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80 anni della Giovane Montagna: «L’associazione cresce»

Quest’anno la sezione lagunare, in occasione degli 80 anni, organizzerà il Rally Intersezionale al Passo Brocon e la spedizione alpinistica in Marocco. Il presidente Piasentini: «La sezione, andando in controtendenza, vede una presenza di iscritti sempre più alta e al femminile».

Compie 80 anni la sezione veneziana dell’Associazione alpinistica Giovane Montagna, che da sempre promuove la conoscenza, la pratica, il rispetto e la salvaguardia della montagna. L’associazione rispetto alle altre realtà associative del territorio negli ultimi due anni sta andando in controtendenza, riscontrando un aumento degli iscritti, che sempre più si rendono conto di quanto l’andar per monti sia salutare per corpo e mente, un bel diversivo dalla routine di tutti i giorni. Attualmente la sezione conta 137 soci, di cui una ventina sono i nuovi iscritti, con un’età compresa tra i 23 e i 50 anni. Ad oggi il 30% dei soci ha intorno ai 40 anni. Un dato che abbassa l’età media della sezione, che tra l’altro vede una presenza femminile pari a circa la metà degli iscritti. «È bello sapere che l’associazione è mista, fin dalla nascita della sezione la presenza delle donne era molto limitata» commenta il presidente Tita Piasentini, da circa 50 anni in Giovane Montagna e che da alcuni decenni guida la sezione con passione ed entusiasmo. «Sono felice che la sezione si stia rinnovando. Negli anni precedenti, visto il notevole calo demografico e l’invecchiamento degli abitanti in città, non riuscivamo a svecchiarci e avevo paura che l’associazione in pochi anni sarebbe morta. – commenta Piasentini – Invece, grazie all’organizzazione dei corsi di introduzione all’alpinismo, utili per dare le nozioni base per frequentare con sicurezza la montagna, e di arrampicata, insieme anche a quello di sci alpinismo, tenuti dalla guida alpina Maurizio Venzo, abbiamo avuto un buon riscontro. – dice – Il corso di arrampicata in particolare ha coinvolto dieci persone molto attive, che continuano a trovarsi per arrampicare». Inoltre la sezione in generale ha visto crescere le attività escursionistiche e alpinistiche e anche la partecipazione degli iscritti alle gite è aumentata. «I soci si sentono famiglia e apprezzano i valori della Giovane Montagna, inoltre continuiamo a fare le uscite con il pullman che riteniamo sia la modalità più associativa. –  e prosegue – Pur essendo in una città vecchia abbiamo capito che la Giovane Montagna ha ancora speranze per il futuro. Le premesse per affrontare le sfide di domani oggi ci sono tutte».

Dalle origini a oggi: «Cerchiamo di essere una realtà sempre più viva»

L’associazione però ha raccolto anche i frutti di un lavoro costante fatto negli anni precedenti basato sulle radici profonde della propria storia, di cui ancora ne esprime i valori: «L’associazione non deve mai venire meno alla sua vocazione. Senza sottrarci alle difficoltà del presente cerchiamo di essere una realtà sempre più viva e operosa» continua Piasentini, ricordando che la sezione di Venezia, intitolata a Giacinto Mazzoleni, nacque il 20 maggio 1946 dalle file dell’Azione Cattolica con l’intento di dare alle nuove generazioni speranza al termine della guerra, seguendo la scia di quanto era accaduto a Torino nel 1914, quando i padri fondatori della Giovane Montagna coniugarono la passione per l’alpe con la fede cristiana. Tra i fondatori della sezione lagunare c’era anche don Gastone Barecchia che per tanti anni ha guidato la sezione sia per i monti che spiritualmente come cappellano, compito che ora invece da diversi anni è affidato a don Paolo Bellio. «La prima ascensione della giovane montagna 80 anni fa si era tenuta tra le vette feltrine» ricorda Piasentini – Fin dagli anni del dopoguerra la sezione ha portato un costante servizio alla città e non è mai venuta meno ai propri valori istituzionali, pur tra i cambiamenti che la società in questo lungo periodo ha attraversato» ribadisce.

