Con i miei occhi: al Padiglione Vaticano le detenute fanno da guida

“La notte le paure fanno più rumore”, si legge su una delle placche di lava smaltata posizionate in quella che viene chiamata calle Cavana, quasi fosse un tratto di strada cittadina come tanti altri. Un’illusione di libertà in un luogo contraddistinto da regole e restrizioni da rispettare, dove l’arte – grazie alla Biennale e al Padiglione della Santa Sede, quest’anno allestito all’interno della Casa di reclusione femminile della Giudecca, dove Papa Francesco si recherà in visita il 28 aprile – ha permesso di far volare le angosce più rumorose ed insistenti oltre le sbarre, insieme ai pregiudizi di un mondo “di fuori” che troppo spesso non vede altro che l’errore commesso in un momento della vita.
«Qui dentro è difficile, tendiamo ad essere giudicate. Ma siamo persone che desiderano soltanto essere ascoltate», dice Paola, tra le ospiti – come le ristrette preferiscono definirsi – incaricate di accompagnare i visitatori tra gli spazi del Padiglione. Quaderno stretto fra le mani, con trascritti gli appunti da condividere con il pubblico presente, le tre donne l’emozione la trattengono a fatica, avvolte in uno spolverino realizzato apposta per l’occasione nel laboratorio sartoriale coordinato da “Il cerchio”, situato proprio all’interno del carcere.

Palazzo San Pantalon: futura casa del Padiglione Italia alla Biennale?

Palazzo San Pantalon diventerà la nuova casa per l’arte contemporanea di Venezia e, si spera, succursale del Padiglione Italia per la prossima Biennale d’Arte 2026. Almeno questo è l’intento di Banca Ifis, di cui è presidente Ernesto Fürstenberg Fassio, che da circa un mese ha comprato lo stabile per 3 milioni e 800 mila euro. Il Palazzo, divenuto famoso nel 2019 per essere stato scelto dal celebre street artist inglese Banksy per realizzare la sua creazione “The Migrant Child”, presto grazie a Banca Ifis verrà restaurato, insieme all’opera, per diventare nuovo spazio dedicato all’arte fruibile alla cittadinanza. I dettagli sono stati resi noti giovedì 18, in un incontro alla Torre Nuova all’Arsenale, a cui ha partecipato anche Vittorio Sgarbi.

Scultura contemporanea: un nuovo parco dedicato

Aprirà ufficialmente al pubblico da domenica 28 il Parco Internazionale di Scultura di Banca Ifis a Villa Fürstenberg a Marocco, poco distante dal centro di Mestre. Un nuovo spazio a cielo aperto dedicato all’arte contemporanea presentato ieri, giovedì 18, alla Torre Nuova all’Arsenale, in occasione dell’inaugurazione della Biennale d’Arte, in cui Banca Ifis è da tre anni sponsor del Padiglione Italia. L’iniziativa rientra in “Ifis art”, il progetto voluto e ideato dal Presidente di Banca Ifis, Ernesto Fürstenberg Fassio, che raccoglie tutte le iniziative realizzate dalla Banca per la valorizzazione dell’arte, della cultura, della creatività contemporanea. Pilastri strategici del progetto sono la partnership tra pubblico e privato, i giovani e il digitale per rendere accessibile l’arte anche attraverso modalità innovative e alternative. Ifis art infatti è anche una app, dove il racconto delle singole opere viene accompagnato da contenuti video inediti e interviste agli artisti. Tante sono le iniziative in cui si articola Ifis art di cui la collezione d’arte al Parco Internazionale di Scultura è solo il primo step di un piano più vasto che riguarda in particolare Venezia con il recupero di Palazzo San Pantalon e l’opera di Banksy (leggi qui).

Chi era Selvatico, l’inventore della Biennale

L’inizio della 60^ esposizione internazionale d’Arte de La Biennale di Venezia, arrivata ad un traguardo importante, è occasione per ricordare come questa è nata, ma soprattutto chi è stata la mente che si è celata dietro l’ideazione di una manifestazione oggi divenuta tra le più importanti al mondo. Ebbene, facendo un bel passo indietro, se la Biennale d’Arte oggi ha motivo di esistere è sicuramente grazie a Riccardo Selvatico, commediografo e poeta, uomo lungimirante e amante delle arti. Selvatico, nato a Venezia il 16 aprile 1849, fu sindaco della città dal 1890 al 1895.

