Logo Salus & Green

Circle4Change: un albero in bicicletta per Venezia

circle4change-imbarco-albero-e-bicicletta-al-tronchetto
La città lagunare è come tappa del percorso circolare di Bruno Doedens, architetto, artista di land art e attivista

Non capita tutti i giorni di vedere un albero alto cinque metri muoversi da solo, ancora meno trasportato in bicicletta. Questo spettacolo surreale non è passato inosservato a chi, lo scorso lugli ha visto passare sul Ponte della Libertà, in direzione Venezia, una piccola carovana di biciclette con in testa proprio una a pedalata assistita che trasportava una pianta dall’imponente fusto da 6oo chili. A pedalare c’era Bruno Doedens, un architetto olandese diventato artista di land art, che col suo progettoCircle4Change” ogni tre anni percorrerà in sella più di 5.ooo chilometri in modo circolare attraverso diversi Stati d’Europa per sensibilizzare le persone che incontra sulla sua strada a cambiare stile di vita e a piantare degli alberi.

«L’obiettivo è trasformare questa distanza percorsa in occasioni di incontro fra persone, organizzazioni, artisti, comuni e aziende per promuovere da un lato un aumento di sensibilità verso l’importanza di avere più alberi possibile per limitare gli effetti del cambiamento climatico mitigando l’inquinamento e dall’altro di passare direttamente all’azione piantandoli!», spiega l’artista. Partendo da Leeuwarden in Olanda alla fine del viaggio, che si muove lungo una circonferenza immaginaria, Bruno alla fine avrà attraversato Paesi Bassi, Germania, Polonia, Repubblica Ceca, Austria, Slovenia, Italia, Francia e Belgio, avendo come poli opposti proprio la sua città, già Capitale Europea 2018, con Gorizia e Nova Gorizia, Capitali 2025 unite attraverso il loro vecchio confine Italia e Slovenia.

Immagine dal drone di Richard Winkelmeijer
La storia del progetto a “Circle4Change” passato per Venezia

«Dopo 2o anni di ufficio ho capito che anche l’architettura è dominata dal capitalismo e valori come l’ecologia, il sociale e la cultura vengono schiacciati dalla pura logica del profitto così sono passato a occuparmi di land art per sensibilizzare gli altri sul bisogno di cambiare visione – spiega l’artista – due anni fa ho iniziato a piantare alberi con il mio progetto “Bosk” per ridare spazio alla natura all’interno di un contesto urbano rendendo per persone più rilassate e in connessione col verde. L’iniziativa ha ispirato esperienze simili in Europa e USA, per cui mi sono chiesto cosa potessi fare dare un contributo per riporta la società da una visione umanocentrica a una naturocentrica. Secondo me era più semplice sperimentare la natura attraverso gli alberi piuttosto che discutere di modelli di pianificazione urbanistica, così ho pensato che le piante oltre che essere “parlanti” potevano anche diventare “circolanti”».

«Volevo offrire un modello per dimostrare che la terra può essere un luogo dove vivere meglio e, visto che siamo 8 miliardi di persone, ognuno può fare il suo dovere per preservare il pianeta diventando responsabile e visto che gli alberi vivono più di noi, dobbiamo occuparcene – aggiunge – sono forme di vita antiche che conoscono tutto del luogo in cui vengono piantate perché sono connesse al terreno a livello profondo, sono simboli e attivatori di vita, ho scelto proprio la quercia come immagine per la sua resistenza, che insegna che per connettersi alla natura non serve essere tutti uguali, ma che bisogna mettersi in relazione gli uni con gli altri. Il messaggi che sto portando assieme a chi mi accompagna è che se vogliamo, le nostre abitudini possono cambiare. Per questo serve però creare una narrazione propositiva, con storia credibili e positive, perché se si raccontano solo cose negative, le persone non si attivano. Siamo quindi storyteller allo scopo di far cambiare mentalità, senza proporre di tornare a 5oo anni fa ma a credere in innovazioni tecniche e scientifiche sostenibili».

