistico, che ha portato ad avanzare una nuova attribuzione. Ma questa non è l’unica eccezionale scoperta. Recentemente altri tre dipinti, presenti sempre nei depositi del Museo Correr e mai considerati per alterate condizioni o errati giudizi del passato, sono stati riconosciuti come autentici capolavori di Vittore Carpaccio.
Una montagna di libri: dai racconti di Natale alla narrativa veneta

Una montagna di libri si tinge di bianco. È partita il 9 dicembre la 29esima edizione della rassegna dedicata alla letteratura che da 14 anni colora di parole e significati profondi l’inverno dolomitico a Cortina d’Ampezzo. Il Festival internazionale della letteratura, curato da Francesco Chiamulera e patrocinato e sostenuto dalla Regione del Veneto, è un’occasione straordinaria soprattutto per tutti i vacanzieri, che nel periodo delle festività natalizie potranno così unire la passione per gli sport invernali all’approfondimento letterario e culturale, legato in particolare ai temi dell’oggi. L’inaugurazione della rassegna è stata affidata sabato 9 a Dominique Roques, cacciatore di essenze: «Ha raccontato al pubblico il suo viaggio sensoriale compiuto in tanti anni di attività professionale» ricorda Francesco Chiamulera. Durante l’incontro ha parlato del profumo delle foreste, spiegando come quelle di conifere siano le più profumate, seguite da quelle di cedri. Nel libro inoltre Roques ha dedicato una parte proprio alla strage ecologica dei cedri del Libano, che mostra anche la grande sensibilità ambientale verso cui verte lo scritto.
Il nuovo volto di Palazzo Ducale da diciottomila ore di lavoro

Un merletto e ricamo su pietra. Questo è Palazzo Ducale a Venezia, il cui intervento di restauro alle facciate è finalmente giunto al termine. Il cantiere, durato diciottomila ore, si è svolto dal 4 aprile 2022 fino allo scorso 6 novembre. L’intervento di messa in sicurezza delle facciate esterne dell’edificio, presentato nella mattina di martedì 12 a Ca’ Farsetti, sede del Comune che ha finanziato l’opera di riqualificazione per un importo complessivo di 2,8 milioni di euro, si era reso necessario per rinfrescare il volto del Palazzo, simbolo di Venezia nel mondo. Ad illustrare le quattro fasi dell’intervento è stato l’assessore ai Lavori pubblici Francesca Zaccariotto, accompagnata dalla responsabile del procedimento, l’architetto Stefania Liguori, dai progettisti e la direzione lavori del raggruppamento temporaneo di professionisti con capogruppo TA srl, con l’architetto Alberto Torsello, nonché insieme alla Lares Restauri srl, la ditta esecutrice dell’intervento.
Una visione inusuale: la Cappella degli Scrovegni nelle foto di ‘800 e ‘900

La bellezza del capolavoro di Giotto catturata dalla macchina fotografica. È la mostra “Lo Scatto di Giotto. La Cappella degli Scrovegni nella fotografia tra ‘800 e ‘900”, proposta dal Museo degli Eremitani a Padova, curata dai Musei Civici, Biblioteca Civica e Ufficio Patrimonio Mondiale e promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova. L’esposizione, che gode del patrocinio della Commissione Nazionale Italiana UNESCO, del Ministero della Cultura e di ICOMOS e ICCROM, resterà visitabile fino al 7 aprile. Si tratta di un percorso espositivo composito che ricostruisce la straordinaria fortuna visiva della Cappella degli Scrovegni. Il ciclo affrescato da Giotto in soli due anni, tra il 1303 e il 1305, si dispiega sull’intera superficie interna della Cappella narrando la Storia della Salvezza in due percorsi differenti: il primo con le Storie della Vita della Vergine e di Cristo, dipinto lungo le navate e sull’arco trionfale, mentre il secondo inizia con i Vizi e le Virtù, realizzate nella pozione inferiore delle pareti maggiori, e si conclude con il maestoso Giudizio Universale in controfacciata. Un’opera importantissima non solo per la grandezza ma anche perché costituisce il primo esempio artistico che contiene esempi di prospettiva. La prima grande rivoluzione compiuta da Giotto a Padova è infatti nella rappresentazione dello spazio e nella resa della terza dimensione, che anticipa di cent’anni le teorie rinascimentali.
La Croce Rossa di Venezia porta il Natale nelle case

