

Dario Ferrari, L’Idiota di famiglia, Sellerio
Dario Ferrari, dopo il grandissimo successo de “La Ricreazione è finita” , torna a raccontarci un mondo che gli è molto vicino; se nel primo romanzo la storia ruotava attorno alle vicissitudini e disavventure di un aspirante ricercatore universitario, in questo secondo l’orizzonte è quello del mondo della traduzione e più in generale dell’editoria. Igor, il nostro eroe, è infatti traduttore per un grande editore italiano e in pagine di esilarante simpatia Ferrari (traduttore lui stesso) ci racconta in cosa consista il mestiere di tradurre; con acume e ironia Igor spiega che il traduttore deve essere un po’ come l’arbitro di calcio … se nessuno lo nota vuol dire che ha fatto bene il suo lavoro! Questo però è solo il contorno perché al centro del romanzo sta la figura del padre e quindi la imprescindibile relazione padre/figlio.

Il “Nieri” è figura ingombrante e al tempo stesso ammirata; ex professore di storia e filosofia nel liceo dabbene di Viareggio, varie volte Assessore alla Cultura del comune, amante di Dostoevskij e Cervantes, ovviamente di integerrima moralità; è insomma un uomo che è espressione di quella sinistra veterocomunista e colta che ha come riferimenti Gramsci ed Adorno, al quale lo accomuna anche una certa somiglianza fisica; in due parole “Herr Professor”, come i figli, nemmeno troppo scherzosamente, lo chiamano. Il romanzo, a tratti divertente ironico e quasi comico, a tratti malinconico e doloroso, ruota attorno al decadimento cognitivo del padre che inizia a mostrare segni di demenza senile. Igor è costretto a tornare a Viareggio, a riallacciarsi alla sorella, al nipote e ovviamente al padre. I ruoli familiari mutano, si spezzano e si riallacciano rapporti, emergono incomprensioni, affetti, cure e conflitti; emergono tutte quelle dinamiche relazionali che la normalità della vita normalmente nasconde. Sullo sfondo di tutto il mutare dell’Italia e del mondo, dal crollo dell’Unione Sovietica al berlusconismo, dall’emergere dei grillini ai fallimenti della sinistra, per giungere infine al sogno di un’utopia irrealizzabile ritrovata in un inatteso manoscritto paterno al quale Igor dovrà dedicarsi.
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