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Ca’ Foscari e Warwick insieme per studiare la Venezia antica

Le due università sono ora al lavoro per un progetto sui reperti di Altino che unisce studi umanistici e scienze  

L’analisi di alcuni reperti romani è al centro di una nuova collaborazione tra l’Università Ca’ Foscari di Venezia e l’Università inglese di Warwick, nell’ambito di un progetto di ricerca che potrebbe portare in futuro nuove modalità di fruizione culturale nei musei. Ca’ Foscari e Warwick stanno ora lavorando per scansionare e analizzare reperti della Venezia antica, romana e preromana. I risultati delle ricerche e le potenzialità offerte dall’alleanza tra ricerca e tecnologia sono stati presentati in una conferenza a Ca’ Dolfin venerdì 24 novembre, nell’ambito del convegno finale del progetto “SaInAT-Ve. Sacred Inscriptions from the Ancient Territory of Venetia”.

La ricerca per future esperienze tattili

La collaborazione tra gli atenei di Ca’ Foscari e Warwick si concentra su una trentina di oggetti di ambito religioso provenienti dall’insediamento romano di Altino, antenata della città di Venezia. Altino comprende un’area ancora più grande di quella di Pompei che però resta ancora in larga parte non scavata, tanto che i ricercatori ipotizzano vi sia in quell’area un vero e proprio giacimento di reperti ancora da scoprire. Gli oggetti al centro della collaborazione risalgono al periodo romano e preromano e anche all’epoca dei Venetii, che furono assimilati all’Impero Romano nel corso dei secoli. I manufatti sono analizzati da Ca’ Foscari, mentre all’Università di Warwick utilizzano le più moderne tecnologie di imaging per scansionarli ad altissima definizione. Questo aiuta a leggere la scrittura dell’epoca ed è particolarmente importante in caso di oggetti molto rovinati o ridotti in frammenti. I reperti vengono poi scansionati in 3D e in realtà virtuale (VR) così che, anziché essere osservati in teche di vetro, riprodotti utilizzando la stampa 3D o la tecnologia di realtà aumentata, potranno essere maneggiati anche virtualmente. Ne risulterà un’esperienza museale completamente nuova in quanto, nel caso di oggetti fragili o molto antichi, impossibili da far maneggiare al pubblico, questa possibilità sarebbe particolarmente significativa.

Studi umanistici e scienza insieme

Una collaborazione, quella tra le due università, che diventa esempio virtuoso di come parte umanistica e scientifica possano sviluppare insieme, ognuna attraverso le proprie risorse, strategie nuove per fruire dell’arte e della cultura. «Siamo di fronte a un ottimo esempio di collaborazione tra università oltre i confini che normalmente separano gli studi umanistici e le scienze. – ha dichiarato il professor Mark Williams, responsabile del Centre for Imaging, Metrology and Additive Technology (CiMAT) dell’Università di Warwick – Questa tecnologia di scansione offre potenzialità entusiasmanti anche per il futuro dell’apprendimento storico, e siamo felici di poter aiutare i colleghi e le colleghe veneziane a riportare in vita una piccola parte della loro storia». E continua Rachel Moseley, Presidente della Faculty of Arts di Warwick: «È uno splendidoesempio di come scienza e studi umanistici possano collaborare e creare nuove ed entusiasmanti prospettive. Ogni giorno nuovi progressi scientifici ci permettono di approfondire la storia in un modo che sarebbe stato impossibile fino a poco tempo fa. Le arti, dal canto loro, danno alla scienza quel fondamento e quella filosofia che portano tali progressi a disposizione del pubblico. Sono lieta che la nuova sede di Warwick a Venezia abbia riunito ricercatori e ricercatrici eccellenti e stia già dando un impulso molto positivo alla collaborazione».

In Altino le origini di Venezia

Durante l’Impero Romano, Altino si sviluppò fino a diventare un fiorente centro commerciale, noto soprattutto per l’ambra e per i cavalli apprezzati in tutta Europa. Alla caduta dell’Impero, gli storici ritengono che proprio i profughi di Altino abbiano contribuito alla fondazione della città di Venezia. «Questi oggetti rappresentano le origini di Venezia oltre duemila anni fa. Siamo contenti di rendere fruibile questa storia a un pubblico più ampio, sia in Italia che nel Regno Unito» ha aggiunto Lorenzo Calvelli, professore di Storia Romana a Ca’ Foscari, entusiasta dei piani futuri per approfondire la conoscenza del tesoro di reperti che verranno attuati ad Altino.

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