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Dall’ascolto alla tavola: il progetto «M.eat Up»

È fissato per domenica 31 maggio il nuovo pranzo solidale del progetto «M.eat Up», il Punto Pace Venezia dove lo sguardo verso gli ultimi è nato da un gruppo di giovani veneziani

C’è un filo invisibile, ma carico di energia, che lega l’Arsenale della Pace di Torino alle strade di Mestre. È la storia di un gruppo di giovani veneziani che, dopo aver toccato con mano l’esperienza del Sermig (Servizio Missionario Giovani), ha deciso di non lasciare quel desiderio di servizio chiuso tra i ricordi di un campo estivo. Hanno dato vita al «Punto Pace Venezia», una nuova realtà che si propone di essere, prima di tutto, un luogo di ascolto e di condivisione per chi vive ai margini.Tutto è iniziato nell’agosto 2024. Quattro amici di ritorno da Torino si sono posti la domanda fondamentale: «Come possiamo portare questo ardore nella nostra quotidianità?». La risposta è arrivata camminando, letteralmente, tra i bisogni dei senza fissa dimora di Venezia e Mestre, grazie anche alla sinergia con la Casa studentesca Santa Fosca. Hanno capito presto che, oltre al cibo e agli aiuti materiali, la necessità più profonda di chi vive in strada è quella di essere visto, ascoltato e di far parte di una comunità. Da questa consapevolezza è nato «M.eat Up»: un progetto che gioca sul significato inglese di «mangiare» (eat) e «incontrarsi» (meet up). Non una semplice distribuzione di pasti, ma un vero e proprio pranzo o cena comunitaria, dove la tavola diventa lo strumento principale per abbattere le barriere sociali.

 

Un’alleanza per gli ultimi

Il “Punto Pace” non è un’iniziativa isolata, ma un solido progetto corale. A sostenerlo, fin dal marzo 2026, ci sono la Caritas Veneziana con Young Caritas, la Pastorale universitaria e la Pastorale giovanile della Diocesi, insieme a diverse realtà studentesche. Un mix di energie che ha trovato una casa concreta negli spazi dell’ex mensa della parrocchia del Cuore Immacolato di Maria ad Altobello, dove il progetto ha messo radici.

L’invito alla partecipazione

«Non siamo partiti da soli e non vogliamo procedere in solitaria», spiegano i ragazzi del Punto Pace. Quella che era nata come l’intuizione di un piccolo gruppo di amici si è trasformata in un movimento aperto a tutti, animato dallo spirito di “Restituzione” che è il cuore pulsante del Sermig. La sfida è ora quella di far crescere questo frammento di casa per la città. E l’occasione per scoprire da vicino questa realtà è fissata per domenica 31 maggio, con un nuovo pranzo solidale. Un appuntamento aperto a chiunque voglia mettersi in gioco, indipendentemente dall’età o dal proprio vissuto. Per chi volesse unirsi, sostenere il progetto o semplicemente avere maggiori informazioni, i ragazzi del Punto Pace sono attivi su Instagram al profilo @puntopaceve o raggiungibili via e-mail all’indirizzo puntopaceve@gmail.com.

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