Villa Salus: la AI studia l’infarto miocardico acuto

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Dal 2022, in occasione della Giornata del Cuore, celebrata tradizionalmente il 29 settembre, l’Ospedale Villa Salus di Mestre avvia una serie di screening attraverso il progetto di prevenzione “Pensiamoci Prima”, per indagare i fattori di rischio per l’infarto del miocardio acuto. L’iniziativa è nata per sensibilizzare la popolazione sulla pericolosità di questa patologia cardiovascolare responsabile degli infarti fulminanti” che non lasciano scampo a un paziente su tre prima di arrivare in ospedale e che al momento non si possono prevenire se non con abitudini sane.

Da ottobre 2022 a dicembre 2023 sono stati analizzati 712 soggetti asintomatici (maschi 52% e donne 48%) dai 45 ai 70 anni, tutti residenti nell’area metropolitana veneziana, iscritti grazie alle campagne di comunicazione lanciate su vari media. Lo studio è stato condotto grazie all’utilizzo dell’intelligenza artificiale con cui sono stati analizzati per la prima volta in modo coordinato ben 60 diversi parametri clinici, ematochimici e strumentali in modo da fornire per ogni volontario una valutazione dirischio personalizzato” ottenuta da un algoritmo di calcolo statistico, formulando consigli e terapie con presa in carico dalla struttura ospedaliera, laddove necessario.

Ansia e disturbi del comportamento alimentare nei giovani

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La seconda causa di morte per i giovani in Italia? Dopo gli incidenti stradali sono ansia e disturbi del comportamento alimentare. Se nei primi anni 2000 l’incidenza era di circa 300.000 persone, oggi si sfiorano i tre milioni, concentrati soprattutto tra gli adolescenti. «Dopo il Covid l’incidenza è aumentata del 40% – esordisce il dottor Robert De Carli, organizzatore di una serata di approfondimento sul tema ospitata nel teatro comunale di Pianiga il 12 aprile scorso – per questo si rende necessario rafforzare una rete di intervento efficace, per quella che è a tutti gli effetti un’”epidemia” silenziosa, ma drammaticamente tangibile».

«Si tratta di una tematica scomoda – fa eco il sindaco di Pianiga Massimo Calzavara – ma è importante proprio parlarne per aumentarne la consapevolezza». «Nel nostro comune l’ufficio di aiuto psicologico ha raddoppiato i contatti nel post Covid – aggiunge il vicesindaco Piergiovanni Sorato – nonostante il disagio rileviamo però che i giovani hanno superato il tabù di richiedere un supporto psicologico». «Purtroppo però spesso si confrontano con immagini stereotipate o artificiali, come quelle che trovano sui social network – aggiunge Giovanni Leoni, Presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della Provincia di Venezia è necessario quindi diffondere da un lato una cultura del rispetto per il proprio corpo, dall’altro di una corretta alimentazione». L’incontro, intitolato “Ansia e Disturbi del Comportamento Alimentare nei giovani” è stato organizzato dal Rotary Club Passport Marco Polo.

Non c’è più un posto dove i bimbi possano fare i bambini

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A cosa servono i palloni incastrati sotto alle marmitte? A ricordarci quando fuori si giocava fra le 127” (Che vita, Samuele Bersani).

La mamma: «Fatti lo zaino, possibile che te lo debba fare sempre io…?».

Il papà: «Non sei neanche capace di allacciarti le scarpe da solo!».

I nonni: «Ma è ancora piccolo…».

La maestra: «Signora, non è questione di intelligenza, gli manca l’autonomia…».

