Opere dal ’48 ad oggi: aperto il MUVEC, museo del contemporaneo


Dal 1948 fino ad oggi. Sono una sessantina le opere contemporanee della collezione del Museo di Ca’ Pesaro, che per motivi di spazio non potevano essere esposte, tra cui recenti donazioni, che ora hanno trovato casa permanente a Mestre. Ha aperto al pubblico, dopo mesi di lavori, il MUVEC – Casa delle Contemporaneità, inaugurato lo scorso 23 aprile, alla presenza dei dirigenti della Fondazione Musei Civici di Venezia (MUVE), il Segretario generale Mattia Agnetti, la presidente Maria Cristina Gribaudi e la dirigente area musei di Ca’ Pesaro e Fortuny e responsabile di MUVE a Mestre Elisabetta Barisoni. Insieme a loro il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro e l’Assessore alla Cultura della Regione Veneto Valeria Mantoan. Il museo, aperto all’interno del Centro Culturale Candiani, dove già da diversi anni MUVE organizzava mostre temporanee, dal punto di vista architettonico ha acquisito ora un’identità autonoma e riconoscibile: un ingresso dedicato da piazzale Candiani e una passerella sopraelevata conducono i visitatori al secondo piano, dove ora gli spazi museali aderiscono a standard nazionali e internazionali, in primis dal punto di vista della sicurezza delle opere e delle condizioni climatiche indispensabili per la loro conservazione. «Sono da anni abituata ad inaugurare mostre, ma inaugurare un museo penso succeda solo una volta nella vita, se uno è fortunato. – ha detto Elisabetta Barisoni – Per concepire il museo ci siamo ispirati a contesti sociali e urbani simili. Siamo andati a Rotterdam, Copenaghen e Lubiana, dove ci siamo confrontati con tanti musei che ci hanno dato ispirazione per creare un museo in terraferma di nuova concezione, l’unico dedicato solo al contemporaneo dei Musei Civici di Venezia».
Big Vocal Orchestra, musica sacra e spirito francescano ai Frari

Un’esperienza immersiva, che promette grandi emozioni e che vedrà il pubblico “avvolto” dalle voci della Big Vocal Orchestra, protagonista di una serata nel segno di San Francesco. Nella basilica dei Frari sabato 9 maggio, dalle 20.30, il gruppo canoro più grande d’Italia sarà protagonista di “Sinfonie dello spirito. Musica sacra e parole francescane” che ha visto esaurire i circa 400 posti a disposizione nel giro di un paio di ore dalla pubblicazione dell’evento sui canali social, a conferma di quanto la proposta musicale di Marco Toso Borella, fondatore e direttore della Big Vocal Orchestra, piaccia e convinca i veneziani. Grande è l’affetto da loro rivolto ad un coro che arriva a sfiorare ormai i 300 elementi, sempre a servizio della città e dei suoi cittadini, coinvolto in eventi e iniziative legate proprio alla città d’acqua e alla sua terraferma (un esempio su tutti, l’accensione dell’albero di Natale sia in piazza Ferretto, a Mestre, che a San Marco). Quelli proposti al pubblico sono concerti sempre molto vivaci ed effervescenti sia nella parte scenica che nel repertorio, assai variegato, che spazia dai grandi successi dei musical ai brani di artisti pop-rock internazionali, impreziositi da coreografie in stile gospel che trascinano le folle: adulti e bambini trasportati dall’energia sprigionata dai vari componenti. A servizio della città, dunque anche della Chiesa veneziana e delle realtà parrocchiali che la compongono. E proprio ai Frari la Big Vocal Orchestra ha già animato recentemente una Messa in grande stile, nel profondo rispetto del luogo, in cui voci e musica hanno dato vita ad un’armonia del tutto particolare.
San Polo e San Giovanni Elemosinario: viaggio tra leggende e tesori

Il sestiere di San Polo, pur essendo il più piccolo dei sei sestieri di Venezia, è molto apprezzato per la calma atmosfera che si respira passeggiando per le sue calli. Il sestiere prende il nome dalla presenza di Campo San Polo, il quale ospita l’omonima chiesa. Questo luogo, seppur storicamente considerato un luogo di ritrovo per il popolo dove si organizzavano eventi e feste pubbliche, è circondato da palazzi signorili che testimoniano l’importanza delle famiglie nobili che vi risiedevano. Un tempo indissolubilmente legato al sestiere di Santa Croce, San Polo ha saputo mantenere nei secoli un’identità peculiare. Tra le calli di questo sestiere si nascondono dei luoghi di culto che fungono da veri e propri scrigni per la storia del sestiere. Tra questi luoghi si trovano la maestosa Chiesa di San Polo e la più nascosta Chiesa di San Giovanni Elemosinario.
Cammino tra le chiese: catechesi per favorire scelte coraggiose

