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Big Vocal Orchestra, musica sacra e spirito francescano ai Frari

Sabato 9 maggio la basilica veneziana ospiterà un’esperienza immersiva per celebrare gli 800 anni dalla morte di San Francesco, affidata alle voci del gruppo canoro più numeroso d’Italia e ad alcune letture proposte dai frati. Il direttore Toso Borella: «Il canto? Esperienza che unisce»

Un’esperienza immersiva, che promette grandi emozioni e che vedrà il pubblico “avvolto” dalle voci della Big Vocal Orchestra, protagonista di una serata nel segno di San Francesco. Nella basilica dei Frari sabato 9 maggio, dalle 20.30, il gruppo canoro più grande d’Italia sarà protagonista di “Sinfonie dello spirito. Musica sacra e parole francescane” che ha visto esaurire i circa 400 posti a disposizione nel giro di un paio di ore dalla pubblicazione dell’evento sui canali social, a conferma di quanto la proposta musicale di Marco Toso Borella, fondatore e direttore della Big Vocal Orchestra, piaccia e convinca i veneziani. Grande è l’affetto da loro rivolto ad un coro che arriva a sfiorare ormai i 300 elementi, sempre a servizio della città e dei suoi cittadini, coinvolto in eventi e iniziative legate proprio alla città d’acqua e alla sua terraferma (un esempio su tutti, l’accensione dell’albero di Natale sia in piazza Ferretto, a Mestre, che a San Marco). Quelli proposti al pubblico sono concerti sempre molto vivaci ed effervescenti sia nella parte scenica che nel repertorio, assai variegato, che spazia dai grandi successi dei musical ai brani di artisti pop-rock internazionali, impreziositi da coreografie in stile gospel che trascinano le folle: adulti e bambini trasportati dall’energia sprigionata dai vari componenti. A servizio della città, dunque anche della Chiesa veneziana e delle realtà parrocchiali che la compongono. E proprio ai Frari la Big Vocal Orchestra ha già animato recentemente una Messa in grande stile, nel profondo rispetto del luogo, in cui voci e musica hanno dato vita ad un’armonia del tutto particolare.

La Big Vocal Orchestra al concerto tenuto ai Frari nel 2022
Il repertorio

Per quanto riguarda lo spettacolo del 9 maggio, dedicato agli 800 anni dalla morte di San Francesco, gli organizzatori fanno sapere che per chi è rimasto senza biglietto ci sarà comunque la possibilità di accedere all’interno della chiesa, una volta data la precedenza ai già prenotati, fino ad esaurimento posti. Le tante voci veneziane della Big Vocal Orchestra, per l’occasione si spoglieranno della loro veste più esuberante per indossare un abito di sobrietà e spiritualità, in un concerto-evento unico nel suo genere, nel quale si intrecceranno parole francescane e brani sacri. Dei tradizionali format del gruppo canoro resterà un elemento: la proposta immersiva, che vedrà i componenti del gruppo disposti lungo il perimetro della chiesa e il pubblico all’interno, come fosse un abbraccio musicale. Il tutto nella parte della basilica antistante il monumento funebre al Canova. Il concerto è stato voluto e pensato insieme ai frati dei Frari, con l’autorizzazione dell’ufficio liturgico della Diocesi. Il programma di brani sacri, ispirati alle sacre scritture o espressamente pensati per accompagnare la liturgia, è stato selezionato dal repertorio già esistente della Big Vocal Orchestra, contraddistinto da numerosi pezzi di diversi generi musicali tra i quali, appunto, anche sacri, gospel e della polifonia classica. Tra le canzoni che il pubblico avrà modo di ascoltare, “Ave Verum” di Mozart, “Signore delle cime” di Bepi de Marzi, “Gloria” tratto dalla Messa Creola di Ariel Ramirez, “Total praise” (celebre brano gospel contemporaneo, composto da Richard Smallwood) e “In monte oliveti” composto da Giovanni Croce, maestro della Cappella Marciana, verso la fine del XVI secolo. Uno speciale omaggio, inedito, sarà inoltre un’originale versione di “Dolce sentire”, colonna sonora del film di Zeffirelli su San Francesco, divenuto ormai un classico della liturgia cattolica.

