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Al via il Festival dei Matti

Quest’anno incentrato sulla figura di Franco Basaglia, da giovedì 30 torna il festival che con incontri, proiezioni, laboratori e spettacoli si interroga sul rapporto tra follia e normalità
Sarà incentrata principalmente sulla figura di Franco Basaglia, di cui quest’anno ricorrono i cento anni dalla nascita, la 14^ edizione del Festival Dei Matti, iniziativa culturale ideata e curata da Anna Poma che dal 2009 si interroga sulla questione del rapporto tra follia e normalità, tra salute e sofferenza mentale. Ken Loach, Miguel Benasayag, Ernesto Venturini e i protagonisti dell’esperienza basagliana in Brasile, Ilaria Cucchi e l’Accademia della Follia, sono solo alcuni degli ospiti che per quattro giorni, dal 30 maggio al 2 giugno, con incontri, proiezioni, laboratori e spettacoli, animeranno la laguna veneziana, fino alla danza collettiva che chiuderà il Festival in Campo San Samuele. Quest’anno il Festival con il titolo “Primavera non bussa. Futuri ri-belli”, che rende omaggio alla canzone “Un chimico” di Fabrizio De Andrè, vuole essere un auspicio e un antidoto a un tempo gravido di minacce, distruzioni, sopraffazioni e catastrofi ambientali. Il Festival porterà in scena la primavera cantata da De André, che non bussa ma entra sicura e prende per mano, sul filo di quella stagione culturale e politica che Franco Basaglia ha inaugurato.
Il fitto calendario 

Inizia giovedì 30 il fitto calendario di eventi. Alle 17.30 all’Auditorium dell’M9 – Museo del ‘900 di Mestre si terrà il primo incontro “Franco Basaglia in Brasile. Una primavera che non passa”. Ernesto Venturini, Stella Goulart e gli artisti Juliana Saúde Barreto e Rafael Costa interverranno in merito al lascito del messaggio che Basaglia elaborò in Brasile nel 1979, l’anno prima della sua prematura scomparsa. Una serie di incontri che lo videro confrontarsi con moltissime persone divenute miccia di un discorso che in Brasile continua a generare pensiero critico, lotta alla violenza istituzionale, mosse di rianimazione sociale collettive, persino una giornata nazionale (il 18 maggio) di lotta antimanicomiale. La sera invece, a partire dalle 21, Anna Toscano e Gianni Montieri racconteranno le primavere “Senza calendario” degli scrittori Goliarda Sapienza e Juan Carlos Onetti. Venerdì 31 maggio il Festival si sposta nel chiostro dell’Accademia di Belle Arti di Venezia: a partire della 10 il laboratorio “Disa(r)marsi di amori e disamori” del Teatro dell’Oppresso, a cura di Maddalena Martini insieme a Claudia Antonangeli e Alessia Mongelli, affronterà il tema del sentirsi disarmati di fronte a modelli che non ci appartengono. Nel pomeriggio, alle 16.30 studentesse e studenti dell’Accademia e della Ca’ Foscari presenteranno i risultati del laboratorio “Ma siamo matti?”, mentre a seguire Gianfranco Rizzetto coordinerà l’incontro “L’inverno della Sicurezza” in cui si discuterà di luoghi e prassi di internamento e detenzione, e a cui parteciperà, tra gli altri, la Senatrice Ilaria Cucchi. Alle 20.30 si continua con “Vogliamo il pane e anche le rose”, uno degli appuntamenti più attesi del Festival, dedicato a Ken Loach: l’anteprima dell’incontro videoregistrato in cui il grande regista inglese dialoga con gli organizzatori del Festival dei Matti sulla traccia scelta per questa edizione e poi, a seguire, la proiezione del suo ultimo film, “The Old Oak” del 2023.

Gli appuntamenti di sabato

Sabato 1 giugno, al Teatrino di Palazzo Grassi, si parte alle ore 10 con l’incontro “Futuri ri-belli”dedicato alle istanze portate dai giovani di “Ultima Generazione” e all’esperienza del collettivo dell’Assemblea di Salute e Cura di Padova. A seguire due appuntamenti dedicati al tema del lavoro dove con Francesca Coin e a Francesca Re David si parlerà de Le grandi dimissioni”, il gesto sorprendente e inatteso con cui sempre più persone in tutto il mondo si sottraggono a contesti lavorativi di sfruttamento. Dopo la proiezione,alle ore 16, del documentario “50 anni di Clu” Massimo Cirri, Erika Rossi e Gisella Trincas discuteranno della storia della Cooperativa lavoratori uniti Franco BasagliaNel pomeriggio, dalle 18,30, ancora un importante ospite internazionale, il filosofo Miguel Benasayag dialogherà con Anna Poma e Marina Cielo sul tema “Oltre le passioni tristi”, dal titolo di un suo saggio. In serata, alle 21.30, sempre al Teatrino di Palazzo Grassi, l’Accademia della Follia torna al Festival con una pièce teatrale dedicata a Franco Basaglia dal titolo “Quelli di Basaglia, a 180 gradi….”

L’ultima giornata

Sempre allo psichiatra veneziano, protagonista del superamento dei manicomi in Italia, è dedicato il primo incontro di domenica 2, intitolato Franco Basaglia Fare l’impossibile”, che si terrà alle ore 11 al Teatrino di Palazzo Grassi. Qui, a partire dai loro ultimi lavori, Marica Setaro e Mario Colucci discuteranno di Franco Basaglia come “un corpo e un’esperienza collettivi” a cento anni dalla sua nascita. Poi alle 16 sarà protagonista la poesia di Francesco Deotto e Mariasole Ariot nell’incontro “Schegge di come rivolta”, dedicato al tema dell’altrove. Il Festival alle 17.30 tornerà in Brasile con Francesco Vacchiano, Claudia Antonangeli, Massimiliano Minelli, Ernesto Venturini e Stella Goulart che presenteranno un focus sull’esperienza di deistituzionalizzazione della salute mentale del Paese in cui Basaglia tenne nel 1979 una serie di importanti incontri. A chiudere il Festival, dalle 18,30, saranno le percussioni dei S’ambarkamo e una danza collettiva in Campo San Samuele. Per il programma competo visitare il sito: www.festivaldeimatti.org.

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