Se siete nella provincia di Venezia e vedete un movimento di Babbi Natale ed elfi, non c’è nulla di cui sorprendersi: è tornata “l’Operazione Babbo Natale” della Croce Rossa Italiana – comitato di Venezia. L’iniziativa, nata come attività di volontariato per rendere indimenticabile il Natale ai bambini, è ormai alla sua quinta edizione ed è un modo divertente per raccogliere finanziamenti per l’associazione.
Come raccontano: «Per quello che ne sappiamo siamo gli unici in tutta Italia a fare una cosa del genere come Croce Rossa, nel tempo abbiamo esteso questa possibilità all’intera Città Metropolitana tanto che ormai ogni anno abbiamo almeno un centinaio di richieste. A Venezia e Mestre non ha preso piede, ma nell’entroterra siamo molto richiesti, suddividiamo le attività fra i diversi presidi che coprono i comuni e ogni unità territoriale svolge un servizio in base alle necessità, dalla raccolta delle letterine dei bambini a chi consegna i regali la sera del 24 dicembre».
I biscotti di beneficienza dell’istituto Barbarigo di Venezia

Il Natale all’istituto Barbarigo quest’anno è un po’ più dolce e non solo per i prodotti che vengono preparati. Da inizio dicembre infatti una quindicina di ragazzi diversamente abili, provenienti da tutti gli indirizzi della scuola, si sono cimentati con il supporto di docenti di cucina e sostegno nella realizzazione di ottimi biscotti solidali, che sono stati venduti per finanziare un’associazione che si occupa di progetti per l’inclusione.
«Noi diamo da sempre attenzione ai ragazzi diversamente abili – racconta la professoressa Cinzia Borghese, Vicepreside dell’istituto – sono alcuni anni che facevamo realizzare dei San Martino in novembre dai nostri allievi speciali, per il 2023 abbiamo pensato anche al tema natalizio, con un progetto a “classi aperte” in cui era sufficiente la buona volontà senza provenire in modo discriminante da indirizzi di cucina e pasticceria. L’obiettivo era duplice: da un lato finanziare dei progetti per loro e dall’altro creare occasioni di socialità e di emancipazione».
Il Comune di Venezia ripropone il Crowdfunding civico

Il Comune di Venezia rilancia una raccolta fondi online, il Crowdfunding Civico a sostegno di progetti dal basso che impieghino i cittadini nella creazione di servizi o attività per un quartiere. E’ prevista una selezione di massimo 15 progetti, con un orizzonte temporale di 8 mesi per la loro realizzazione con un budget obiettivo con un tetto fissato a 10.000€. Gli enti selezionati saranno affiancati da “Produzioni dal Basso”, la prima piattaforma italiana di raccolta fondi online e innovazione sociale, per ricevere formazione sulle attività di finanziamento, dato che il Comune finanzierà fino a un massimo di 5000€ i progetti che avranno coperto in autonomia almeno il 50% dei costi.
Per promuovere le attività, le associazioni coinvolte potranno usare la piattaforma di “Produzioni dal Basso”, in modo da convogliare in questo spazio digitale la raccolta fondi ad opera dei cittadini, oltre alla presentazione dei progetti. Il Crowfunding Civico si inserisce nell’ambito del progetto “La città SIcura di sé”, cofinanziato dal Fondo Sociale Europeo con il programma operativo POC Metro, un finanziamento comunitario a supporto delle attività individuate dall’Agenda Urbana europea per le politiche di coesione, iniziative aventi l’obiettivo di rafforzare il ruolo delle grandi città e delle proprie aree urbane.
Quel vecchio monito che risuona: coversite che fa fredo!

