Le antiche laudi di Natale: la scoperta di Sergio Piovesan

C’è anche la mamma di Lorenzo il Magnifico, Lucrezia Tornabuoni (1427-1482), fra gli autori di laudi natalizie, testi poetici a tema religioso, alcuni dei quali ispirati appunto alla Natività.
Due fra i testi di Lucrezia, scrittrice di numerosi testi, fra cui rari (per l’epoca) ritratti di donne della Bibbia, sono stati ora recuperati e raccolti in una pubblicazione dal titolo “Antiche laudi della Natività».
Il tutto è frutto di un’indagine preziosa condotta da Sergio Piovesan, per 58 anni corista del coro Marmolada di Venezia e autore di numerose ricerche storiche sulla musica corale. «In un vecchio numero della Rivista Musicale Italiana – racconta Piovesan – ho trovato che un canto natalizio facente parte del repertorio del coro Marmolada era in effetti un’antica lauda. Nella biblioteca digitale del British Museum ne ho poi rintracciato il testo antico e la musica».
Da quell’incontro nasce l’idea di studiare quel mondo ancora piuttosto inesplorato: quello delle composizioni musicali non destinate alle liturgie ma cantate perlopiù dal popolo o a volte anche da chi faceva parte delle confraternite e talora dai religiosi nei conventi.

 

L’arte di Potenza diventa musica

Arte e musica si parlano e si fondono, diventando un’unica grammatica espressiva. Si è tenuto martedì 9, al Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, il concerto finale del concorso “Musicare l’arte di Gianmaria Potenza”, promosso dalla Fondazione Potenza Tamini e rivolto a giovani musicisti e compositori under 36, che ha visto come vincitore Alberto Radossi, percussionista vicentino, in arte ReDoSi, che per il concorso ha ideato un progetto di improvvisazione che unisce l’uso del vibrafono con attrezzi agricoli di metallo e tecnologie audio. Per premiare i diversi approcci emersi sono state conferite anche due menzioni speciali a Nicola Antonio Staffieri ed Elisabetta Costantino. La giuria del concorso, composta dall’artista Gianmaria Potenza, Giovanni Mancuso del Conservatorio Benedetto Marcello di Venezia, Andrea Granitzio della Fondazione Sciola di San Sperate, Francesca Scigliuzzo dell’Università di Pavia, e dal compositore di fama internazionale Pino Donaggio, ha valutato le opere candidate arrivate da tutta Italia. Di queste solo 40 sono entrate nella selezione finale, da cui sono emersi i tre giovani talenti che meglio hanno saputo interpretare la sfida artistica proposta dall’iniziativa nata all’interno del Progetto Giovani Talenti 2025, che per questa edizione ha invitato i partecipanti a tradurre la grammatica visiva delle opere del poliedrico e noto scultore veneziano Gianmaria Potenza, in originali progetti compositivi e performativi. Scopo era quello di generare un dialogo innovativo tra linguaggio sonoro e linguaggio plastico, prendendo in esame le opere della mostra “Elaborating New Codes”, recentemente conclusa a Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio Regionale del Veneto. L’esposizione, a cura di Valeria Loddo, ha esplorato uno dei momenti più significativi della produzione artistica di Potenza: la serie degli Elaboratori nata negli anni ‘80, da cui è nata anche l’idea del concorso realizzato grazie anche al prezioso contributo della Fondazione Archivio Vittorio Cini e di F&M ingegneria, Grafiche Quattro e Dazzo Venezia. «Nel periodo storico della rivoluzione delle tecnologie informatiche, in cui è cambiato il modo di comunicare, il maestro ha avviato una riflessione su come si forma e funziona un codice. – spiega Loddo –  Per realizzare gli Elaboratori non si è ispirato solo alle schede elettroniche ma anche alle tastiere che con un manovella emettevano dei suoni, mostrando una chiara matrice legata alla musica».

