Tintoretto, genio instancabile


Ha confermato il modo in cui Tintoretto lavorava, conferendo ai suoi soggetti forza e creatività al tempo inimmaginabili. Si è concluso il restauro dei monumentali teleri de “L’Ultima Cena” e “Il popolo d’Israele nel Deserto” realizzati da Jacopo Tintoretto. Le due opere monumentali, di 370 x 570 cm, realizzate tra il 1591 e il 1592 su 4 tele di lino la prima e 8 la seconda per la basilica di San Giorgio nell’omonima isola a Venezia, sono ora state ricollocate nel presbiterio della basilica e venerdì 8 maggio verrà svolta una presentazione pubblica del lavoro svolto. L’intervento, iniziato a febbraio dell’anno scorso e concluso da pochi giorni, è stato eseguito dalla restauratrice Caterina Barnaba della CBC – Conservazione Beni Culturali e dai suoi collaboratori, ed è stato possibile grazie al finanziamento del comitato americano Save Venice per mezzo della donazione della famiglia Stracke. Il restauro è stato svolto dai restauratori nella sacrestia, dove è stato allestito un cantiere didattico visibile da fedeli e visitatori tramite una bussola. L’intervento ha riguardato sia il supporto dei dipinti che la superficie pittorica, quest’ultima deteriorata per via di precedenti interventi di restauro, condizioni ambientali non sempre favorevoli e alla naturale fragilità dei materiali.
Presentato l’Anno Marciano: San Marco diventa patrono del Veneto

Nel 2028 ricorreranno i 1200 anni dall’arrivo delle spoglie dell’evangelista Marco a Venezia e per l’occasione il Patriarcato ha presentato questa mattina, a Sant’Apollonia, l’anno marciano, un lungo periodo di celebrazioni e appuntamenti che si snoderanno dall’8 ottobre 2027 fino all’1 febbraio 2029. Un anniversario che non riguarda soltanto la memoria storica, ma anche l’identità e la missione della Chiesa veneziana, richiamando l’urgenza dell’evangelizzazione e della testimonianza della fede. Celebrazioni tanto attese in città, anticipate da un annuncio volto a consolidare il legame millenario tra il leone alato e la terra veneta: San Marco è stato proclamato formalmente patrono del Veneto. Il riconoscimento, giunto dalla Santa Sede attraverso il Dicastero per il Culto divino e la Disciplina dei Sacramenti, è arrivato grazie all’accoglimento della richiesta corale dei vescovi della provincia ecclesiastica del Veneto, comprendente dieci Diocesi che includono anche una piccola porzione di Friuli Venezia Giulia, fatta insieme al Patriarca Francesco Moraglia. «La risposta è stata positiva», ha riferito don Morris Pasian, segretario della Commissione e patriarcale, nonché co-direttore della Pastorale giovanile.
La Venezia segreta degli animali

Venezia all’interno delle chiese e dei palazzi, ma anche nelle calli e nei campi, è abitata da centinaia di animali, reali e fantastici. A svelarlo è il medievalista Stefano Riccioni nel suo ultimo lavoro “Il bestiario medievale di Venezia”, edito da Carocci, in cui in ogni capitolo tratta una creatura diversa e il suo valore simbolico. «Solo nella Basilica di San Marco ci sono più di cento animali, mentre in tutta la città ce ne sono oltre 400, che però spesso si ripetono» spiega Riccioni, che dal 2011 al 2024 ha insegnato Storia dell’arte medievale all’Università di Ca’ Foscari ed oggi è professore all’Università di Pisa. Il saggio è frutto di una lunga ricerca, diventata prima un corso universitario proposto alla magistrale dell’ateneo veneziano, che poi ha coinvolto anche diversi studenti nell’elaborare itinerari per creare una guida atipica della città, per scoprire i posti nascosti e uscire dai soliti percorsi, andando giocosamente a caccia di animali . «Insieme agli studenti universitari avevamo coinvolto anche un centinaio di studenti della scuola Dante Alighieri. Un progetto di terza missione utile per far conoscere ad un pubblico più ampio la ricerca, confluita poi nel volume “Itinerari del bestiario Veneziano”, edito dalla Cafoscarina, di cui una parte si può visionare online sul sito di Ca’ Foscari. Una ricerca complessa, quella compiuta da Riccioni, da cui si evince che gli animali che popolano la laguna sono prevalentemente dei volatili: aquile, pavoni, falchi e sparvieri, ma non solo. «Tutte queste creature all’inizio abitano all’interno delle chiese, fin dal tappeto musivo del monastero di Sant’Ilario, la prima capella palatina dei Partecipazi, i primi dogi di Venezia, edificata in terraferma nella frazione di Dogaletto di Mira: «Questo conteneva un bestiario ricchissimo di animali fantastici con le ali, che avevano una funzione funeraria. – spiega il professore – Quando i Partecipazi nel IX secolo, con l’arrivo nell’828 delle spoglie di San Marco, si trasferiscono a Venezia, soppiantano il culto di San Teodoro, il primo patrono della città, e incominciano a costruire San Marco, dando il via alla Venezia dei rivoaltensis».
Avviato il restauro della Trasfigurazione di Tiziano

