A Venezia è arrivato il Natale


A Venezia è tempo di Natale. Sabato 22 con l’accensione all’imbrunire del grande albero di Natale in Piazza San Marco e in contemporanea anche di tutte le luminarie della città, alla presenza dell’assessore Simone Venturini al ritmo del concerto dei Vocal Skyline, ha preso avvio il programma “Venezia. It’s Christmas Time”. Il giorno prima l’albero e le luminarie erano stati accesi anche in Piazza Ferretto a Mestre, insieme all’apertura della pista di pattinaggio su ghiaccio e dei mercatini natalizi, con le tradizionali casette in legno che propongono artigianato e specialità gastronomiche. Entrambi gli alberi, alti 15 metri e con una base larga 7, sono illuminati da un alternarsi di luci bianche calde e di strobo bianco freddo e addobbati con 200 stelle luminose. Sono oltre 50 chilometri di luminarie e 26 installazioni luminose tridimensionali, per un totale di oltre 4.000 elementi luminosi diffusi in tutto il territorio. Il calore del Natale raggiunge infatti anche le isole della laguna, dal Lido a Pellestrina, da Murano a Burano, fino a Sant’Erasmo e Vignole. Un appuntamento tradizionale che rientra nel palinsesto “Venezia. It’s Christmas Time” con una serie di proposte per tutte le età, promosso dal Comune di Venezia in collaborazione con Vela spa e con il sostegno della Camera di Commercio di Venezia Rovigo, il Consorzio di tutela della DOC Prosecco, American Express, Gruppo Hera e Cherry Bank.
Il pellegrinaggio dei giovani alla Salute: preghiere per la pace


Il pellegrinaggio alla Salute dei giovani, pur rinnovandosi negli anni come tradizione, riesce sempre a parlare al presente dei ragazzi. Quest’anno il tema scelto dalla Pastorale Giovanile diocesana per l’annuale appuntamento che raduna i giovani di tutta la diocesi è stato “Vi lascio la mia pace” (Vangelo di Giovanni 14,27, n.d.r.), invitando i partecipanti ad affidare a Maria la preghiera per la pace in tutte le zone di conflitto. Il Pellegrinaggio ha avuto inizio nella sera di giovedì 20 in Campo San Maurizio a Venezia, dove sono state proiettate su un maxi schermo alcune frasi sulla pace pronunciate dai papi dell’ultimo secolo, a cui è seguita la video testimonianza del Patriarca latino di Gerusalemme, il card. Pierbattista Pizzaballa, e dell’arcivescovo cattolico di Leopoli, mons. Mieczysław Mokrzycki. Dopo il momento introduttivo, i numerosi giovani presenti al pellegrinaggio hanno recitato il rosario fino all’arrivo presso la Basilica della Salute, dove il Patriarca Francesco Moraglia ha concluso l’incontro, che ha preceduto quello solenne del giorno seguente (leggi qui), tenendo un discorso e salutando, alla fine, i giovani presenti.
Il Patriarca alla Salute: «Seguiamo l’esempio di Maria»

«Applicarsi al mondo sull’esempio di Maria, e non assoggettarsi ad esso». È il pensiero al centro dell’omelia del Patriarca, mons. Francesco Moraglia, tenuta durante la S. messa solenne di venerdì 21 nella Basilica della Madonna della Salute a Venezia alla presenza di autorità, sacerdoti, diaconi, consacrati e consacrate e tanti fedeli accorsi per volgere una preghiera alla Madonna della Salute nel giorno in cui si ricorda la fine della peste del 1630-1631, per cui la Basilica è stata eretta. Una tradizione tutta veneziana che ogni anno si rinnova e che vede i cittadini recarsi in Basilica per pregare per sé e per i propri cari, rendendo omaggio alla Madonna e offrendole simbolicamente una candela accesa. Il Patriarca durante la celebrazione ha sottolineato che la festa cara ai Veneziani nell’anno giubilare della Speranza assume ancora più significato, concentrandosi sul sì di Maria detto durante l’Annunciazione. Proprio in Lei, infatti, trova compimento la promessa di salvezza e la venuta del Messia: «Il sì della Vergine è detto con fede responsabile. In Maria trova forma il nuovo popolo di Dio, la Chiesa» spiega Moraglia. E parla del significato immediato del sì: «È quello di una disponibilità totale “cristiana”, motivata da una fede più grande che si apre, come ogni vera fede, all’amore».
Per il mercatino di San Nicolò riapre la chiesa dell’ex Ospizio Briati