Ricorda qualcosa, eh? Una delle questioni più dibattute, da parecchio tempo, è la mancanza di autonomia dei bambini e dei ragazzi di oggi. Arrivano ad un età in cui ti aspetti che siano autonomi e, invece, ti trovi il classico pandolo che ti guarda sperduto. Oddio, ma cos’è successo? Un’involuzione della specie umana? Andando avanti così il ritorno alle caverne è ad un passo…

 

Il mare dentro di noi: bere è importante. Ricordatevelo!

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La vita sul pianeta Terra è venuta dal mare, nel senso che i primi organismi viventi si sono formati proprio nell’acqua del mare. Il corpo umano porta in sé un ricordo evidente di questa origine: infatti siamo composti per il 60-75% di acqua e, guarda caso, si tratta di acqua salata. La quantità varia con l’età, il genere, il peso, la composizione corporea. L’acqua è fondamentale per la vita in quanto tutte le reazioni biochimiche del metabolismo avvengono in un mezzo acquoso; anche gli alveoli polmonari sono rivestiti da un film idrico per permettere all’ossigeno e all’anidride carbonica di scambiarsi.

Ogni giorno attraverso le urine, le feci, la sudorazione e l’evaporazione eliminiamo circa 2 litri di acqua e quindi dobbiamo reintegrarla dall’esterno. Con le bevande ne assumiamo 700-1.500 millilitri, con gli alimenti 650-700 e 250-300 si creano all’interno dell’organismo – acqua endogena – come risultato finale della trasformazione dei substrati energetici (anidride carbonica e acqua).

Una nuova App per preparare il Grest del 2024

Una nuova App per preparare il Grest del 2024

Una storia per l’estate e una app per avviare un lungo cammino insieme. Sono le due novità che verranno disvelate lunedì 22 aprile, alle ore 20.30, nella sala teatro del Centro Kolbe, in via Aleardi a Mestre.
La storia – che metterà al centro il valore positivo della diversità, contrapposta al rischio dell’omologazione – è quella che farà da filo rosso per l’edizione 2024 del Grest in tutta la Diocesi.

Al centro del Grest 2024 il tema della speranza. Come ogni anno, infatti, la proposta estiva che coinvolgerà circa 5mila bambini e ragazzi nei patronati parrocchiali del Patriarcato (come nell’immagine qui, tratta dall’archivio di GV) ha un filo conduttore: una storia da ascoltare e ripercorrere, per giocare e imparare uno stile di vita cristiano.
«Il titolo di quest’anno – anticipa don Riccardo Redigolo, responsabile della pastorale dei ragazzi e dei giovani – è Happy Hope. Al centro, quindi, c’è il tema della speranza, in continuità con la Festa dei ragazzi appena avvenuta a Jesolo e con il progetto diocesano che ci porterà fino al Giubileo 2025».

Festa dei ragazzi, il Patriarca: «Coltivate speranza e libertà»

Festa dei ragazzi, il Patriarca: «Coltivate speranza e libertà»

Ha parlato di speranza nell’impegno quotidiano della vita il Patriarca Francesco Moraglia durante l’omelia tenuta al Palaturismo di Jesolo davanti ai 1800 adolescenti giunti domenica 14 aprile per partecipare alla Festa diocesana dei Ragazzi.

Un appuntamento preparato dalla Pastorale giovanile del Patriarcato di Venezia sul tema “Hope”: la scelta di meditare sulla speranza è stata motivata dal desiderio di ispirare e incoraggiare i ragazzi a strutturare la loro esperienza cristiana sulla gioia della relazione con Cristo. 

Speranza, ha detto il Patriarca nella sua omelia, «non è solo essere ottimisti, vedere sempre il bicchiere mezzo pieno o saper cogliere prima degli altri le opportunità anche se certamente vi auguro tutti questi atteggiamenti positivi. La vita però è impegno e deve mettere in conto anche le cadute perché solo così possiamo pensare di rialzarci. Una vita facile, molte volte, non è una vita felice mentre quando si raggiunge la meta, anche dopo alcune difficoltà, tutta la fatica diventa gioia e soddisfazione».

Il Patriarca ha invitato i ragazzi a coniugare sempre al presente, nella loro vita quotidiana, alcuni verbi importanti – «condividere, creare, costruire, vivere»

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