Nuovo commento al “Paradiso”: le anticipazioni di Carrai e Zanato

C’è grande attesa da parte degli studiosi, ma non solo, di vedere portato a compimento il commento al “Paradiso” di Dante Alighieri, che sarà prossimamente edito da Einaudi, presentato in anteprima giovedì 11 alla Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia dai dantisti Stefano Carrai, fiorentino già docente alla Scuola Normale di Pisa, e Tiziano Zanato, veneziano fino a poco fa docente dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, nell’incontro organizzato dalla Società Dante Alighieri di Venezia, di cui è presidente del comitato Bruno Cervato-Selvaggi. «Un Capolavoro della letteratura. La biblioteca conserva splendidi volumi miniati dei commenti» dice Stefano Trovato, Direttore della Biblioteca Marciana. Il commento alla cantica più alta della Divina Commedia è il punto di arrivo dell’impresa iniziata da Saverio Bellomo nel 2013 con il commento dell’ “Inferno” per i Classici Einaudi, fin da subito molto apprezzato. «A molti colleghi l’impegno sembrava terrificante e che impedisse di fare qualsiasi altra cosa. – ha commentato la prof.ssa Serena Fornasiero, che ha mediato l’incontro – Bellomo aveva investito tanto sullo studio dei commentatori antichi del testo dantesco». Il dantista si era messo poi a lavorare anche sul “Purgatorio” che però lasciò incompiuto. Quando Bellomo mancò improvvisamente nell’aprile del 2018, mancava infatti il commento degli ultimi tre canti, la revisione generale dell’opera e l’introduzione. Il commento fu così poi concluso da Carrai e uscì a doppia firma nel 2019. «Il lavoro già fatto non poteva restare nell’ombra, seppur con dolore ho assecondato alla richiesta» ha commentato Carrai.

Big Vocal Orchestra: Messa ai Frari per il coro più grande d’Italia

«Un bel concerto in basilica lo organizzate?». Da una domanda spontanea partita da padre Marco Pellegrini, parroco e guardiano dei Frari, ad una richiesta presto esaudita, che troverà effettiva risposta a marzo dell’anno prossimo. D’altronde il coro della Big Vocal Orchestra, il più numeroso d’Italia, che conta più di 200 elementi arrivando addirittura a 300 in alcune particolari occasioni dell’anno, non ha mai fatto mistero di essere un gruppo canoro a servizio della città e dei suoi cittadini. Dunque anche della Chiesa veneziana e delle realtà parrocchiali di centro storico e terraferma che la compongono. E proprio per una di queste, quella dei Frari, la Big Vocal Orchestra animerà una Messa in grande stile, nel profondo rispetto del luogo, in cui voci e musica si mescoleranno creando un’armonia. Chi il gruppo lo conosce bene, amatissimo a Venezia e coinvolto spesso in eventi e iniziative legate proprio alla città (un esempio su tutti, l’accensione dell’albero di Natale sia in piazza Ferretto, a Mestre, che a San Marco), sa che i concerti proposti al pubblico sono sempre molto vivaci ed effervescenti sia nella parte scenica che nel repertorio, assai variegato, che spazia dai grandi successi dei musical ai brani di artisti pop-rock internazionali, impreziositi da coreografie in stile gospel che trascinano le folle: adulti e bambini letteralmente trasportati dall’energia sprigionata dai vari componenti.