Un banale guasto meccanico si è trasformato nell’occasione per riscoprire un capolavoro. A causa di un inceppamento nel sistema di movimentazione della pala d’altare nella chiesa di San Salvador, la Trasfigurazione di Tiziano ha riportato una lieve lacerazione che ha reso necessario un intervento d’urgenza. Il dipinto, rimosso dalla sua sede e trasferito in un laboratorio temporaneo allestito in sacrestia, è ora al centro di un meticoloso restauro strutturale ed estetico. Oltre alla riparazione del danno, l’intervento – finanziato da Save Venice – mira a rinnovare l’ingegnoso meccanismo della “doppia pala” e a restituire alla tela i contrasti cromatici e la luce vibrante tipici dell’ultimo periodo del maestro cadorino. I lavori si concluderanno entro il 31 ottobre.
L’arte dei remeri in crisi: Pastor racconta un mestiere che cambia

Un lavoro artigiano di altissima precisione da tempo sempre più in crisi. Per il remer Saverio Pastor (classe1958) il suo mestiere è il termometro di una società che cambia. Intervenuto lunedì 21 alla Scuola Grande di San Teodoro per parlare de “L’arte dei remeri, tra storia tecnica e ambiente”, Pastor da 50 anni lavora creando forcole e remi in tutto il mondo. Realizza remi alla veneta, per canottaggio a sedile fisso, forcole da regata, da lavoro e passeggio, ma anche come oggetti di design apprezzati per le loro caratteristiche estetiche. Dal 1975 al 1980 lavora con gli ultimi maestri remèri: Giuseppe Carli, il re delle fórcole, e Gino Fossetta, il mago dei remi. «Con un compagno di classe andavamo in barca e quando si rompevano i remi io li portavo ad aggiustare, così ho conosciuto Carli, che divenne il mio maestro. – racconta – Lui si lamentava di non avere apprendisti. Così, quando finii le superiori, precisamente il 15 giugno del 1975, sono andato a chiedergli se potevo iniziare a lavorare gratuitamente per lui. Mi disse di no perché secondo lui ormai ero troppo vecchio per imparare. Ma non mi arresi. – spiega Pastor – Andai in bottega ogni giorno per 8 ore al giorno e dopo un mese che guardavo mi permise di spazzare la bottega. È in questo modo che è cominciato il tutto. Il maestro però ha continuato a dirmi che non avrei mai imparato e in fondo aveva ragione, sto imparando anche adesso». Pastor negli anni ha accumulato grandi esperienze realizzando remi e forcole arrivati in tutto il mondo. Dal 2002 ha aperto il laboratorio-bottega “Le Forcole” a San Gregorio in fondamenta Soranzo vicino alla Salute dove lavora con il collega Pietro Meneghini, e da sei mesi con l’apprendista Filippo. «È giusto tramandare il nostro sapere» dice, spiegando che la sua bottega è tra le 4 rimaste in città.
L’onda dei 1800: i giovanissimi ad Assisi sulle orme di Francesco


