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Bertolucci alla direzione dell’M9: «Mostre per leggere il presente»

Tra i suoi obiettivi il consolidamento nazionale e il coinvolgimento della comunità locale. Due le esposizioni di quest’anno dedicate a Banksy e a Burtynsky

Non solo un museo, ma un luogo di cultura inclusivo e accessibile, dove coltivare appartenenza e costruire un futuro partecipato. Questa è la visione di Serena Bertolucci, nuova direttrice del Museo M9 di Mestre che dal 1° gennaio ha preso in mano la guida del Museo del ‘900 con un mandato triennale. Bertolucci è protagonista di alcuni tra i più rilevanti casi di valorizzazione del patrimonio culturale in Italia. Sotto la sua direzione il Museo e Giardino Botanico Villa Carlotta sul lago di Como è diventato uno dei pochi luoghi della cultura di proprietà pubblica in grado di autosostenersi economicamente, mentre dal 2015 il Polo Museale della Liguria ha raggiunto il più alto tasso di crescita in Italia. All’M9 suo compito sarà quello di consolidare la fortuna dello spazio che quest’anno ha visto 100 mila presenze complessive, tra esposizioni e le oltre trecento giornate di eventi organizzate nel corso dell’anno. Un incremento considerevole che segna un +43% rispetto alle 70 mila visite del 2022.

Attenzione al nazionale e al locale

Tra i primi obiettivi di Bertolucci quello di potenziare l’unicità del patrimonio del museo attraverso unconsolidamento nazionale, mediante la creazione di reti e sinergie, e creare nuove offerte per la comunità locale. È seguendo questa linea che quest’anno il museo, attorno al racconto dell’esposizione permanente, vedrà una programmazione dedicata all’elaborazione critica dei grandi temi del presente, in cui si inseriranno le due esposizioni temporanee dedicate all’artista britannico Banksy e al fotografo canadese di fama internazionale Edward Burtynsky. «M9 è un luogo che racconta la storia di tutti e, per questo motivo, ha una responsabilità particolare: ascoltare e includere, in un processo di dialogo continuo. – ha dichiarato Bertolucci – Lo faremo progettando nuove forme di coinvolgimento per le comunità locali e parlando al pubblico nazionale con grandi mostre che possano fornire gli strumenti per leggere il tempo presente e quello che verrà. Le due esposizioni di quest’anno rispondono proprio a questo obiettivo».

I ragazzi emblema di Banksy

A cinque anni dalla realizzazione dell’opera “Migrant Child” su un palazzo veneziano affacciato su Rio Novo, la mostra “Banksy. Painting Walls”, curata da Sabina de Gregori e prodotta da Metamorfosi Eventi in partnership con M9, che aprirà i battenti dal 23 febbraio al 2 giugno, si presenterà come un’esperienza di decodificazione dell’arte pubblica che metterà in relazione il murales veneziano con le opere esposte al Museo. L’esposizione offrirà ai visitatori la possibilità di addentrarsi nell’immaginario artistico di un autore che, sempre radicato nel presente, ormai da oltre un ventennio, attraversa la scena culturale mondiale dando continua attenzione a temi quali la situazione climatica, le disuguaglianze sociali, i migranti, i conflitti e i diritti dei popoli. Fulcro dell’esposizione e offerta praticamente inedita per l’Italia saranno i tre muri originali dell’artista britannico: tre straordinari pezzi provenienti da collezioni private, dipinti da Banksy nel 2009, nel 2010 e nel 2018, realizzati a Londra, nel Devon e nel Galles. Protagonisti di questi lavori sono gli adolescenti, rappresentanti di una nuova generazione che sembra essere la più sensibile da sempre alle tematiche intorno alle quali si muovono gli interessi dell’artista inglese. In “Season’s Greetings”, apparso a Port Talbot in Galles nel dicembre 2018, Banksy ad esempio ha dipinto un ragazzino con le braccia spalancate e la lingua tesa fuori dalla bocca per assaporare i fiocchi di neve che cadono dal cielo. Fiocchi che però, girato l’angolo, si scoprono essere cenere che si leva da un bidone della spazzatura in fiamme. Non a caso Port Talbot è stata definita dall’OMS la città più inquinata del Regno Unito. In mostra poi, oltre agli altri due muri “Heart Boy” e “Robot/Computer Boy”, saranno presenti anche alcuni pezzi unici che arricchiranno ulteriormente il percorso espositivo di circa cento opere originali.

L’attenzione all’ambiente di Burtynsky

L’attenzione all’ambiente di Burtynsky

Seguirà dal 21 giugno al 12 gennaio 2025 la mostra di Edward Burtynsky dal titolo “Burtynsky: Extraction/Abstraction” che, ospitata in anteprima italiana, sarà incentrata sull’esplorazione da parte del fotografo circa l’impatto dell’azione umana sul pianeta. La mostra sarà la più ampia retrospettiva sugli oltre quarant’anni di carriera del grande artista canadese, che ha dedicato la sua vita a testimoniare l’impatto ambientale del sistema industriale sul nostro pianeta. Nell sua produzione Burtynsky si concentra su quelle che descrive come “le incursioni industriali su larga scala nel pianeta”. Curata da Marc Mayer, già direttore della National Gallery of Canada e del Musée d’Art Contemporain de Montréal, l’esposizione propone oltre 80 fotografie di grande formato, 13 murales ad alta definizionem un’esperienza di realtà aumentata e un’inedita sezione, chiamata “Process Archive”, che mostrerà gli strumenti e le fotocamere usate negli anni da Burtynsky nel corso della sua instancabile navigazione intorno al mondo. La mostra include infine anche la pluripremiata proiezione multimediale immersiva di “In the Wake of Progress”, della durata di 22 minuti, che verrà proiettata nella nuova sala M9 Orizzonti.

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