

Venezia torna a essere capitale delle batterie con la quarta edizione dell’Alkeemia Battery Forum, che si è svolto dal 20 al 22 maggio 2026. Alla kermesse, ospitata nella suggestiva cornice della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, si sono avvicendati oltre 35 speaker, 68 aziende internazionali, oltre a esperti e decision maker provenienti da 20 Paesi. Obiettivo fare il punto sul mercato delle batterie in Europa e sull’implementazione di una filiera completamente continentale, con al centro l’impegno sulla sostenibilità. La tre giorni è organizzata da Alkeemia, azienda specializzata nella chimica del fluoro, che ha la propria sede proprio a Porto Marghera.
«Lo spirito dell’appuntamento è quello della condivisione di conoscenze, un approccio raro nel settore dell’imprese, ma fondamentale per ripensare un’industria in cui Marghera può dire la sua da protagonista – spiega Lorenzo di Donato, alla guida di Alkeemia – quella della transizione green mediante la tecnologia delle batterie è una sfida troppo grande da affrontare a livello di singoli Paesi in Europa. Dobbiamo invece favorire la contaminazione tra saperi, per dare forma a una filiera continentale che ci renda autonomi soprattutto nella gestione di materiali critici, fondamentali a sostenere il passaggio da energie tradizionali a rinnovabili».

Impossibilitato a essere fisicamente presente, il Viceministro del Ministero delle Imprese e del Made in Italy Valentino Valentini ha inviato un video-messaggio per aprire l’evento in cui ha dichiarato: «I temi di cui su cui si incentra il forum sono al centro dell’agenda dell’industria italiana, alla sua quarta edizione è ormai stabilmente un appuntamento di portata internazionale, un vero e proprio laboratorio, di cui l’Europa ha bisogno per prepararsi a sfide sempre più vicine, come il fabbisogno di esafluorofosfato di litio (l’elettrolita utilizzato nelle batterie agli ioni di litio) che raggiungerà tra le 120.000 e le 150.000 tonnellate annue entro il 2030. Questa produzione attualmente è asiatica, col 95% di grafite purificata di origine cinese. Alkeemia ha già attivato una partnership con la JOGMEC, l’associazione giapponese per i metalli e la sicurezza energetica, per fornire 15.000 tonnellate all’anno di materiale prodotto a Porto Marghera».
Proprio dal sito industriale veneziano per il Viceministro può partire questa rivoluzione: «E’ uno dei pochi siti in Europa in grado di produrre acido fluoridrico anidro su scala industriale e Alkeemia ha investito oltre 160 milioni di euro negli ultimi anni, qui può davvero ripartire il futuro di imprese non solo italiano ma europeo». Il tema resta il finanziamento di questa catena del valore di materie prime critiche: «Il Ministero si sta impegnando in questo senso – ha spiegato – attraverso contratti di sviluppo, i progetti europei IPCEI, Fondo per la Crescita Sostenibile, risorse del PNRR. Il pubblico però da solo non basta, servono capitali privati da attrare grazie a partnership e una credibile visione di sviluppo, quella su cui si fonda il forum, dato che le filiere non si costruiscono per decreto, ma grazie alla condivisione di visione e allo scambio, per una sfida che è globale e in cui il Ministero farà la sua parte».

Il forum affronta i principali nodi industriali e geopolitici contemporanei, dall’approvvigionamento delle materie prime critiche, all’innovazione tecnologica, senza dimenticare un occhio di riguardo alla sostenibilità, per alcuni settori chiave del mercato europeo, fra cui l’automotive e l’energy storage. Tra le aziende i e gruppi internazionali presenti player come Stellantis, BMW, FinDreams Battery (Gruppo BYD), Iveco Group, Leonardo, ACC, FAAM, NIO e numerosi operatori specializzati in elettroliti e tecnologie per la produzione avanzata di celle. Anche se l’Europa sta iniziando ad adottare in modo sostenuto la tecnologia, la domanda globale di batterie è trainata dalla mobilità elettrica e dal bisogno emergente di sistemi di accumulo per stoccare energia.
«In questi anni il Forum è cresciuto fino a diventare un appuntamento di riferimento a livello internazionale per aziende, istituzioni e operatori strategici nel settore delle batterie – ha dichiarato Lorenzo Di Donato, CEO di Alkeemia – portando l’attenzione sulla necessità di una filiera europea. Siamo di fronte a una scelta strategica: costruire una catena di produzione continentale delle batterie solida, sostenibile e indipendente, oppure continuare a dipendere dalla Cina. Il mercato chiede una svolta europea, sia per questioni competitive che economiche e in questo senso Porto Marghera ha tutte le carte in regola per esser un hub europeo grazie alla sua infrastruttura industriale, logistica ed energetica, come Alkeemia siamo pronti a contribuire a questo percorso, con una nuova linea produttiva dedicata alla grafite, tutto con standard ambientali elevati, processi efficienti e una gestione responsabile delle risorse».

«Il mercato richiede sempre più semiconduttori e sistemi di stoccaggio di energia, una spinta che può superare gli stimoli che può dare un Paese – riflette Di Donato – il forum ha un taglio tecnico, ma i temi sono ampi, per le loro ricadute, partendo dall’importanza che rivestono oggi e lo faranno sempre pi più i materiali critici alla base della realizzazione di batterie. L’obiettivo è anche cambiare prospettiva, in questo settore ci si è sempre concentrati sul prodotto finale, ma non è lì il vero valore che possiamo esprimere». Infatti non basta produrre batterie in Europa per abbattere i costi e la concorrenza cinese, il vantaggio economico e competitivo si genera sui processi e sulle lavorazioni intermedie, quello che sta facendo Alkeemia sulla grafite, il materiale più usato in percentuale nelle batterie, realizzando un impianto a Porto Marghera per la sua purificazione, primi questo tipo in Occidente e con una tecnologia proprietaria.
E’ proprio nelle attività intermedie di trasformazione, che possono riciclare e ri-usare risorse già estratte, che si può sfidare il monopolio asiatico: «L’Italia si sta mostrando molto reattiva, con Porto Marghera come baricentro europeo per la produzione e stoccaggio di elementi per la realizzazione di batterie – conclude il manager – qui abbiamo già messo a punto una tecnologia innovativa per le batterie ai sali di sodio, impegno in cui sono in corsa anche colossi cinesi come BYD. Stiamo affrontando una transizione non solo energetica ma economica dove il nostro Paese può essere leader». In proposito, Alkeemia è stata attenzionata dal Comitato interministeriale per la transizione ecologica (CITE) per il progetto di purificazione della grafite, da considerarsi come strategico, dato che si tratta dell’unico caso di trasformazione di un materiale critico fra le proposte inviata e Bruxelles.
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