Un pellegrinaggio vocazionale per i giovani: il Cammino tra le Chiese di Venezia. Venerdì scorso, 24 aprile, alla sera, si è svolto il pellegrinaggio diocesano per giovani, a carattere vocazionale, ispirato al cammino romano delle Sette Chiese di San Filippo Neri. Da Sant’Andrea della Zirada fino alla Salute, una serata all’insegna della preghiera e della meditazione aiutati dalla bellezza delle chiese veneziane.
I tanti colori del Premio Mestre di Pittura

Colori, pennello ma non solo. È stata eccezionalmente inaugurata venerdì 24 la mostra collettiva con le sessanta opere finaliste del Premio Mestre Pittura nei nuovi spazi espositivi del MUVEC – Casa delle Contemporaneità in Piazzale Candiani, aperta per la prima volta al pubblico da giovedì 23 (leggi qui).La mostra è la tappa conclusiva del concorso arrivato alla decima edizione, promosso dall’Associazione Il Circolo Veneto APS con la Fondazione Musei Civici di Venezia, con il sostegno dell’Accademia di Belle Arti di Venezia e della Fondazione Bevilacqua La Masa, e gode del patrocinio di Regione del Veneto, della Città Metropolitana di Venezia e del Comune di Venezia. L’iniziativa negli anni ha sempre più acquistato valenza internazionale. Le dieci edizioni hanno infatti avuto un’ampia partecipazione, con l’obiettivo di valorizzare e divulgare l’arte pittorica contemporanea. Sono stati 610 i candidati nell’edizione di quest’anno, con una grande partecipazione dal Veneto, richieste da tutto il territorio nazionale e, ancora una volta, con una significativa presenza di artisti internazionali, tra cui lettoni, coreani e cinesi. Grande è la varietà di generazioni presenti. Infatti, gli artisti che hanno aderito al premio vanno dai giovani che frequentano l’Accademia di Belle Arti fino a quelli di consolidata carriera, che arrivano anche a 90 anni, il ché connota il premio come uno dei più intergenerazionali, presentando una varietà di tecniche e di stili, di storie e di preparazioni personali. Sessanta sono stati gli artisti finalisti selezionati dalla Giuria Tecnica, presieduta da Gianfranco Maraniello, storico dell’arte e direttore del Polo Museale Moderno e Contemporaneo di Milano, composta da esperti e professionisti del panorama artistico e culturale quali: Elisabetta Barisoni, direttrice del museo di Ca’ Pesaro, del Museo Fortuny e di MUVE a Mestre; Matteo Piccolo, conservatore a Ca’ Pesaro; Francesca Rossi, direttrice dei Musei Civici di Verona; Saverio Simi De Burgis, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia; Michele Bonuomo, direttore del mensile “Arte” Cairo Edizioni; Stefano Cecchetto, storico dell’arte, curatore e critico nominato dalla Fondazione Bevilacqua la Masa e Marco Dolfin, curatore della mostra e segretario di Giuria.
Ca’ Foscari: come salvare Venezia dal cambiamento climatico