Dentro l’Archivio della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista

Ci sono testimonianze preziose che nel tempo si conservano, l’Archivio della Scuola Grande San Giovanni Evangelista è una di queste: memoria della confraternita veneziana che ancora oggi può parlare. Sì è svolta giovedì 4 alla Scuola Grande di San Giovanni Evangelista la lectio magistralis di Andrea Erboso, direttore dell’Archivio di Stato di Venezia, che ha tenuto un approfondimento sul patrimonio storico e documentario della Scuola Grande San Giovanni Evangelista, dalla sua formazione al trasferimento dell’Archivio. «Il nostro Archivio durante le soppressioni napoleoniche non è andato perduto ma è passato all’Archivio di Stato. –  ha anticipato il Guardian Grande Franco Bosello» spiegando che la Scuola ad oggi conserva l’Archivio che arriva a ritroso fino all’800. L’Archivio della Scuola, ha esordito subito Erboso, ha una storia complessa. Fu trasferito prima al demanio nel 1806 e nel 1817 a San Provolo. Intanto dal 1815 il convento dei Frari, vuoto dal 1810 per le soppressioni napoleoniche, diventa la sede dell’Archivio di Stato, che ad oggi consta in totale di 80 km di scaffali. Così nel 1820 arrivano gli archivi demaniali, compreso quello di San Giovanni Evangelista: «Ancora oggi l’Archivio consta in 4 grandi armadi che si trovano all’interno della Sala Regina Margherita, insieme agli altri archivi di tutte le Scuole Grandi. – spiega Erboso – L’Archivio consta di 153 registri grandi come un tavolo, di fatto libri contabili, con anche 900 carte ciascuno, e 352 faldoni che contengono altro tipo di materiale. Un inventario di Laura Levantino del 2011, pubblicato da Marsilio, contava circa 500 pezzi archivistici. – e aggiunge – Bisogna salire con una scala di tre metri prima di arrivare agli ultimi volumi, che sono distinti da un’etichetta arancione».

La natura al centro della mostra “Le Immagini della Fantasia”

È incentrata sul tema della natura la mostra “Le Immagini della Fantasia”, arrivata alla 43 esima edizione e intitolata “Natura e visioni”, allestita fino al 15 febbraio negli spazi espositivi della Casa della Fantasia di Sarmede (Treviso), sede della Fondazione Štěpán Zavřel, dedicata all’illustratore Ceco nato Praga nel 1932 e spentosi nel 1999 proprio nel paese trevigiano, dove nel 1983 fondò la Mostra Internazionale e nel 1988 la Scuola Internazionale d’Illustrazione di Sarmede. La mostra, quest’anno a cura di Silvia Pacassoni, presenta 22 artisti provenienti da 14 paesi con oltre 200 opere esposte sul tema della natura, suddivise in 4 sottosezioni: “Natura e speranza”,  che invita a custodire la vita nelle sue forme più fragili, “Natura e infanzia”, dove la natura diventa scoperta, “Natura e arte”, che ripercorre i rapporti tra creazioni artistiche e natura, dove l’arte diventa eco dello spirito naturale, e infine “Natura e scienza”, attraverso cui le immagini raccontano il mistero delle meduse e la metamorfosi degli esseri viventi. «La Mostra è un viaggio attraverso la natura, intesa non solo come paesaggio ma come dimensione spirituale» ha sottolineato Uberto Di Remigio, presidente della Fondazione Štěpán Zavřel, sottolineando come le quattro sottosezioni, declinate da diversi illustratori e incentrate sul tema della natura, invitino a riflettere sul rapporto tra questa e l’essere umano. L’esposizione, che vede come ospite d’onore l’artista spagnolo Jesús Cisneros, quest’anno come novità ha selezionato solo illustratori che utilizzano tecniche analogiche: «Non è stato facile selezionare artisti che per realizzare le tavole non lavorano in digitale, oggi pratica ormai molto diffusa, ma ci tenevamo molto a portare in mostra artisti che ancora si sporcano le mani» spiega la curatrice Silvia Pacassoni, che da oltre sei anni collabora con la Fondazione curando la mostra permanente e l’offerta formativa della scuola di illustrazione per adulti. Inoltre l’anno scorso ha curato una mostra storica basata sull’archivio di illustrazione del secondo ‘900 della Fondazione.

Ecologika 2025: esperienza di ecologia integrale ad Assisi

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Il premio per le idee sulla sostenibilità a 360°? Dei viaggi esperienziali, è questo che hanno vissuto tre fra le classi vincitrici della seconda edizione del concorso per l’ecologia integrale Ecologika, che ha impegnato più di 500 tra ragazze e ragazzi degli istituti superiori del Nord Est nel corso dell’anno scolastico 2024/2025. Un’occasione per visitare i luoghi legati alla figura del Patrono d’Italia San Francesco e al Cantico delle Creature, con cui confrontarsi con sensibilità e spunti della vita e dell’azione del santo per rafforzare le idee proposte dai giovani, nella speranza di ispirarli a proseguire in questa visione di ecologia che abbraccia non sono tutti gli ambiti della natura, ma anche quelli sociali e umani.

