Il bello del rifiuto: la street art conquista Venezia


Dal grigio anonimo della lamiera ai colori accesi della pop art. Per la prima volta nella sua storia, Venezia apre le porte alla street art applicata agli elementi dell’arredo urbano. Succede a Piazzale Roma, porta d’accesso automobilistica alla città d’acqua, dove lo street artist Mister Clay sta completando una vera e propria pacifica invasione: la metamorfosi di circa trenta contenitori per i rifiuti in altrettante piccole opere d’arte contemporanea.
Convivenza possibile: le regole per proteggere il delfino veneziano


La parola d’ordine è “convivenza” tra gli animali selvatici e l’uomo. Sia che si tratti del lupo, nelle località montane, sia che si tratti del delfino che da ormai un anno è diventato di casa in bacino San Marco, a Venezia. Di questo messaggio si è fatto promotore il Museo di Storia Naturale di Venezia con l’organizzazione dell’incontro aperto alla cittadinanza, dal titolo “Il delfino in Laguna: una convivenza possibile. Osservazioni e codice di condotta per gli avvistamenti”, che si è svolto sabato 16 presso la sede del Museo veneziano. «Lo chiameremo “il nostro delfino“: non Mimmo, non Nane, perché è un animale selvatico e va trattato e rispettato in quanto tale. Non dargli un nome da umano è già un atto di consapevolezza in questo senso – ha iniziato Luca Mizzan, biologo marino e responsabile del Museo di Storia Naturale –. Abbiamo voluto questo incontro, in questo periodo, perché a breve inizierà la stagione diportistica e ci saranno molti più natanti tra i canali e in Laguna. È dunque importante che si diano delle indicazioni su come comportarsi con il delfino tursiope che ha deciso di stabilirsi nella nostra Laguna».
The Migrant Child, restaurata l’opera di Banksy


Il tanto dibattuto restauro del murale “The Migrant Child”, realizzato sulla facciata di Palazzo San Pantalon a Venezia nella notte tra l’8 e il 9 maggio 2019 da Banksy, il misterioso street artist di Bristol, è stato portato a termine grazie a Banca Ifis e l’opera è tornata in città, dove lo scorso 7 maggio è stata svelata nell’ambito di “Curated by Heart”, l’evento tenutosi negli spazi della Tesa 113 dell’Arsenale di Venezia simbolicamente nell’ambito della 61. Esposizione Internazionale d’Arte della Biennale, proprio come quando Banksy realizzò l’opera sette anni fa. Il risultato del restauro del murale, che è una delle sole due opere riconosciute ufficialmente da Banksy in Italia, è stato presentato alla presenza del presidente di Banca Ifis, Ernesto Fürstenberg Fassio; del presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia; del premio Nobel per la Pace 2014 Kailash Satyarthi, e dal noto storico e critico d’arte Vittorio Sgarbi.
Lisa, l’incidente, il coma e il risveglio: «A sostenerci c’è la fede»