Milleottocento pellegrini veneziani, trentanove gruppi parrocchiali, tre uffici diocesani, tutti con l’obiettivo di giungere a un incontro particolare: quello con il Signore, attraverso le testimonianze dei santi d’Assisi, Francesco, Chiara e Carlo Acutis. I numeri del pellegrinaggio diocesano dei ragazzi delle medie svoltosi ad Assisi da venerdì 17 a domenica 19 aprile raccontano solo una parte dell’esperienza da poco conclusa. Tre giorni scanditi da appuntamenti, proposte e attività, preparate in maniera congiunta dalla Pastorale giovanile, dall’Ufficio catechestico e da quello per l’Insegnamento della Religione cattolica. Ma anche tre giorni di giochi per le strade della città, di domande incuriosite e di testimonianze di fede in cui i ragazzi, assieme ai loro accompagnatori, hanno provato a essere pietre vive come San Francesco, accogliendo il tema proposto dall’organizzazione diocesana. Dopo la partenza in pullman di venerdì mattina dai diversi angoli della Diocesi, i gruppi hanno trovato sistemazione all’interno e nei dintorni di Assisi, cominciando a visitare il luogo e le mete di pellegrinaggio principali, indicate nel sussidio della Pastorale giovanile. La sera, presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli, dove è custodita la Porziuncola, circa 500 ragazzi hanno partecipato alla celebrazione di inizio pellegrinaggio con il Patriarca Francesco Moraglia. Un momento di ascolto e meditazione, accompagnato dai canti del Coro dei Cori diocesano. Durante l’incontro i ragazzi, guidati dalle parole del Patriarca, hanno accolto l’invito di consegnare al Signore le proprie fatiche scrivendole sul diario personale del pellegrinaggio.
Ca’ Foscari: monitoraggio sulle reti d’impresa da Venezia

«Il dato più rilevante è che i contratti di rete negli ultimi anni si stanno consolidando con l’obiettivo di aumentare la massa critica delle PMI, passando da scopi strategici a tattici, come l’acquisto di materie prime, mettendosi insieme per ridurre i costi», commenta così i dati 2025, elaborati dall’Osservatorio Nazionale sulle reti d’impresa, la Direttrice Scientifica e docente dell’Università di Venezia Ca’ Foscari Anna Cabigiosu. «Le reti di impresa nascevano per fare innovazione di prodotto – aggiunge – oggi questa si attesta al 17% mentre quella di processo è al 16% (dato nazionale 2025), in Veneto sono rispettivamente al 15 e 13%, evidenziando un trend di diminuzione di alleanze per ricerca e sviluppo, marketing e internazionalizzazione e di aumento per generare economie, partecipare a bandi o gare d’appalto».
Le reti insomma continuano a crescere anche nel 2025, con 10.361 contratti attivi, con un incremento sul 2024 di +7,6%, coinvolgendo circa 53 mila aziende (+5,2%). Il rapporto, curato dall’Osservatorio Nazionale sulle reti d’impresa, formato da InfoCamere, RetImpresa e Venice School of Management dell’Università Ca’ Foscari, è stato presentato a Napoli lo scorso 20 aprile, ha chiaramente evidenziato la tendenza a crescere di questa forma di collaborazione fra imprese avviata nel 2010. «Si tratta di un cambiamento rilevante nonostante sia un fenomeno che si diffonde con prudenza – spiega Cabigiosu – le reti, anche se hanno una durata a termine per contratto, dimostrano che non sono solo una moda, ma un mutamento consolidato che cresce anno su anno del 5-7%».
Giovane Montagna: pronta la spedizione in Marocco

È iniziato il conto alla rovescia per la spedizione in Marocco “Leggenda nella leggenda”, che la Giovane Montagna di Venezia realizzerà in occasione dell’80esimo anniversario dalla nascita della sezione. La spedizione si terrà esattamente tra un mese, dal 24 al 31 maggio sulla Catena dell’Atlante in Marocco, aerei permettendo – chiosano i responsabili – vista la difficile situazione internazionale. Il gruppo di escursionisti composto da dodici soci, coordinati da Alessandro Piasentini, saliranno sulla cima guidati dalla guida alpina di esperienza quarantennale Maurizio Venzo e da sua moglie Monica Malgarotto, anche lei guida esperta, insieme anche ad una guida locale. «La meta è sulla cima più alta, il Toubkal, a 4.167 metri, per onorare gli 80 anni dalla fondazione della sezione e per rinnovarne la tradizione alpinistica» dice il presidente della sezione Tita Piasentini, spiegando che per onorare il significativo traguardo della sezione non ci si poteva esimere dal compiere una spedizione internazionale.
Bambini terremoto: tutti iperattivi o disattenti?

Evidentemente anche le malattie seguono le mode, per cui, da un po’ di tempo, una delle domande frequenti – trend topic per chi si intende di new media – è: «Dottore, ma il piccolo non sarà mica iperattivo o disattento?».
C’è stato un tempo felice in cui i bambini si definivano: terremoto, selvaggio, zulù e chi più ne ha più ne metta. C’era chi ci arrivava subito, chi era più lento e chi non ci arrivava proprio. Chi scrive queste righe, per esempio. Per risolvere i miei problemi con la matematica, l’unica soluzione è stata sposare mia moglie che la insegna. Non so ancora se è stato un affare…