Il Rally intersezionale e la spedizione in Marocco

Ricco è il programma proposto quest’anno, sia invernale che estivo, che vede al centro dal 6 all’8 febbraio il Rally internazionale, quest’anno organizzato dalla sezione di Venezia proprio in occasione della ricorrenza degli 80 anni, che si terrà al Passo Brocon, a 1616 metri di altitudine, tra la valle del Vanoi e del Tesino. I soci, che arriveranno da tutte le sezioni d’Italia, si sfideranno nel XLVIII Rally di sci alpinistico e nella X Gara con racchette da neve, entrambe prove a tempo volte alla ricerca dell’arva che si terranno sulle piste della SkiArea di Funivie Lagorai: «Una scelta inevitabile vista quest’anno la mancanza di neve. – spiega Piasentini – Per fortuna avremo la possibilità di usare le piste di sera quando gli impianti di risalita sono chiusi al pubblico». Stanno chiudendo invece le iscrizioni per la spedizione “Leggenda nella leggenda”, che si terrà dal 24 al 31 maggio sulla Catena dell’Atlante in Marocco. «È la gita più importante che faremo quest’anno, accompagnati dalla guida alpina Maurizio Venzo e dal coordinatore Alessandro Piasentini. Saliremo fin sulla cima più alta, il Toubkal, a 4.167 metri per onorare gli 80 anni dalla fondazione della sezione e per rinnovarne la tradizione alpinistica» spiega Piasentini, dicendo che per chi desidera iscriversi rimangono ancora pochi posti liberi.

Il calendario delle attività invernali ed estive

Tante però sono le altre gite e tour previsti. Prossima gita sarà l’escursione con ciaspe nelle Prealpi Carniche che da Forni di Sopra porterà a Casera Tartoi di domenica 25. Non mancherà l’attesa ciaspolata notturna del 28 e 1° marzo nelle Dolomiti Friulane che condurrà al Rifugio Pradut. Diverse invece la gita culturale del 21 marzo ad Altino e Caorle e la biciclettata del 16 maggio da Gemona a Chiusaforte e ritorno. La stagione delle gite estive verrà inaugurata invece il 26 aprile con la benedizione e il rancio a Lamon, dove si farà il Giro del Lago di Senaiga. Dal 25 al 28 giugno si terrà in Abruzzo la salita alla normale del Corno Grande sul Gran Sasso: «Un camminare lento tra borghi medioevali antichi, tra un’antologia di paesaggi senza tempo e gioielli d’arte romanica» anticipa Piasentini. Un altro trekking si svolgerà invece dal 26 al 29 luglio nelle Alpi Carniche: «Da Forni di Sopra arriveremo a Casera Tartoi, passeremo il Monte Tiarfin, il Passo della Mauria e arriveremo al Rifugio Giaf» racconta il presidente, mentre il 5 e 6 settembre il gruppo sarà sul Monte Civetta e partendo dal Rifugio Coldai intraprenderà la Ferrata degli Alleghesi. Le gite dell’anno si concluderanno poi l’8 novembre con la marronata sul Monte Grappa. Per visionare il calendario completo www.giovanemontagnavenezia.it.

Anni di ricordi, salite e insegnamenti ricevuti

«Ci sarà anche una manifestazione a livello cittadino per celebrare gli 80 anni della sezione. Inoltre, ci piacerebbe che una delegazione incontrasse il Patriarca, come abbiamo fatto per i 70 anni» anticipa Piasentini, che ricorda infine le avventure di oltre 50 anni, condivise con le amicizie nate e consolidatesi nel tempo: «Quando sono arrivato in Giovane Montagna avevo da poco superato i trent’anni e ora ne ho 82. Sono ricordi di una vita» dice ricordando le vette più alte conquistate come quella di Lavaredo, di Cima Tosa, l’Olimpo in Grecia, i Pirenei in Francia, i Tatra in Slovacchia. «Sono stato anche in Cima al Gran Sasso, sul Monte Rosa e due volte sulla Maiella, ma la cima che mi ha lasciato ricordi più belli è stata quella del Campanil Basso nel Gruppo del Brenta – ricorda – Sono salito in cima due volte a 65 e 68 anni, la prima attraverso la via di 5° grado e l’altra salendo per la via normale». Ma la montagna non è fatta solo di conquiste ma anche di rinunce: «Ho arrampicato anche sul Monte Biancoma non sono arrivato in cima per il brutto tempo. Lo stesso quando tentai di salire in cima al Cervino, all’ultimo dovetti rinunciare e tornare indietro quando mancava poco. C’erano cattiva visibilità e forte vento. La montagna insegna anche questo, è grande maestra di vita».

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