Speranza, forza interiore, coraggio ma soprattutto fede e preghiera sono i tasselli di una storia che ha toccato davvero il cuore di tutti. E il messaggio che arriva da papà Marco Righi – che sa bene cosa significhi ritrovarsi ad affrontare una “tempesta” improvvisa, quando ogni cosa sembra sgretolarsi di colpo – è quello di non arrendersi mai. Anche se tutto sembra ormai perduto, anche se la vita assume un carattere amaro difficile da compensare con altro, anche se «ti dicono che non c’è più niente da fare», l’importante «è non mollare». Parla per esperienza vissuta, ormai certo che quando le difficoltà, quelle vere, fanno capolino, non bisogna avere «la tentazione di cedere». Perché solo così si dà forza alle persone a cui vogliamo bene e che necessitano del nostro supporto in un momento particolare del loro percorso. «Se ti arrendi tu – dice – di conseguenza lo fa anche chi sta male. Quando Lisa era immobile e inerme su un letto d’ospedale, in realtà percepiva la nostra forza. Sentiva che le stavamo trasmettendo il nostro sostegno, la nostra energia». Vittima di un terribile incidente stradale avvenuto ad agosto scorso, Lisa Righi, quindicenne veneziana, promessa della scherma, è diventata un po’ la figlia di tutti, “adottata” con affetto da una famiglia allargata composta da medici, infermieri, amici e persone di ogni provenienza (anche dall’estero) che in questi mesi sono entrate in contatto con la sua storia. Un racconto fatto di dure prove e strade in salita, sorretto da quanti hanno voluto sostenere Lisa e i suoi cari attraverso la raccolta fondi lanciata per acquistare due macchinari – donati all’ospedale San Bortolo di Vicenza – per la sua graduale ripresa o semplicemente portando una parola di conforto, un pensiero. «Il percorso è ancora molto lungo, ma un miglioramento generale c’è. Lisa sta lentamente cercando di recuperare, un po’ per volta, l’uso della mano e del braccio destri, che erano completamente bloccati. Riesce anche ad esprimersi. Si tratta di cambiamenti lenti, ma costanti».
Venezia accoglie le reliquie di Santa Bernadette

Un evento di grazia in un momento storico segnato da guerre, tensioni e conflitti. Don Roberto Donadoni, parroco del Santissimo Salvatore e Santo Stefano, definisce così l’arrivo delle reliquie di Santa Bernadette Soubirous (1844-1879), la veggente di Lourdes conosciuta per le apparizioni mariane alle quali riferì di aver assistito in una grotta del suo paese. Da sabato 23 maggio fino al 31 la chiesa veneziana di San Salvador custodirà la grande teca dorata, preparandosi ad accogliere centinaia di fedeli desiderosi di sostare davanti alle reliquie per qualche istante, affidando alla santa le proprie angosce e preoccupazioni. «Bernadette – osserva don Donadoni – incarna la storia di una ragazza povera, fragile e malata, che tuttavia ha cambiato (anche se in modo inconsapevole) il mondo: si è fidata totalmente di Dio. Ospitare le sue reliquie significa accogliere la semplicità della fede. Perché Lourdes, oggi, attira milioni di pellegrini? Le persone vanno lì con le proprie ferite; non con le certezze in tasca, ma con le domande che portano nel cuore, con il dolore e con la malattia. Lourdes non promette dei miracoli, ma offre la speranza. È il luogo in cui il cielo si avvicina alla fragilità umana. In modo particolare in questo momento storico, abbiamo bisogno di segni di speranza». Le reliquie di Santa Bernadette stanno attraversando più parti d’Italia, in un lungo itinerario che prevede anche una tappa veneziana. In partenza da Saluzzo, in Piemonte, raggiungeranno nella giornata di sabato la Scuola Grande di San Teodoro, da dove poi partirà una breve processione fino alla limitrofa chiesa di San Salvador. Dopo la sosta in Laguna la teca ripartirà per raggiungere la Diocesi di Piacenza.
XVI Giornata Nazionale ADSI: aperti luoghi inaccessibili

Luoghi solitamente inaccessibili, scrigni di arte, di cultura e di storie misteriose aprono finalmente le loro porte per svelarsi nella loro totalità. Domenica 24 durante la XVI Giornata Nazionale ADSI, in occasione dell’evento annuale promosso dall’Associazione Dimore Storiche Italiane in cui centinaia di dimore storiche private e pubbliche in tutta Italia aprono gratuitamente le porte per far conoscere il loro patrimonio storico-architettonico, non manca la presenza del Veneto, e in particolare di Venezia, con alcuni siti che partecipano per la prima volta alla giornata, come Palazzetto Pisani. Adsi è una realtà costituita nel 1977 per sostenere e promuovere il ruolo fondamentale degli edifici vincolati in ragione del loro valore storico-artistico e sociale: ville, castelli, giardini storici, torri, palazzi, oratori ecc, circa 46.000 in tutta Italia. La Regione Veneto quest’anno in particolare vanta una straordinaria partecipazione: quasi 40 luoghi in tutte le province apriranno gratuitamente al pubblico per visite libere o guidate anche nel capoluogo. Un’opportunità unica per scoprire luoghi ricchi di storia e fascino, a volte poco conosciuti in quanto lontani dai circuiti turistici tradizionali, che gli studenti delle scuole superiori coinvolti come mediatori culturali sapranno far apprezzare.
CORILA: appello per monitorare i gabbiani a Venezia

