
«Questa nuova clinica è il fiore all’occhiello di Centro di Medicina perché è la prima costruita in questo modo – racconta entusiasta il dottor Andrea Bruscagin, Responsabile della radiologia – non solo ci sono i poliambulatori ma anche cinque sale operatorie e sedici posti letto per la degenza oltre a una serie di nuovissimi macchinari che impiegano l’intelligenza artificiale». L’edificio, situato all’uscita Castellana, a pochi metri dalla Tangenziale di Mestre, si sviluppa su quattro piani per oltre 8.000 metri quadrati ed è stato realizzato secondo criteri di sostenibilità energetica e ambientale, con un design moderno e funzionale ma riconoscibile, opera degli architetti Mario Mazzer e Marco Da Ros, riprendendo lo stile architettonico della nuova immagine dell’azienda, premiato e menzionato da realtà come The American prize di New York e Architizer A+Award sia per gli esterni che il design d’interni.
All’estetica distintiva si accompagna una suddivisione degli spazi interni funzionale, con attenzione alle esigenza dei pazienti e visitatori, in un ambiente luminoso e rilassante, grazie alla cura dei materiale e alla sicurezza degli ambienti. Dal punto di vista della sostenibilità la struttura è dotata di facciate ventilate e pompa di calore per garantire un ricambio d’aria con recupero energetico, oltre a una dotazione di pannelli fotovoltaici sul tetto, per ridurre al massimo l’impatto sull’ambiente. Oltre ad essere la più grande struttura realizzata nei 40 anni di storia dell’azienda guidata da Vincenzo Papes, con sanitari impiegati in diagnostica, chirurgia e riabilitazione, è anche il primo centro che utilizza nuovissimi macchinari che integrano tecnologia AI, soprattutto utile per le indagini radiologiche.
«L’inaugurazione è stata molto partecipata, con almeno 700 persone ed autorità cittadine sia dalla politica che dal mondo delle imprese – racconta il medico – è stato possibile vedere dal vivo i nuovi spazi, i poliambulatori e la grande novità a livello di macchinari e sale operatorie». L’offerta di servizio si presenta infatti molto variegata, con 65 ambulatori per 50 specializzazioni mediche e 300 specialisti per servizi di cardiologia (in convenzione col SSN), urologia, oculistica, dermatologia e ginecologia, oltre a laboratorio analisi, punto prelievi, medicina dello sport, estetica e del lavoro. Le cinque sale operatorie offriranno chirurgia generale, oculistica, endoscopia oltre a un centro per la procreazione medicalmente assistita con la possibilità di affrontare il ciclo di PMA senza tempi d’attesa.
«Con questi servizi siamo in grado di offrire alle persone un’offerta più completa – aggiunge Bruscagin – soprattutto in campi dove siamo un’eccellenza, come nel caso del tumore della mammella, ora grazie a due mammagrafi con tecnologia 3D e macchinari per la risonanza magnetica e a chirurghi dedicati, possiamo affrontare un intero percorso con un approccio multidisciplinare alla patologia che, nel caso sia benigna, può essere curata con un’operazione direttamente in struttura. Oltre alle patologie del seno la nuova clinica può offrire un servizio completo anche per ambiti di endocrinologia, oculistica e otorinolaringoiatria».
La grande novità però è il nuovo servizio di Risonanza Magnetica ad alto campo con intelligenza artificiale da 1,5 Tesla di potenza: «Grazie a un algoritmo la macchina è in grado di ricostruire al meglio un immagine eliminando eventuali difetti di movimento o problemi di definizione – spiega il sanitario – il tutto in un tempo minore, ideale per chi soffre molto questa pratica ed è anche particolarmente confortevole, essendo più corta e larga e alta solo 52 centimentri, oltre che silenziosa. Inoltre è presente una nuova TAC a 128 strati con AI, che attraverso una telecamera riconosce in automatico l’area da scansionare posizionando il letto per ottenere la massima risoluzione, consentendo anche la ricostruzione di aree complesse come cuore e mammella. L’esame viene fatto in modo efficiente, con consumi energetici inferiori del 30% rispetto ai vecchi macchinari».
«Grazie all’intelligenza artificiale gli esami risultano così più affidabili – aggiunge – ma anche più sicuri, perché ad esempio la TAC viene tarata dal software anche a livello di quantità di radiazioni da applicare dopo aver analizzato il peso e la densità corporea del paziente. La tecnologia impiega una minor quantità di dati, in modo più efficiente, riducendo così il tempo di attesa per il paziente e migliorando il nostro lavoro, fornendoci risultati eccellenti e più facili da leggere grazie ad un’estrema precisione, basti pensare che per la radiografia di una colonna vertebrale si passa da un tempo medio di 15 minuti a 9, con un risultato finale altamente informativo e dettagliato. Rispetto quindi a quanto offrivamo nel precedente presidio di Mestre, siamo in grado di dare alla popolazione qualcosa di davvero innovativo e migliore sotto tutti i punti di vista».
«La clinica è convenzionata col pubblico – spiega Bruscagin – in questo modo possiamo servire tanto il paziente privato che quello che viene dal sistema sanitario nazionale consentendo di ridurre le liste d’attesa per esami e anche per determinati trattamenti medici, oltre a poter gestire anche esigenza del mondo del welfare. Dietro alla creazione della clinica non c’è solo un’aggregazione ma una vera e propria filosofia nuova. Non si tratta solo di aver creato un polo tecnologico all’avanguardia, ma un’offerta, per alcune patologie, a pacchetto completo, dalla diagnostica al trattamento, una rarità per il mondo privato e una novità per il territorio e poter collaborare col pubblico ci rende ancora più motivati».
«Infatti non siamo concorrenti ma complementari su molti aspetti – conclude – come il servizio pubblico eroghiamo prestazioni di tipo sanitario alla popolazione che può scegliere il regime a cui accedere, ma da noi può trovare gli stessi servizi in convenzione che troverebbe nel SSN accedendo con ricetta o ticket per bisogni quali ecografie, risonanze ed esami. Il giusto atteggiamento è vedere i due soggetti come sinergici, una prospettiva che potrà rivelarsi utile anche in prospettiva del nuovo modello della case di comunità che entrerà in vigore a breve, visto che il trattamento dei pazienti non acuti sarà fondamentale per concentrare le emergenze negli ospedali».
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