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CSV Venezia: formazione digitale per il terzo settore

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Un ciclo di appuntamenti per avvicinare i volontari alla tecnologia digitale

«Oggi il volontariato non può nascondersi, c’è sempre più bisogno di farlo conoscere – spiega il Direttore Generale del CSV Venezia Ketty Poles – per questo ci viene in aiuto la tecnologia digitale, non solo per comunicare, ma proprio per far “funzionare” una macchina complessa come quella del Terzo Settore che oggi richiede anche abilità informatiche». Così il 22 maggio il CSV Venezia ha dato avvio a un ciclo di incontri con il webinar “Fare digitale per gli enti del terzo settorenell’ambito della seconda edizione del programma regionale “Nuove frontiere del Volontariato Veneto” dei Centri di servizio per il Volontariato regionali. Il progetto è patrocinato da Regione del Veneto, ANCI veneto, Forum del Terzo Settore e CSVnet, l’associazione nazionale dei CSV.

L’iniziativa proporrà nel corso del 2024, oltre alla formazione online anche incontri e occasioni di sensibilizzazione. Lo scopo dell’intera attività, che coinvolge i cinque Centri dei Servizi per il Volontariato della Regione, è quello di aumentare la collaborazione e lo scambio fra queste realtà che già cooperano in sinergia sul territorio. «Abbiamo elaborato così un’offerta formativa complementare – aggiunge Poles – focalizzandoci su tematiche emergenti che sono al momento argomenti necessari da affrontare per poter offrire servizi efficaci e stare al passo coi tempi su temi come raccolta fondi, gestione della privacy, sicurezza. Il nostro CSV, che copre l’area metropolitana di Venezia, si è attivato sull’argomento del digitale applicato al sociale».

Il progetto di formazione digitale organizzato da CSV Venezia

«La nostra offerta di formazione è nata dall’incontro con quella che era un’associazione di ragazzi giovani ed esperta di digitale – racconta Poles – che è diventata un’impresa sociale a tutti gli effetti (Prossimi Impresa Social) e oggi ci supporta nell’assistere gli enti volontari ad approcciare il sociale in modo molto innovativo. E’ un tema ancora un po’ inesplorato nel settore del volontariato ma alcune realtà, soprattutto quelle legata alla disabilità giovanile, hanno manifestato grande interesse perché vedono nella tecnologia nuove modalità di aiuto che possono essere molto interessanti, ma ci sono anche molte realtà che sono rimaste indietro nell’innovazione che ci chiedono un supporto».

«Il ciclo di appuntamenti a cui abbiamo dato avvio durerà per tutto l’arco del progetto fino a ottobre – aggiunge – ma resterà un’attività continuativa perché ne sentiamo l’esigenza e percepiamo il valore che costituisce per le nostre associazioni, quindi continueremo a erogare corsi cercando di allargare anche i temi che affrontiamo. Da elementi molto pratici come imparare a usare strumenti come PEC e SPID per svolgere gli adempimenti quotidiani e burocratici, fino ad arrivare ad affiancare nella progettazione di attività di comunicazione e condivisione di contenuti, oltre alla gestione e partecipazione a bandi pubblicati in rete».

Il Presidente Mario Morandi e il Direttore Ketty Poles di CSV Venezia
CSV Venezia: le sfide da affrontare insieme per il Terzo Settore

Ma di cosa necessita maggiormente il volontariato a livello digitale? «C’è bisogno di moltissime cose, a partire da quelle più semplici come l’utilizzo del computer e della posta elettronica – risponde il Direttore del CSV Venezia – oggi a livello di associazioni occorre chi sia in grado anche di occuparsi della parte amministrativa, sempre più legata all’informatica. Il primo appuntamento del nostro ciclo di webinar è servito a stimolare i volontari verso le potenzialità di questo ambito applicato al sociale, ma oltre a pensare alle prospettiva all’avanguardia, caleremo la formazione su un taglio molto pratico, per rendere più indipendenti possibile i volontari».

«Per questo ci focalizzeremo anche sulla gestione dei social network e sulla creazione di video – aggiunge – visto che questi strumenti sono ormai diffusi e utilizzati molto anche nel nostro settore, non solo per promuovere le attività ma per portare testimonianze del valore di quello che viene offerto e di come si riesca ad aiutare le altre persone. Insomma non si tratta solo di alfabetizzare verso il computer ma anche di insegnare come poter comunicare con la tecnologia. Nonostante l’età media alta dei volontari, che non sono tutti avvezzi alla tecnologia come i giovani, sono interessati agli argomenti e sono loro per primi che hanno capito che strumenti come il sito Internet sono diventati fondamentali. Insomma affianco a un po’ di reticenza iniziale, rispondono bene agli stimoli e noi tariamo la formazione in modo da venire in contro alle loro esigenze e capacità. Per noi questo non è solo un lavoro, ma una vera e propria partecipazione alla crescita e rafforzamento del mondo del volontariato».

CSV Venezia: le sfide da affrontare insieme per il Terzo Settore

«L’obiettivo principale per il Terzo Settore in futuro è diffondere la cultura della solidarietà – precisa Poles – per chi è volontario è chiaro quello che si offre e dietro c’è già un impulso personale, ma quello che si fa deve essere veicolato all’esterno, non per una forma di visibilità fine a sé stessa, ma per necessità. Un volontario si occupa di una tematica che riconosce, ma che non tutti vedono, per questo far capire che esiste questa attività è fondamentale. Al Terzo Settore occorre di aiuto e di supporto, chi si impegna lo fa come può e nel tempo libero. Per questo noi cerchiamo di creare sensibilità collettiva a questa tematica. C’è grande bisogno di spazi per svolgere attività e poter aiutare le persone, ma soprattutto di far sapere c’è la possibilità di farlo».

«Un tema che vogliamo affrontare infatti è quello di intercettare quelle persone che vorrebbero donare un po’ del loro tempo agli altri, ma non sanno come fare – conclude – per questo come CSV Venezia abbiamo creato un vero e proprio catalogo di associazioni fra cui un aspirante volontario può orientarsi in base a interessi e vicinanza a sé. Cerchiamo di fare incontrare così la domanda di attività da svolgere con l’offerta di opportunità e ci stiamo anche occupando di forme emergenti di volontariato, come quelle di tipo “liquido”, con persone che non vogliono legarsi ad enti, ma che alla bisogna sono pronti a condividere un po’ del loro tempo, questo è sentito particolarmente per iniziative e tematiche legate all’ambiente. Il volontariato in Italia e in Veneto resta un’eccellenza ma serve l’aiuto di più persone possibili e tutti i cittadini possono fare qualcosa per sostenere questa forma di altruismo, per questo cercheremo di portare sempre di più fuori dai propri confini il Terzo Settore, per farlo conoscere».

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