Nel pieno della stagione riproduttiva del gabbiano reale, con i primi pulcini nati ai primi di maggio, il CORILA, il consorzio per il coordinamento delle ricerche inerenti al sistema lagunare di Venezia, lancia un appello a tutti coloro che vivono e frequentano la città per monitorare la presenza di questi volatili fra i tetti delle case. «Il monitoraggio, svolto dal 2017, quest’anno verrà realizzato in una modalità diversa – spiega Francesca Coccon, ricercatrice senior e responsabile scientifica del progetto per il CORILA – abbiamo deciso di chiedere una mano alla cittadinanza per colmare, seppur parzialmente, il gap di dati di quest’anno e per avvicinare le persone alla conoscenza di questa specie che ormai è stanziale in città e vive assieme a noi umani e continuerà a farlo anche in futuro, quindi è utile diffonderne l’etologia».
La campagna, intitolata “Osserva, conosci, rispetta: segnala un nido e contribuisci alla ricerca”, è la prima iniziativa di citizen science dedicata a questi volatili e punta a raccogliere dati sulle coppie riproduttive nel contesto urbano e i loro piccoli, proprio durante la stagione di schiusa delle uova che va da maggio alla fine di giugno, con strascichi fino a metà luglio. Si tratta dell’unico periodo in cui quindi le osservazioni e relative segnalazioni possono essere utili per il monitoraggio del CORILA. «La partecipazione è aperta a chi vive e frequenta il centro storico di Venezia, le isole e la terraferma – spiega la naturalista – è sufficiente indicare giorno, ora, posizione precisa del sito di nidificazione attivo e allegare fotografie delle coppie intente a covare le uova o a curare i propri pulli».
Coste rotte: quando i raggi sono utili (e appropriati) e quando no

La radiografia RX dell’emitorace o il torace bilaterale per coste sono esami radiologici che studiano le anomalie della gabbia toracica, struttura ossea che contiene al suo interno organi molto importanti come il cuore, i polmoni e il mediastino, ma anche i reni, il fegato e la milza.
Le coste sono 12 per lato: le prime 10 si congiungono anteriormente nella cartilagine e nell’osso sternale mentre le ultime 2 sono libere, fluttuanti. Tutte e 12 posteriormente si articolano con la colonna vertebrale. Sono molto utili: proteggono da traumi diretti, determinano la conformazione toracica, hanno un’azione nel respiro attraverso il loro movimento. Al di sotto di esse c’è una pellicina chiamata pleura che le separa dai polmoni e aiuta l’escursione respiratoria.
Tra sogni e leggende: le chiese di Santa Maria Formosa e San Lio

All’estremità orientale dell’isola di Venezia si trova il sestiere di Castello, caratterizzato da una forma particolare che prima si stringe, poi si allarga e si biforca verso il mare. Tale sestiere, oltre ad essere il più esteso dell’isola, possiede una lunga storia che affonda le sue radici nell’Alto Medioevo. Il suo nucleo originario, chiamato Olivolo, fu sede della prima diocesi veneziana e punto strategico del sistema difensivo lagunare. Attorno all’anno Mille, mentre Rialto era il centro degli affari e San Marco il luogo del potere civile, Castello ospitava la zona industriale e portuale. All’interno di questo sestiere densamente popolato si trovano numerose chiese, tra le quali Santa Maria Formosa e San Lio, entrambe facenti parte del circuito Chorus, l’associazione che dal 1995 promuove e tutela le chiese e il patrimonio culturale veneziano.