Logo Crux

Anna e Alessia, due storie di fede ritrovata

Ritrovare il Signore grazie all’esperienza fatta a Mestre, da studentesse universitarie, nella Casa San Michele del Centro di Pastorale universitaria. Domenica 14 in San Marco le due giovani riceveranno la Cresima; qui raccontano la loro storia di vita e di fede

«Qui in casa San Michele ho iniziato a vivere la mia fede in modo diverso: soprattutto, ho iniziato a dare le responsabilità alle persone giuste, senza scaricarle su qualcun altro, o su Qualcuno che c’entra ben poco»: è così che Anna Castiglia inizia a raccontarsi ed a raccontare il suo percorso di riavvicinamento alla fede, che culminerà – o meglio, come specifica «che si arricchirà, ma certo non terminerà, anzi!» – con il sacramento della Confermazione, che riceverà domenica 14 nella Basilica di San Marco, assieme all’amica e compagna di studentato e di cammino Alessia Terraccia.
Anna, 20 anni, nata a Castelbuono, borgo parte della città metropolitana di Palermo non lontano da Cefalù che conta all’incirca 8.000 abitanti, si è trasferita per motivi di studio a Venezia a settembre del 2024: ora sta terminando il secondo anno di triennale a Ca’ Foscari in Lingue, Culture e Società dell’Asia e dell’Africa Mediterranea (LCSAAM), curriculum Giappone, indirizzo Economico-Giuridico. «Vengo da una famiglia molto credente. In parrocchia avevo ricevuto la Comunione ed alle medie ero entrata nel gruppo di ACR; passata alle superiori, avevo iniziato a prestare servizio come animatrice nello stesso gruppo, ma con il lockdown si era un po’ tutto bloccato. A seguito di questo, per di più, mi sono allontanata per una cosa che mi era successa e mi aveva riguardato da vicino», dice, ripercorrendo il suo percorso di fede.

La Casa, per Alessia un nuovo modo di riscoprire la fede

«Poi» prosegue «quasi per caso, ho iniziato a riavvicinarmi. Mi trovavo negli Stati Uniti, non lontano da New York, dove risiede stabilmente una parte della mia famiglia, che ero andata a trovare. Loro sono parte della Chiesa Evangelica e, mentre ero lì, mi hanno invitato a partecipare assieme a loro alle celebrazioni; era da parecchio che non partecipavo ad una messa, ma sono andata. Una volta lì, mi sono detta “ma perché non ci vado anche a casa a messa?”. E così è stato! Ho ricominciato nella mia Castelbuono e poi ho deciso di venire qua, anche grazie ad una mia compaesana, che era già parte di Casa Catecumeni: all’inizio, infatti, avevo fatto domanda là, poi mi era stato risposto che c’era posto qua a San Michele e… eccomi qua! Dopo il primo colloquio, le regole erano chiare, poche ma chiare: nessuna stranezza, nessun coprifuoco, ma rispetto, vivere insieme, camminare insieme e fare comunità. Dopo due anni, riconosce col sorriso di esservi «cresciuta molto» e di aver visto fin da subito la Casa come «un nuovo approccio, un nuovo modo di riscoprire la fede». Nell’aver scoperto, soprattutto, che «ognuno vive la fede a proprio modo» ha visto il punto di forza di San Michele, che è comunità, sì, che è stare insieme, spesso, ma che è anche vivere la fede, tanto insieme quanto da soli. Per questo, portato a termine il primo anno, Anna ha confidato a don Gilberto Sabbadin, l’assistente spirituale della struttura e direttore dell’Ufficio diocesano della Pastorale Universitaria, il desiderio di ricevere il sacramento della Confermazione. E, ancora una volta, è il motore della casa a mettersi in moto: dato che anche Alessia aveva manifestato la stessa spinta, è stato organizzato un percorso, “Ravvivare la fede”, aperto a chiunque sentisse la necessità di cui nel titolo. Durato tutto quest’anno, ha portato Anna ed Alessia ad approfondire ulteriormente il loro rapporto con Dio, assieme ad altri amici della Casa. Riguardo a domenica? «Sono emozionata, perché so che sarà un bel momento, non certo una meta, ma un importante punto di passaggio».