Le premiazioni del concorso avvenute a Maggio 2025 presso l’Auditorium di Cà Foscari a San Giobbe, hanno incoronato quattro progetti come vincitori: la riqualificazione della tangenziale di Mestre in autoconsumo energetico e ricircolo acqua a cura dell’Istituto Salesiano San Marco; un orto scolastico dotato di domotica per il recupero dell’acqua e per l’autoproduzione di cibo sano dell’Istituto Enaip di Noale; una casa realizzata interamente in canapa riqualificando l’abitazione del custode della Scuola Edile di Rovigo e una proposta di agricoltura biologica che integri droni e domotica dell’Istituto Vitivinicolo Cerletti di Conegliano. Le esperienze sono iniziate a luglio 2025 con la Partecipazione alla Summer School ad Assisi su Ecologia Integrale a luglio 2025 a cura della Fondazione Fratelli Tutti, proseguite con un viaggio dal 17 al 20 novembre alla Cittadella Laudato Sì e terminate dal 28 al 30 novembre con la partecipazione all’evento internazionale “Restarting the economy” cura della Fondazione “The Economy of Francesco”.

Asta di beneficenza a favore di Avapo

Ritorna domani, sabato 13, alle ore 11, la tradizionale asta di beneficenza a favore di AVAPO Venezia nella filiale di Intesa Sanpaolo di Campo Manin. L’asta, come di consueto, è indetta dalla celebre casa d’asta Christie’s, particolarmente attenta alla realtà di cui AVAPO si occupa. Condurrà il famoso battitore Renato Pennisi dal rostro ufficiale. «Ci auguriamo – dichiara l’avvocato Fabio Moretti, Presidente di AVAPO Venezia – una grande presenza da parte dei cittadini veneziani e non solo, ricordando che sarà anche un’occasione di divertimento grazie all’abilissimo e coinvolgente Pennisi. Quest’anno saranno battuti 36 lotti messi insieme dal lavoro instancabile di Bianca Arrivabene Valenti Gonzaga, Deputy Chairman Italia di Christie’s». Tra i pezzi si segnalano una tecnica mista su carta del noto artista Fabrizio Plessi, un vaso soffiato a mano a Murano da Massimo Micheluzzi, borse e abiti firmati, cene o pranzi nei locali più prestigiosi di Venezia, esperienze in hotel di lusso e visite a progetti di restauro. Sul sito di AVAPO Venezia è possibile trovare il catalogo completo dei lotti: https://avapovenezia.org/asta-di-beneficenza-2025/. L’asta natalizia permette ad AVAPO Venezia di raccogliere importi considerevoli necessari per finanziare i servizi e le attività di ricerca dell’associazione: infatti, a fianco di più di 100 volontari, in essa vi operano numerosi professionisti tra cui medici, infermieri e psicologi per 365 giorni l’anno. Sabato si terrà, inoltre, la nomina di quattro soci onorari ai quali verrà conferito l’albero d’argento per essersi distinti nell’aiuto ad AVAPO Venezia in varie circostanze e con differenti modalità.

La steatosi: davvero un problema di fegato?

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Non è inconsueto che un’ecografia dell’addome fatta magari per mal di pancia – tra l’altro, quasi sempre, un esame inutile per questo sintomo… – non trovi alcuna patologia collegabile al dolore in questione, ma in compenso porti alla diagnosi di steatosi epatica. Di cosi si tratta ? In sintesi, fegato grasso: in pratica aumenta la quantità di grasso che si insinua tra le cellule epatiche, dando all’ecografia un aspetto tipico poiché il grasso riflette gli ultrasuoni diversamente dal fegato “normale”.

A questo punto vi verranno prescritti degli esami del sangue, che potranno o no evidenziare un aumento degli enzimi epatici – le famosissime transaminasi, piuttosto che la Gamma GT (Gamma Glutamil Transferasi), ma che, assai più facilmente, vi metteranno di fronte ad un’alterazione dei parametri metabolici: glicemia, colesterolo e trigliceridi, per intenderci.

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