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Dal 2027 le batterie si potranno cambiare in tutta Europa

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Il nuovo regolamento per incentivare l’economia circolare è stato approvato dal Consiglio Europeo

Dal 2027 i consumatori potranno cambiare in autonomia le batterie dei loro apparecchi elettronici. Questo è il risultato dall’adozione di un nuovo regolamento orientato alla piena sostenibilità per le batterie e gli accumulatori in Europa da parte del Consiglio Europeo, l’organo che riunisce i leader dell’UE per definire l’agenda politica dei 27 Stati membri. La storica decisione, che impone di sposare in toto la filosofia dell’economia circolare, è stata presa lo scorso 10 luglio e influenzerà il futuro della gestione dei processi di produzione e riciclo in tutto il territorio UE.

Questo percorso legislativo si allinea inoltre agli obiettivi di decarbonizzazione e transizione energetica che l’Unione si è imposta, che fissano per il 2030 una diminuzione di almeno il 55% di emissioni all’interno del proprio territorio. Contemporaneamente una filiera di recupero, oltre a ridurre l’impatto ambientale, potrebbe favorire l’incentivo a metodi alternativi di trasporto, imponendo il riciclo delle batterie per aumentarne la diffusione.

Cosa prevede il nuovo regolamento UE sulle batterie

L’obiettivo principale delle nuove norme è quello di dotare l’Europa di strumenti che incentivino l’approccio dell’economia circolare per l’intero ciclo di vita delle batterie. In questo senso si interviene a livello di responsabilità estesa del produttore, fine vita, obbligo di conferimento e recupero dei materiali, fissando degli obiettivi specifici quali il 73% di raccolta entro il 2031 e del 61% delle batterie per mezzi di trasporto leggeri.

Il regolamento si applicherà a tutte le batterie, da quelle portatili a quelle per veicoli elettrici, industriali, di avviamento, illuminazione e accensione (SLI) oltre a quelle per mezzi di trasporto leggeri quali biciclette, scooter e monopattini. Entro il 2027 le batterie portatili inserite nei dispositivi elettronici dovranno essere rimovibili e sostituibili direttamente dai consumatori, mentre quelle dei mezzi di trasporto leggeri potranno essere cambiate da operatori professionali, anche indipendenti.

Il corpus normativo interviene anche sul recupero specifico del litio, che dovrà essere pari all’80% entro il 2031 e sui livelli minimi obbligatori di contenuto riciclato nei prodotti immessi sul mercato pari al 16% per il cobalto, all’85% per il piombo, al 6% per il litio e al 6% per il nichel. Le batterie dovranno certificare il contenuto riciclato con un’apposita documentazione in etichetta già dal 2026, con un vero e proprio “passaporto della batteria” elettronico accessibile attraverso un codice QR dall’anno successivo.

Recuperare le batterie: un’opportunità di economia circolare

Con questa strategia l’Unione Europea punta a ridurre l’impatto ambientale e sociale dell’intero ciclo di vita della batteria. A questo scopo gli operatori saranno sottoposti a norme rigorose per verificare la provenienza delle materie prime utilizzate, in modo incidere già a livello di progettazione oltre che di realizzazione e non solo di smaltimento di prodotto, concentrandosi tu tutte le fasi per garantire il riciclo e recupero di quante più risorse possibile.

Lo scopo di questo percorso se da un lato mira a favorire una piena sostenibilità del settore, dall’altro auspica di poter far fronte a uno sviluppo massiccio della mobilità elettrica, date le previsioni di aumenti di domanda di batterie superiore di dieci volta al 2030. Dato che le batterie, esaurito il loro ciclo, contengono risorse preziose il loro recupero è fondamentale per non dipendere da Paesi extra-UE. Il nuovo regolamento sostituirà la precedente direttiva in materia del 2006 e completerà la legislazione esistente in relazione alla gestione dei rifiuti.

La raccolta e il riciclo delle batterie in Veneto

In Italia nel 2022 la raccolta di pile e accumulatori portatili ha superato i 10 milioni di chili, con un incremento di circa 40.000 kg rispetto al 2021, di questi nel solo Veneto ne sono stati raccolti più di 710.000 chili, livello superato solo dalla regione Lombardia. Di questi il 70% proviene dai centri di raccolta sparsi nel territorio e più del 60% proviene da raccolta volontaria.

«La diffusione di apparecchiature elettroniche sul mercato è in costante crescita e dato il loro ciclo di vita più ampio si dilatano anche i tempi di ritorno» – spiega il Presidente del Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori (CDCNPA), Giuliano Maddalena – «Fra le novità introdotte dal regolamento, entro il 2027 le batterie portatili incorporate negli apparecchi dovranno essere sostituibili, questo comporterà una rivoluzione nella progettazione degli apparecchi ma anche imporre un’etichetta dell’impronta carbonica in etichetta avrà un forte impatto. Come soggetto che raggruppa le aziende del settore del recupero e riciclo siamo pronti ad accogliere questa sfida che ci vedrà in prima linea nel supporto alle imprese e nel mantenere standard efficienza e sicurezza per i consumatori».

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