Foto di Sanne Kerkhof
L’idea del cerchio da percorrere in bicicletta alla base di “Circle4Change”

«Partendo proprio dalla narrazione – racconta Bruno – per la nostra società è interessante dimostrare che quello che sembra impossibile si può fare, così ho deciso di organizzare un viaggio in bicicletta portando proprio l’emblema di questo progetto: un albero. L’idea pazza di trasportare con sé 6oo chili di zavorra è stata un successo, nonostante le criticità tecniche e logistiche. Il cerchio rappresenta proprio lo spirito di unità e collaborazione, questo non è solo un progetto artistico dove incentivare le piantumazioni di alberi, ma è attivistico, aggreghiamo sempre più persone al nostro passaggio e in ogni comune che attraversiamo incontriamo il sindaco per spiegare la nostra iniziativa e farci raccontare i loro progetti di sostenibilità, ovunque raccogliamo supporto ed entusiamo, c’è molta voglia, soprattutto nei paesi più piccoli di fare parte di qualcosa di più grande».

«Il cerchio che ho disegnato sulla mappa voleva essere qualcosa che stimolasse non solo l’immaginazione ma anche che attivasse una sorta di “energia sociale”, non voglio che il progetto resti mio, ma che sia il più condiviso possibile, in modo da superare insieme l’impatto delle notizie negative da cui siamo sommersi tutti i giorni – aggiunge – la linea circolare diventa così una piattaforma, un laboratorio per innovare e connettere che oltre a diventare una grande opera di land art, si trasformerà in un moderno percorso escursionistico e ciclabile a lunga distanza dotato di un messaggio positivo, che puntiamo a rinnovare ogni tre anni. Proprio per questo oltre all’iniziativa principale di un albero che “pedala” attraverso l’Europa si promuove anche l’Albero di compleanno”: incentivando a regalarsi una pianta come segno di festeggiamento. Se io lo avessi fatto, ora ci sarebbe un bosco intero a ricordare i miei 66 anni. Con il sindaco di Leeuwarden abbiamo individuato un apposito spazio verde da popolare di piante di compleanno».

Foto di Sanne Kerkhof
L’idea del cerchio da percorrere in bicicletta alla base di “Circle4Change”

«Ammetto che viaggiare con un albero alle spalle è singolare, infatti la reazione delle persone è incredibile, spesso aprono le finestre e ci applaudono al nostro passaggio, anche gli animali ci guardano incuriositi, ci affiancano e corrono con noi, affascinati da un albero che si muove – sorride Bruno – e ovviamente l’arrivo a Venezia è stato inusuale, con le biciclette che poi sono state caricate assieme al nostro albero in barca in direzione Biennale di Architettura attraverso il Canal Grande e Rialto, visto che il progetto “Circle4Change” è stato ospitato del Centro Culturale Europeo nella Space Existence 2025 exhibition a palazzo Palazzo Mora. Qui un’installazione di un gigantesco QR code di 3,5 metri di altezza, progettato da Theo Heldens, conduceva a una raccolta di tracce di questa esperienza. Visto che Venezia era proprio sulla nostra linea circolare, abbiamo subito risposto con entusiasmo alla proposta di partecipazione, sono bastate solo alcune email per concretizzare l’idea».

«In questo viaggio, dove oltre a me mi accompagnano altre tre persone e quelle che si aggiungono per alcune tappe, siamo affiancati da un gruppo di altre 16 che ci supportano a livello di comunicazione sui social network grazie ai nostri sponsor – conclude – si tratta dell’inizio di qualcosa che ci auspichiamo cresca sempre di più, abbiamo visto che tutti quelli che incontriamo, soprattutto i bambini, reagiscono in modo positivo, segno che l’idea e il progetto possono funzionare. Per questo continuiamo a cercare finanziamenti e chi ci vuole aiutare può farlo aderendo al nostro crowfunding direttamente nel sito dedicato a “Circle4Change”. L’albero che viaggia con noi verrà piantato a Leeuwarden una volta tornati a destinazione, con una placca che ne racconterà la storia, a dimostrazione che il paradiso esiste ed è gia qui basta solo cercarlo, è la natura, con la sua bellezza, che dobbiamo difendere e preservare».

Autore:

Iscriviti a GREEN&SALUS e non perderti nessun aggiornamento, ti invieremo 1 volta a settimana i nuovi articoli!