In occasione della Festa di San Nicolò del 6 dicembre, patrono dei vetrai, riapre per qualche giorno al pubblico dal 5 al 9 dicembre a Murano la chiesetta dell’ex Ospizio Briati, con un mercatino di beneficenza dell’usato principalmente incentrato sul vetro, aperto con orario 10 – 16.30, organizzato dal Circolo Ricreativo Culturale Muranese, di cui è presidente Renato Salvi. L’iniziativa, dopo il successo dello scorso anno, viene riproposta con la speranza che gli spazi chiusi da oltre 20 anni vengano riaperti non solo in occasione del mercatino ma in modo più continuativo, con finalità che potrebbero essere legate proprio alle attività vetrarie dell’isola. «Ringraziamo l’Ipav, Istituzioni Pubbliche di Assistenza Veneziane, che gestisce lo spazio e che per il secondo anno in occasione della festa di San Nicolò ci dà la possibilità di realizzare al suo interno il mercatino di beneficenza. È un’occasione per restituire alla cittadinanza almeno per cinque giorni all’anno la bella chiesetta del Settecento» dice Sandro Smerghetto, vicepresidente e segretario del Circolo Ricreativo Muranese, anticipando che, come da tradizione durante la Festa di San Nicolò, a chi si recherà a visitare il mercatino verranno offerti bagigi, arance e vino. «Per l’occasione abbiamo pulito la chiesa liberandola anche esternamente dalle erbacce. – spiega – Per realizzare il mercatino poi, abbiamo predisposto un unico banchetto fatto a ferro di cavallo in cui esporre l’oggettistica. – continua Smerghetto – Il ricavato della vendita servirà a sovvenzionare le attività del Circolo rivolte alla cittadinanza muranese e all’acquisto di supporti e materiale ortopedico come carrozzine, deambulatori, stampelle e pannoloni per la Murano Benefica, divisione del nostro Circolo, che serve gratuitamente tutte le persone che ne hanno bisogno».
L’arte devozionale in mostra: gli angeli nei santini
Il tema scelto quest’anno, per la terza edizione, è quello degli angeli, figure centrali nella tradizione religiosa e da sempre ponte fra cielo e terra, che hanno attraversato l’immaginario collettivo in forme sempre nuove, riflettendo epoche, stili artistici e sensibilità differenti. La biblioteca San Francesco della Vigna torna a proporre al pubblico una mostra dedicata ai cosiddetti “santini”, immagini devozionali che hanno origini molto antiche, che hanno iniziato a diffondersi in Europa, in ambito popolare, verso la fine del XV secolo. Una produzione proseguita poi fino ai giorni nostri. Giovedì 27 novembre l’inaugurazione di un’esposizione che ogni anno arriva a registrare oltre 2mila persone in visita e che rimarrà allestita nella biblioteca di Castello, a ingresso libero, da sabato 29 novembre fino al prossimo 25 gennaio. “Tra cielo e terra” è il titolo proposto, nell’ambito di un’iniziativa volta a valorizzare l’ingente patrimonio di santini e immaginette conservate proprio a San Francesco della Vigna: una raccolta preziosa, realizzata da padre Anacleto Sasso (1926-1998) e ancora poco conosciuta, che testimonia la ricchezza della devozione popolare e la varietà delle espressioni artistiche legate alla spiritualità cristiana. Il tutto rigorosamente allestito in una sala climatizzata e protetto da teche in plexiglas, per tutelarne la conservazione.
Ambientalisti e cacciatori: habitat a Venezia in pericolo

Con l’avvio della stagione di caccia 2025/2026 si sono ripresentate le classiche due posizioni su questo tipo di attività, soprattutto in risposta alla politica della regione Veneto di pre-apertura, che ha consentito di sparare dal 7 al 14 settembre, prima dell’avvio canonico fissato domenica 21 settembre. «Ci sono arrivate segnalazioni di spari a ridosso delle case e anche nei giorni di riposo venatorio di martedì e venerdì», lamentano da LIPU Venezia. «Se non rispettano le giornate si rischia grosso – replicano dall’Associazione Cacciatori Veneti – non solo a livello di sanzioni, ma si va nel penale con il rischio di arresto, quindi solo un pazzo può farlo. Riguardo agli spari vicino alle abitazioni, con il caldo i davanzali sono ancora aperti e rumori forti si possono sentire anche fino a 400 metri di distanza, ma la pericolosità è solo a 35 metri da chi spara e ricordiamo che è proibito usare proiettili».
Se suoi rumori e sull’impatto di questa attività un punto di accordo sembra ancora complesso da trovare, entrambe le associazioni sono d’accordo sul fatto che gli habitat della laguna di Venezia sono cambiati e che questo ha un impatto importante anche sulla fauna che qui vive. Ecco perché in modo diverso, entrambi questi soggetti si impegnano per mantenere l’ecosistema più abitabile possibile perché, senza animali, il danno è grave per tutti, sia per chi li protegge che per chi li caccia. «Ricordiamo che le specie cacciabili durante la preapertura sono considerate nocive – aggiungono i cacciatori – si tratta di Ghiandaia, Gazza, Cornacchia nera, Cornacchia grigia, Colombaccio con un massimo di dieci prelievi a cacciatore». Da LIPU precisano che: «La caccia di pre-apertura ha comunque un impatto sugli uccelli in migrazione, anche su specie particolarmente protette».
Villa Salus: mese della prevenzione urologica con Urolift