Qualcuno riesce a pensare a Venezia fra 300 anni? Il team di ricerca coordinato dal professor Piero Lionello, ordinario di Fisica dell’Atmosfera e Oceanografia presso l’Università del Salento, ma veneziano di origine, ha messo insieme scienziati internazionali da centri di formazione universitaria quali TU Delft e Utrecht (Paesi Bassi), Aix Marseille e BRGM (Francia), Southampton e Leeds (Regno Unito), (University of Leeds, Gran Bretagna), Kiel e Global Climate Forum (Germania) e CNR, Padova e Ca’ Foscari. Obiettivo: ragionare su protezione e adattamento della città e dell’ecosistema lagunare attraverso la raccolta di idee e approcci concreti, riassunti in uno studio pubblicato su Scientific Reports parte del prestigioso gruppo editoriale Nature. Per l’università veneziana i contributori sono stati i professori Carlo Giupponi e Adriano Sfriso.
«A partire da una condivisione di idee fra 15 diversi autori per due anni di ricerca, abbiamo cercato di raccogliere informazioni su progetti globali per proporre delle soluzioni concrete – spiega Giupponi – il gruppo è composto da un mix di esperti e di ricercatori più giovani, abbiamo lavorato sui dati cercando di calare gli studi più attuali su Venezia arrivando a definire scenari fino al 2300». Un orizzonte che sembra avanti nel tempo ma che si scontra con la realtà di un livello del mare che cresce di 5mm annui e che rischia di aumentare la sua velocità di innalzamento. Senza preconcetti gli accademici hanno ipotizzato quattro diversi scenari per immaginare il futuro della città, stimando anche dei costi per questi interventi di messa in sicurezza, con l’unica certezza che il MOSE non sarà sufficiente o che dovrà essere usato molto più frequentemente di quanto calcolato in fase di progettazione.
Tornano le Jane’s Walk: al centro il valore civico

Passeggiare è molto più che muovere le gambe, è «allenare lo sguardo verso il cambiamento». Tornano anche quest’anno, in centinaia di città e Paesi, le Jane’s Walk, camminate libere e gratuite ispirate a Jane Jacobs, scrittrice e attivista americana che ha cambiato il modo di guardare gli spazi urbani. In occasione del suo compleanno (nacque a Scranton, Pennsylvania, il 4 maggio 1916), le passeggiate si terranno anche a Mestre e Venezia sotto la guida di ETIcity, associazione fondata da un gruppo di ricercatrici per guardare alla città «come luogo di incontri, convivenze, sperimentazioni e ricerca». L’incontro di presentazione delle Jane’s Walk Venice sarà martedì 5 maggio alle 18 presso la portineria di quartiere di via Piave. Spiega di che si tratta Giovanna Muzzi: «Con le colleghe Mersida Ndrevataj e Stefania Marini abbiamo frequentato il dottorato in Pianificazione territoriale e politiche pubbliche. Terminato il percorso volevamo comunque proporre delle iniziative rivolte alla cittadinanza, alla scoperta del territorio, e abbiamo visto che non c’era in città un gruppo “Jane’s Walk”. Abbiamo quindi contattato il coordinamento nazionale chiedendo di poter aderire al festival e organizzare degli itinerari urbani all’interno di una cornice più strutturata». L’anno scorso gli eventi erano due, quest’anno si raddoppia: quattro passeggiate, una per ogni sabato di maggio, in collaborazione con altre realtà del territorio.
Primavera, la natura si risveglia… E pure l’intestino irritabile

È arrivata finalmente la bella stagione: germogliano le piante, compaiono le rondini, l’ora diventa legale e le giornate più lunghe, le persone ricominciano a muoversi più volentieri… Ed è noto che il movimento è salute!
Per quel che riguarda il gastroenterologo, invece, capita, e non poco, che il cambio di stagione risvegli la “sensibilità” intestinale dei molti pazienti – ahinoi! – che soffrono di intestino irritabile. Per un motivo o per l’altro, la pancia riprende a fare le bizze, frequenza e consistenza dell’alvo, il canale intestinale, vanno per conto loro, gonfiore senza limiti e via discorrendo.
«Il tappeto è cinese»: da Ca’ Foscari Pittui riscrive la storia

Nè persiano, nè turco e tanto meno di origine europea, come per secoli è stato ritenuto. Il pregiato grande tappeto conservato nel depositi di Palazzo Pitti a Firenze è cinese. Eccezionale scoperta da parte della storica dell’arte e ricercatrice dell’Università Ca’ Foscari di Venezia Ilenia Pittui dopo un accurato studio scientifico condotto sul prezioso tappeto ricamato, che ne ha definitamente chiarito la provenienza e la datazione, riconducendola alla manifattura cinese del XVII secolo. L’articolo scientifico, firmato dalla storica dell’arte Ilenia Pittui, è stato pubblicato sulla rivista Kervan – International Journal of Afro-Asiatic Studies, diretta da Mauro Tosco dell’Università di Torino. La ricerca basata sulla disamina del manufatto, effettuata con indagini diagnostiche e d’archivio, ha rimesso in discussione l’origine di altri esemplari analoghi conservati al Museo del Palazzo Topkapi di Istanbul e al Museo del Louvre di Parigi.