

Mancano ormai circa quattro mesi all’inaugurazione dei nuovi spazi della Scuola Grande di San Rocco a Palazzo Castelforte, situato nel campo omonimo. Dopo un anno il restauro è completato: un’operazione non semplice che ha necessitato di importanti ricerche in seguito al rinvenimento durante i lavori degli antichi pavimenti interrati. L’edificio ora è dotato di nuovi impianti di riscaldamento e condizionamento ed è stato messo a norma per quanto riguarda i servizi igienici e il sistema antincendio. Vi è stato installato un nuovo sistema antifurto in vista dell’esposizione di nuove opere d’arte e inoltre sono stati allestiti schermi e impianti audio e di registrazione di alta qualità per le future conferenze. Per garantire la conservazione dell’edificio storico e delle opere che vi saranno ospitate all’interno, sono stati previsti anche sistemi di difesa dall’alta marea e dall’umidità. «Ci avrebbe fatto piacere poter inaugurare i nuovi locali per il 16 agosto, in occasione della festa di San Rocco – commenta l’ing. Alfredo Baroncini, Guardian Grando della Scuola ad interim – ma purtroppo per completare l’allestimento sarà necessario un tempo maggiore».

La nuova sede è situata nelle immediate vicinanze della Scuola Grande e si trova all’interno di un palazzo monumentale vicinissimo alla confluenza di tre rii. È dotato di una caratteristica facciata da “casa doppia” che ne rivela uno storico utilizzo residenziale. Tale edificio in passato era interamente di proprietà della scuola, come attestano sulla facciata i due emblemi dell’istituzione con le lettere “S” e “R” separate da un bastone con benda annodata nella parte superiore. Tuttavia, in seguito al frazionamento del palazzo in più unità, ad oggi la Scuola mantiene la proprietà solamente di alcuni locali al piano terra. L’area risulta essere molto antica, ma non si hanno notizie certe sull’origine del toponimo: studiosi del XV secolo affermano di aver sentito dire che nella zona ci fosse una roccaforte, simile a quella che si trovava nell’isola di Olivolo (ora San Pietro di Castello); altri in epoche successive dissero che il nome derivava dal quello di una grande nave da battaglia chiamata “Roccaforte”.

Attualmente a Palazzo Castelforte è in corso l’allestimento di mobili e opere d’arte da parte di tecnici esperti. Dato che gli spazi della Scuola sono insufficienti sia per l’esposizione della vasta quantità di opere d’arte sia per lo svolgimento di un gran numero di conferenze pubbliche e riunioni di servizio, i nuovi locali saranno destinati sia allo scopo museale sia a quello gestionale. «Intendiamo – dichiara Baroncini – sfruttare al massimo questi locali per poter esporre il maggior numero di opere presenti nel nostro deposito e che finora nessuno aveva potuto vedere. Stiamo valutando attentamente a quali dare priorità. Sicuramente saranno presenti alcuni dipinti e una parte importante della nostra collezione di stampe antiche. Inoltre vi sarà un’ampia sezione dedicata a preziose porcellane datate tra i secoli XI e XVIII, le quali necessiteranno di essere protette da apposite teche». Tra i servizi previsti a Castelforte, invece, si segnalano le prove del Coro della Scuola e, durante l’estate e l’inverno, le conferenze culturali proposte settimanalmente dall’istituzione.

La Scuola Grande di San Rocco conta attualmente più di 500 confratelli e oltre che per le numerose attività a scopo culturale e all’attenzione per la conservazione dell’importante patrimonio artistico, è da sempre vicina alla Diocesi per il suo impegno nel sociale. Infatti ogni anno la Scuola, attraverso l’erogazione di contributi chiamati “Grazie”, svolge l’esercizio della carità verso i bisognosi, i carcerati e le loro famiglie e verso istituzioni religiose e di beneficenza, restando nel solco della tradizione plurisecolare della Scuole Grandi veneziane, confraternite la cui peculiarità era proprio quella di aiutare chi in difficoltà. Tali contributi raggiungono cifre importanti che permettono di offrire fondamentali servizi di assistenzialità. Tra i risultati più importanti si ricorda quello del 2023, anno in cui la Scuola ha messo da parte la cifra record di 125mila euro destinati alle “Grazie”.
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