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Coges don Milani: Natale di condivisione e gusto per i minori

Coges don Milani: Natale di condivisione e gusto per i minori
Natale tra sapori e solidarietà: la comunità per minori celebra l’unione e l’importanza del benessere psicologico dei ragazzi

Il periodo natalizio nelle comunità per minori del centro Coges Don Milani si trasforma in un’esperienza ancora più speciale, grazie ad un’iniziativa che promuove la condivisione, l’unità e il gusto.

I ragazzi residenti avranno l’opportunità di cucinare, unendo i sapori delle loro diverse culture. «Cucinare è un modo per vivere insieme momenti di convivialità e festa», afferma Raffaele Zabotto, responsabile dell’area accoglienza minori. «Ad ogni ragazzo verrà fatto un regalo e durante le vacanze faremo anche delle piccole gite per gruppi».
Diventa fondamentale per gli operatori delle tre comunità per minori far passare ai ragazzi le festività in modo coinvolgente per trasmettere loro il calore del Natale.

Parallelamente a questa iniziativa, un altro aspetto cruciale del lavoro svolto all’interno delle comunità è la continuità della presenza della figura dello psicologo e psicoterapeuta. 

Questa aggiunta significativa è stata introdotta circa un anno fa, riconoscendo l’importanza di fornire un sostegno psicologico ai ragazzi che, sempre più spesso, manifestano il desiderio di esprimere le proprie emozioni e cercare nuovi punti di riferimento in un mondo che spesso appare disorientante.

Il periodo natalizio diventa così un’occasione non solo per festeggiare insieme, ma anche per consolidare l’importanza di un approccio integrato alla cura e al sostegno dei ragazzi, creando un ambiente che li incoraggia a esprimere se stessi e a sviluppare una visione positiva del loro futuro.

Le 3 comunità per minori di Coges don Milani

«Come Coges gestiamo 3 comunità educative per minori: una a Tessera e le altre due a Ca’ Noghera», spiega Raffaele Zabotto. «I ragazzi hanno tra i 14 ed i 18 anni e sono 8 per comunità».

Le strutture educative accolgono minori stranieri non accompagnati, ragazzi che presentano difficoltà familiari o che hanno commesso dei reati.  

Nelle comunità vivono tutti insieme, si cerca di fare dei gruppi eterogenei in modo che funzionino meglio e ci sia maggior equilibrio. «Il collocamento dei minori viene fatto dopo un’attenta valutazione assieme al servizio sociale di riferimento», interviene il responsabile.

Talvolta le tre realtà si incontrano: «Ogni centro ha la sua équipe ma c’è una collaborazione univoca tra gli operatori», racconta Raffaele Zabotto.

Quando i ragazzi escono dalla comunità vengono avviati al mondo esterno, tramite percorsi scolastici e lavorativi.
«Abbiamo una rete di aziende con le quali collaboriamo, nell’ambito della ristorazione, agricolo e meccanico», descrive Zabotto. «Vengono anche proposte delle attività di falegnameria e tappezzeria. Questo legame che abbiamo creato con datori di lavoro permette ai ragazzi di fare attività di tirocinio e successivamente venire assunti».

Continuità e crescita nel 2024

L’intenzione di Coges Don Milani per il prossimo anno è di riproporre e ampliare il progetto dell’Università di Padova che si focalizza sul tema dell’identità e del rapporto con l’altro.

La decisione segue una prima sperimentazione avvenuta nel 2023 e il prossimo anno si prevede un coinvolgimento più esteso, con la partecipazione di ragazzi provenienti da diverse strutture del territorio.

Il cuore del progetto rimane la riflessione sull’identità individuale e sul modo in cui questa influenza i rapporti con gli altri. L’obiettivo principale è promuovere una maggiore consapevolezza di sé stessi e degli altri, contribuendo così a una crescita personale e relazionale più profonda.

L’impegno di Coges don Milani nel favorire la crescita e l’inclusione sta anche nell’inserimento dei ragazzi facendo attenzione ai loro bisogni in modo che possano conciliare con il gruppo nel quale verranno introdotti.

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