È ormai assodato, quando una ragazza diventa mamma viene colpita da una verità incontrovertibile: fa freddo! Come chiosa: «…e comunque ghe xè aria». A questo punto le nonne, un tempo mamme, annuiscono vigorosamente. Ed è qui che il nostro eroe, o la nostra eroina, si trova coperto di una serie di strati che gli consentirebbero di partecipare senza nulla temere alla grande corsa al Polo Sud. In pratica il bambino o la bambina vengono lessati coscienziosamente dalla mamma freddolosa «perché ho paura che abbia freddo. Non si può muovere: è in carrozzina».
A questo punto che cominci la parte scientifica: a partire dai 3 chilogrammi – quando mi sono specializzato si diceva 2 chili e mezzo, ma poco importa – il bambino sa termoregolare. Ovvero: se ha freddo trema, se ha caldo suda. Se il bambino ha freddo, sta male e quindi piange ed ecco che la la mamma arriva. Se ha caldo, invece, spesso non se ne accorge.
C&B di Tessera: giovani artisti nel musical Reboot

Il musical Reboot, spettacolo progettato dai ragazzi del gruppo C&B di Tessera, torna in scena nel 2024.
Il musical, proposto dalla compagnia, è stato interamente scritto dai ragazzi, con soggetto e sceneggiatura originali. I testi e le musiche sono inedite con molteplici messaggi che seguono un unico filo conduttore, ossia il perdono.
I C&B sono molto affezionati a questo spettacolo, sia per il fatto che rappresenta in parte la rinascita dopo un periodo estremamente complicato dal punto di vista sociale e personale dovuto al Covid, ma anche perché la trama tratta la storia di una compagnia teatrale che si ritrova a distanza di dieci anni. La data della prima è stata sabato 25 giugno 2022. «Ci piacerebbe proporre questo spettacolo anche l’anno prossimo», racconta Alessandro Concina, uno dei membri del gruppo.
Con età compresa tra i 18 e i 30 anni, i C&B, presenti nella parrocchia di Santa Maria Assunta di Tessera, non solo cercano di esprimere la loro passione per il teatro, ma si impegnano anche nel ruolo sociale, aspirando ad essere una presenza significativa per la comunità che li circonda.
Coges don Milani: Natale di condivisione e gusto per i minori

Il periodo natalizio nelle comunità per minori del centro Coges Don Milani si trasforma in un’esperienza ancora più speciale, grazie ad un’iniziativa che promuove la condivisione, l’unità e il gusto.
I ragazzi residenti avranno l’opportunità di cucinare, unendo i sapori delle loro diverse culture. «Cucinare è un modo per vivere insieme momenti di convivialità e festa», afferma Raffaele Zabotto, responsabile dell’area accoglienza minori. «Ad ogni ragazzo verrà fatto un regalo e durante le vacanze faremo anche delle piccole gite per gruppi».
Diventa fondamentale per gli operatori delle tre comunità per minori far passare ai ragazzi le festività in modo coinvolgente per trasmettere loro il calore del Natale.
Parallelamente a questa iniziativa, un altro aspetto cruciale del lavoro svolto all’interno delle comunità è la continuità della presenza della figura dello psicologo e psicoterapeuta.
Questa aggiunta significativa è stata introdotta circa un anno fa, riconoscendo l’importanza di fornire un sostegno psicologico ai ragazzi che, sempre più spesso, manifestano il desiderio di esprimere le proprie emozioni e cercare nuovi punti di riferimento in un mondo che spesso appare disorientante.
Il periodo natalizio diventa così un’occasione non solo per festeggiare insieme, ma anche per consolidare l’importanza di un approccio integrato alla cura e al sostegno dei ragazzi, creando un ambiente che li incoraggia a esprimere se stessi e a sviluppare una visione positiva del loro futuro.