Il coro della Big Vocal Orchestra, diretto dal maestro Marco Toso Borella
Musica, parole e riflessioni nel segno di Francesco

«Siamo ospiti della comunità dei Frari, con cui abbiamo avuto sempre ottimi rapporti», commenta Toso Borella, ricordando come il coro organizzi le proprie prove proprio nel patronato, in vista degli spettacoli da portare sul palco. «Sulla scia dell’esperienza già vissuta in occasione della Messa da noi animata – prosegue – abbiamo pensato di realizzare anche un vero e proprio concerto». Musica, parole e riflessioni si mescoleranno, entrando in dialogo. «Ho estrapolato delle tematiche spirituali francescane – riferisce fra Tommaso Farnè – andando a cercare nelle fonti. La maggior parte sono preghiere autografe di San Francesco d’Assisi». Testi con un aggancio alle tematiche contenute nei brani che verranno cantati dalla Big Vocal Orchestra, preceduti da una presentazione da parte dei frati, volta a esplicitare il valore spirituale nella vita del santo d’Assisi. «Anche se non siamo inseriti, a livello pastorale, nella comunità, in quanto non siamo una realtà impegnata in un’attività religiosa, siamo comunque una sua costola per quanto riguarda la parte artistica – osserva Francesca Bellemo, storica voce solista della Big Vocal Orchestra –. Ci piace incarnare, pur nella natura che caratterizza la nostra realtà canora, i valori delle “case” che ci ospitano. Questo è alla base della nostra filosofia e progetto corale». Progetto che apre le porte a tutti, «accompagnati per mano – racconta il direttore – quando hanno meno esperienza a livello musicale. Il nostro progetto abbraccia tante persone».

La Big Vocal Orchestra oggi arriva a sfiorare i 300 elementi
La musica, linguaggio universale per eccellenza

L’intonazione nella voce è chiaramente un elemento imprescindibile, che deve essere alla base di ogni corista, «ma non abbiamo una restrizione rigorosa e stretta, contrariamente agli ambiti musicali professionali. Essendo un coro amatoriale, questo aspetto ci consente di accompagnare anche persone che non hanno esperienza nel settore, condividendo assieme emozioni come quelle vissute a Palazzo Ducale», evidenzia Toso Borella. Il riferimento è ai tre brani interpretati dal gruppo lo scorso 25 aprile, all’apertura della cerimonia dedicata al Premio San Marco 2026, che ha visto riservare un riconoscimento anche allo stesso Toso Borella per l’impegno profuso. L’obiettivo di fondo è assaporare un’esperienza artistica importante, lavorando affinché anche persone che non hanno mai studiato musica e che non sanno leggere uno spartito, possano comunque raggiungere un risultato artistico significativo, arrivando ad esibirsi in contesti prestigiosi. «Abbiamo una grande responsabilità sociale. Lo abbiamo visto in modo particolare in tempo di Covid: siamo stati un “salvagente” per tante persone che erano chiuse in casa. Abbiamo trovato il modo di aggregarle ugualmente, anche se a distanza, anche solo per un saluto. Insomma, abbiamo mantenuto accesa la fiamma. L’idea dell’aggregazione, del fare comunità, è qualcosa che a Venezia è particolarmente importante. La gente ha bisogno di socialità e il canto è l’esperienza perfetta da questo punto di vista. Siamo in una società in cui, a livello artistico, si preme molto per l’individualismo, noi invece “l’eccezionale” lo siamo davvero se tutti insieme». La musica, linguaggio universale per eccellenza. «È bello che da Venezia parta questo tipo di messaggio: di appello ai nostri valori – conclude Bellemo –. Quelli della libertà e della democrazia. La musica educa, abbraccia, accoglie e unisce».

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