«Il mese della prevenzione maschile è andato molto bene – racconta con soddisfazione il dottor Francesco Montebelli, responsabile del servizio di Urologia dell’Ospedale Villa Salus di Mestre – c’è stata una buona risposta da parte della popolazione alla nostra proposta di adesione alla campagna internazionale “Movember” promuovendo la possibilità di accedere ad una visita urologica gratuita nelle giornate di mercoledi 19 e giovedi 20 novembre. Sono state visitate 5 persone attraverso un “click day” indetto qualche giorno prima, ma abbiamo dato la possibilità, per chi non fosse riuscito a ottenere questa opportunità di svolgere un controllo con uno sconto del 10% durante tutto il mese».
«Siamo particolarmente soddisfatti di questi “open day” e della spinta a fare check up di prevenzione – aggiunge – perché abbiamo intercettato vari pazienti per età e sintomi, che siamo riusciti a sollecitare su controlli che si tende a rimandare, ma che in qualche caso hanno permesso di far emergere patologie di ostruzione prostatica benigna, che abbiamo affrontato con terapie farmacologiche o con ulteriori accertamenti prima di intervenire con un’operazione». La novità di questo mese al Villa Salus è stata l’arrivo della nuova tecnologia Urolift, che permette di effettuare interventi mini-invasivi per curare la patologia dell’ipertrofia prostatica, affiancandosi ad altre 5 metodiche di intervento che la struttura sanitaria offre anche in convenzione con il servizio sanitario nazionale (SSN).
Aderenza terapeutica: fondamentale per il successo della terapia

L’aderenza e la persistenza al trattamento farmacologico – cioè l’assunzione dei medicinali nelle dosi e nei tempi indicati dal medico e il mantenimento della terapia nel tempo, senza interromperla prematuramente – rappresentano dei fattori fondamentali per il successo della cura e tutto ciò è particolarmente vero in caso di patologie cardiovascolari.
I dati dell’OMS denunciano purtroppo come, in Italia, per i farmaci antiipertensivi questa aderenza sia del 50% circa, contro un valore ottimale che dovrebbe aggirarsi intorno all’80%, mentre per le statine – i farmaci efficaci per ridurre i livelli di colesterolo nel sangue di cui abbiamo già parlato in questo spazio – tale percentuale sfiori appena il 40%. Le ricadute sulla salute sono evidenti.
In un fumetto l’invito ad abbracciare l’arte del vetro muranese


Giovanni, giovane muranese molto curioso, è il protagonista del fumetto interattivo “Il futuro del vetro di Murano”, edito da Marcianum Press, nato per avvicinare i giovani all’arte del vetro e realizzato per iniziativa del Circolo Ricreativo Culturale Muranese, di cui è presidente Renato salvi, grazie al crowdfunding promosso dal Comune di Venezia e in collaborazione con gli studenti della Scuola superiore Abate Zanetti di Murano, istituto tecnico e tecnologico con indirizzo in grafica, comunicazione e potenziamento in arte del vetro. Ideato per essere distribuito gratuitamente nelle scuole medie di tutto il Comune di Venezia, il volume è stato pensato per far conoscere ai ragazzi la storia e l’arte della lavorazione del vetro, al fine di invogliarli ad intraprendere un percorso scolastico che li accompagni a diventare futuri artisti ed interpreti della lavorazione del vetro muranese in tutte le sue accezioni, dalla progettazione fino alla sua esecuzione in ogni forma di lavorazione. Il libro di 116 pagine è tratto dal racconto “Il sogno nel cassetto” della scrittrice Roberta Comin, mentre il fumetti sono stati realizzati dagli studenti dell’Istituto Abate Zanetti di Murano guidati dall’artista Nora Moretti. Il libro si caratterizza per una narrativa interattiva. Il fumetto, infatti, include Qr Code collegati a siti esterni che permettono ai lettori di accedere a brevi contenuti extra multimediali come video, interviste e approfondimenti sui temi trattati sul mondo del vetro di Murano, realizzati dagli studenti della Scuola Abate Zanetti sotto la supervisione dei loro insegnanti, così da permettere ai lettori di scoprire assieme al protagonista la storia millenaria che merita di essere tramandata e preservata.