

Cosa può fare una maglietta venduta a due euro in un patronato di Venezia? A guardare l’attività del mercatino solidale di San Pantalon, la risposta è sorprendente: può trasformarsi nel biglietto per un autobus che porta i bambini poveri della Romania a scuola, o diventare materiale scolastico per i piccoli di Gaza sotto le bombe. Quello che accade ogni giovedì nel cuore della laguna non è un semplice mercatino dell’usato, ma un ingranaggio di un sistema di “economia circolare della dignità” che ha superato i confini nazionali, dimostrando che la solidarietà, quando è ben organizzata, non ha limiti geografici. Il progetto, curato con dedizione da Patrizia Crivellaro e Patrizia Colletta, che da molti anni portano avanti l’attività del mercatino solidale nella parrocchia di San Pantalon, è un servizio ormai stabile e conosciuto dai veneziani. Questo da anni rappresenta un punto di riferimento per molte famiglie che, per motivi economici o personali, cercano capi in buono stato a costi contenuti. Il Corredino di Sant’Anna, ovvero la stanza che si trova al piano inferiore della struttura, é dedicato ai bambini fino ai 6 o 7 anni di età, mentre il Guardaroba San Bernardino, al piano superiore, è lo spazio per gli adulti. Il mercatino nel complesso è aperto ogni giovedì e, negli ultimi mesi, ha registrato un aumento costante delle presenze, segno di un bisogno che rimane attuale.

L’iniziativa nasce diversi anni fa dalla volontà di alcuni volontari, tra cui Patrizia Crivellaro, assieme al parroco di allora, Marco Scarpa, di offrire un aiuto pratico e immediato, senza formalità eccessive. «Nel tempo, il progetto si è strutturato: nacque prima il Corredino di Sant’Anna, come sportello affiliato a Telefono Infanzia, punto di riferimento per bambini e madri. – affermano entrambe le volontarie – Ma quando questo smise di operare, ci organizzammo autonomamente, cercando di farci conoscere con volantini o manifesti appesi in asili e università; fummo poi aiutati naturalmente da un gran passaparola. Ora collaboriamo con Il CIF, il Centro Italiano Femminile, un’organizzazione nazionale». Un tassello importante lo ricoprono i volontari locali, che svolgono un lavoro fondamentale: «Ogni settimana si occupano della selezione dei capi, del riordino degli spazi e della gestione delle donazioni. Si tratta di un impegno costante, spesso svolto in orari serali o nei ritagli di tempo, che permette al mercatino di rimanere operativo e ordinato. Alcuni volontari seguono la parte organizzativa, altri si dedicano all’accoglienza durante le giornate di apertura, altri ancora si occupano della comunicazione con le famiglie e con chi desidera donare – dicono Crivellaro e Colletta – Il pubblico che frequenta il mercatino è vario. Ci sono famiglie con bambini, persone sole, lavoratori che cercano capi pratici per l’uso quotidiano, pensionati e chi arriva semplicemente per curiosare. Molti cercano indumenti utili per la stagione in corso: in primavera sono richieste soprattutto giacche leggere, pantaloni comodi e scarpe sportive».

Attualmente i capi disponibili variano a seconda delle donazioni: magliette, jeans, felpe, giacche leggere, scarpe quasi nuove, borse, cinture e qualche capo più elegante, utile per cerimonie o occasioni particolari. Il funzionamento è rimasto invariato nel tempo. Gli articoli vengono raccolti durante il mese, selezionati e suddivisi per taglia e tipologia. I prezzi sono simbolici e con un’offerta minima le persone possono portarsi a casa capi sempre in ordine. Le somme raccolte vengono destinate alle attività solidali del patronato, in particolare al sostegno delle famiglie seguite durante l’anno: «Se c’è una famiglia che conosciamo o che ci viene segnalata dai nostri volontari, la quale ha bisogno di aiuto economico per pagare le spese alimentari o una bolletta, interveniamo noi. Lo stesso accade, ad esempio, se i genitori non riescono ad iscrivere i figli al campo estivo – chiariscono – Agiamo quindi, in questo caso, occasionalmente, o meglio, su richiesta». La scelta di mantenere costi minimi e la disponibilità a pagare alcune necessità a nuclei familiari garantisce accessibilità, senza creare situazioni di disagio o dipendenza.

Un’altra peculiarità, riguardante i fondi ricavati dalle vendite, è che l’attività non si limita ad agire sul territorio locale, punta molto più in alto, attraversando i confini del nostro paese. Crivellaro e Colletta raccontano ciò, sottolineando l’importanza di non restare indifferenti di fronte alle difficoltà altrui: «Grazie al guadagno dei mercatini abbiamo potuto aiutare anche i bambini delle aree più povere della Romania, impossibilitati a muoversi nei centri più grandi con scuole e ospedali. Grazie ai frati della chiesa dei Frari è stato possibile mettersi in contatto con le comunità ecclesiastiche del posto, donando così soldi per molti bus, creando collegamenti prima impossibili». Continuano poi dicendo che il progetto ha inglobato altre realtà, come quella di Gaza: «Abbiamo monitorato la situazione a Gaza grazie a padre Valentino, che ha fatto sì venisse data la possibilità d’istruzione ai bambini nonostante la situazione del luogo fosse critica, affiliandoci ad una organizzazione che ha fatto arrivare libri e altro materiale scolastico». La chiesa di San Pantalon fa parte della parrocchia dei Frari, insieme anche alla vicina chiesa dei Tolentini, in cui nella Scuola dei Laneri due volte l’anno, si tiene un grande mercatino dell’usato dove si possono trovare vasi, quadri o addirittura piccoli mobili da bagno o cucina, con prezzi notevolmente accessibili indipendentemente dalla categoria, utili anche agli studenti, che accorrono spesso numerosi. «Spesso con i ragazzi che passano ci si lega in modo particolare, lasciano inoltre cifre importanti, facendo passare un messaggio bello e non scontato. Naturalmente la maggior parte di loro si presenta anche agli appuntamenti settimanali, segno che ci tengono particolarmente» spiegano emozionate e commosse le volontarie. Il mercatino del patronato rimane quindi un servizio semplice ma utile, capace di rispondere a bisogni concreti. È un invito rivolto a tutti: a chi vuole donare e a chi desidera sostenere un progetto che mette al centro la dignità delle persone. In un periodo in cui le difficoltà economiche si presentano costantemente alle porte, anche un gesto minimo può contribuire ad aiutare e a mantenere un clima di vicinanza e collaborazione.
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