«Abbiamo cercato di dare un piccolo contributo attraverso un gesto gratuito. Ognuno di noi, usando le parole di suor Anna, è un piccolo granello di sabbia». Francesca si dice grata per quanto vissuto, nella consapevolezza di come chi ama davvero trasmetta una gioia di vivere «contagiosa». E aggiunge: «Posso dire di aver visto vincere l’amore. Quell’amore vero che non cerca nulla in cambio e che viene offerto agli altri senza misura. È stato come vedere il Signore all’opera. La gioia, l’entusiasmo, l’impegno e l’amore delle suore che hanno accolto e accompagnato tutti noi e dei ragazzi che hanno condiviso con me quest’esperienza, sono stati travolgenti. Con loro mi sono sentita a casa».
Anche Eleonora si sofferma sul prezioso ruolo delle suore lì presenti, «dalle quali eravamo ospiti e la cui esperienza di carità cristiana verso di noi e soprattutto verso i bambini del quartiere Zen, ha guidato i nostri giorni mostrandoci quanta grandezza ci sia nella semplice attenzione e cura verso l’altro».
Poi un riferimento alla città di Palermo, «raccontataci – prosegue Eleonora – da chi quotidianamente combatte contro l’illegalità. Abbiamo incontrato persone e associazioni che ci hanno ricordato come la lotta contro la criminalità, soprattutto negli anni passati, abbia comportato un prezzo altissimo per chi ha osato opporvisi. “E andremo e annunceremo che in Lui tutto è possibile. E andremo e annunceremo che nulla ci può vincere, perché abbiamo udito le Sue parole, perché abbiamo veduto vite cambiare, perché abbiamo visto l’Amore vincere.” Queste le parole che cantavamo tutti insieme durante la preghiera mattutina e nelle quali è racchiuso il senso profondo della nostra esperienza: l’amore. Se esercitato con costanza, non può che toccare le vite di coloro che ne sono toccati».