

Domenica 15 marzo, Quarta Domenica di Quaresima, la parrocchia di Santa Maria Concetta di Eraclea terrà anche quest’anno la celebre Asta delle Anime: alle 15:00, sul sagrato della chiesa, Giorgio Menazza batterà all’asta prodotti alimentari artigianali e ceste donate dalla comunità. I fondi raccolti saranno destinati alle messe in suffragio dei defunti e alle attività benefiche della parrocchia. «Le usanze – dichiara don Davide Carraro, parroco di Santa Maria Concetta – come questa sono un preciso punto di riferimento per la comunità con l’avanzare dei cambiamenti. Gli ultimi anni hanno portato grandi soddisfazioni (non solo economiche). Certo, la finalità è sempre benefica e la gente risponde generosa, ma si tratta anche di un momento di spensieratezza per la comunità e di svago per le famiglie. Il pomeriggio dell’Asta delle Anime è sempre riuscito, nella sua semplicità, a portare un po’ di allegria e vedere la gente contenta rincuora e incoraggia a impegnarsi al massimo in ogni occasione della vita». Il parroco ringrazia in particolare il gruppo di parrocchiani volontari che ormai da molto tempo si impegna nell’organizzazione dell’evento.

Si trovano testimonianze scritte dell’Asta delle Anime di Eraclea risalenti a un centinaio di anni fa. Probabilmente l’iniziativa è nata al termine della Prima Guerra Mondiale: «All’epoca molte persone non potevano permettersi di fare un’offerta per le messe in suffragio dei propri defunti – spiegano i parrocchiani organizzatori – perciò si è ideata quest’asta per la quale gli abitanti, quasi tutti contadini, portavano ciascuno prodotti di propria produzione come salumi, formaggi e ortaggi o attrezzi agricoli che potessero essere utili ad altri concittadini oppure ancora animali vivi come, per esempio, delle galline». In realtà pare che questa usanza nel Novecento fosse ampiamente diffusa in tutto il Veneto. Oggi, invece, è mantenuta in vita soltanto dalla comunità di Eraclea per quanto riguarda la nostra regione. Ci sono tracce, tuttavia, che lasciano pensare che anche al di fuori del Veneto si organizzassero simili iniziative, forse da tempi ancora più lontani: anche in alcune zone della Campania, infatti, ancora oggi si tiene un’asta per le anime del purgatorio per ricordare i propri defunti e anche le cosiddette “anime pezzentelle” ovvero quelle rimaste senza nessun parente in vita a pregare per loro.

Adesso i tempi sono cambiati e la parrocchia di Eraclea mantiene viva questa tradizione non più per necessità, ma per spirito comunitario: «Oggi si tratta – spiegano i volontari – di raccogliere offerte per attività benefiche di vario genere e di vivere insieme un piacevole momento di convivialità in cui c’è chi ride e scherza e anche chi si diverte a lanciare al rialzo per accaparrarsi una gallina o un bel taglio di pancetta». Ma la gioia non è data solo dall’evento in sé, viene anche dalla preparazione: è fondamentale il lavoro di squadra. «Ognuno – spiega il gruppo degli organizzatori – ha il proprio ruolo: alcuni si recano in un allevamento per portare le uova fresche e le galline; altri le preparano nei contenitori adeguati; altri ancora passano dai commercianti per ritirare ciò che questi ci donano o ci offrono a un prezzo di favore per l’asta, come per esempio il cotechino artigianale del macellaio o i pasticcini della pasticceria; altri ancora portano fiori, dolci fatti in casa o preparano ceste con giocattoli e altri oggetti di vario genere».

L’Asta delle Anime, dunque, unisce profondamente la comunità di Eraclea: «Sono tantissime-commentano i parrocchiani organizzatori – le persone che ci aiutano, ognuna come può. E sommando tutti i contributi, anche quelli più piccoli, riusciamo a ottenere tanto». Gli oggetti delle ceste, per esempio, sono donati alla parrocchia dalla popolazione in vista dell’asta: «Chiunque abbia in casa giochi, peluche o altre cose inutilizzate, ma in buone condizioni, chiede sempre se possano essere messi da parte per questo evento. L’aiuto arriva davvero da tutti, a volte anche da chi frequenta meno la parrocchia» osservano i volontari. Il gruppo degli organizzatori è ben consolidato e si impegna a portare avanti la tradizione, mirando a coinvolgere anche i più giovani: «Diversi di noi – spiega il gruppo – sono in pensione e quindi hanno più tempo per dedicarsi a questa e ad altre iniziative, ma ci sono anche persone più giovani che, compatibilmente ai propri impegni, ci danno una mano. Speriamo che possano portare avanti anche loro questa tradizione».
Camilla Pustetto
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