Anna Castiglia che domenica riceverà in San Marco la cresima
Il commino comunitario a San Michele

«Quando sono entrata a Casa San Michele, non pensavo che dopo tre anni avrei ricevuto la Cresima in Basilica di San Marco» dice invece Alessia Terraccia, 21 anni, che a breve porterà a termine il suo percorso triennale di studi di Economics, Markets and Finance a Ca’ Foscari. E che, ancora più a breve, domenica riceverà anche lei il Sacramento della Confermazione assieme all’amica e compagna di studentato Anna.
Originaria di Caserta, fin da quando si è trasferita a Venezia ha vissuto a Casa San Michele, in centro a Mestre, una delle tre residenze universitarie che il Centro di Pastorale Universitaria gestisce, assieme a quella di Santa Fosca e a Casa Catecumeni – che si trovano entrambe in isola. In queste strutture, spiega Fosca Rosso, responsabile di San Michele, «al percorso di formazione universitaria se ne affianca uno di spiritualità. E le due direttive attorno a cui si sviluppa la vita nelle case sono collaborazione e cura da un lato, perché ci si deve organizzare per cucinare, per fare le pulizie – insomma, si è in autogestione – e dall’altro il cammino di fede comunitario», che si articola in diversi momenti, tra i quali il più importante è quello del martedì, un appuntamento settimanale fisso, che, in alternanza, prende la forma della celebrazione eucaristica, di «percorsi di ritrovamento», di incontri organizzati dagli stessi ragazzi della Casa. «È stato proprio grazie a questi incontri del martedì» racconta Alessia «assieme a quelli del gruppo “Spirit”, il gruppo di spiritualità della Casa, che dopo il primo anno qui mi sono resa conto di essermi riavvicinata alla fede. Certo, non partivo da zero, perché comunque, se avevo scelto di stare qua, c’era un motivo, una certa affinità; ma sicuramente non mi aspettavo tutto questo. Così, nel corso del secondo anno, mi sono presentata da don Gilberto Sabbadin, per chiedergli se fosse a conoscenza di un percorso per adulti in zona. Poi a settembre dell’anno scorso lui è venuto da me a dirmi che anche Anna aveva manifestato lo stesso desiderio e che avrebbero imbastito un percorso per noi due, aperto, comunque, a tutti i ragazzi della Casa, “Ravvivare la fede”», che si è poi articolato in diversi incontri nel corso dell’anno ed in un ritiro spirituale nel convento delle suore Carmelitane Scalze.

Alessia Terraccia, pronta per il sacramento della Confermazione, domenica in Basilica a San Marco
La fede ritrovata dopo un periodo di ricerca

Ripensando alla traiettoria del proprio percorso di fede, Alessia confida «la mia famiglia è molto credente e nella mia parrocchia avevo ricevuto tutti i sacramenti fino alla Comunione; poi, avevo provato ad entrare in Azione Cattolica e – non scherzo – la settimana successiva è scattato il lockdown e mi sono un po’ allontanata. Nel corso del mio anno all’estero in Inghilterra durante la quarta superiore ho vissuto quello che chiamo un periodo di sperimentazione: laggiù tutte le settimane andavo a messa, dagli Anglicani, un po’ per curiosità ed un po’ perché mi mancava casa. Una volta tornata a Caserta, dopo aver frequentato, per un giro di amici, le celebrazioni degli Evangelisti per un periodo, mi sono riavvicinata al Cattolicesimo e, trasferitami a Venezia, ho deciso di venire qui a San Michele».
Continuando a guardarsi indietro, riflette sul fatto che «prima di entrare qui ero molto timida, stavo sempre in angolino; ora sono tra quelle che organizza le feste: non l’avrei mia detto, qualche anno fa. Poi ho capito che quel qualcosa che ci accomuna, che mi ha fatto sentire subito a mio agio, era l’aver scelto di stare qua, una scelta bella, coraggiosa, che mi ha dato la forza di uscire dalla mia comfort zone. Sarà veramente bello, domenica, perché alla celebrazione parteciperanno tanti amici di Casa San Michele ed i miei parenti di casa: un bel modo di unire, se vogliamo, un po’ i miei due mondi».

Autore:

Iscriviti a CRUX e non perderti nessun aggiornamento, ti invieremo 1 volta a settimana i nuovi articoli!