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Dallo Sri Lanka a Venezia: «La Chiesa è il nostro riferimento»

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Il percorso di fede dei 550 abitanti dello Sri Lanka di Venezia e Mestre
Fede e Chiesa, il punto di riferimento in cui ci si ritrova. È l’esperienza che vivono concretamente e regolarmente le 550 persone cattoliche originarie dello Sri Lanka, che vivono stabilmente a Venezia e Mestre.
Il Patriarca Moraglia in visita alla comunità
Domenica 17 settembre, alle ore 10, riceveranno la visita del Patriarca Francesco che, nella chiesetta di Santa Maria del Rosario presso il Parco Scientifico Tecnologico “Vega” a Marghera, presiederà la S. Messa e conferirà a un gruppo di ragazze e ragazzi il sacramento della Confermazione.
Accanto a quella proveniente dalle Filippine, quella dello Sri Lanka è l’altra comunità di migranti, presenti in Comune di Venezia, a essere in prevalenza contrassegnata dalla fede cristiano cattolica. Don Thusitha Solangaarachchi, 42 anni, dal 2021 è il loro assistente spirituale: «Sono venuto qui – spiega – grazie ad un accordo tra il mio vescovo, il card. Malcolm Ranjith, Arcivescovo di Colombo, e il Patriarca di Venezia. La mia responsabilità è quella di provvedere ai bisogni spirituali della comunità e in secondo luogo di imparare un po’ di teologia durante la mia permanenza in Italia. Resterò qui a Venezia per un totale di sei anni»
La comunità dello Sri Lanka a Venezia
La comunità srilankese è coesa: «Sono più di 160 famiglie – precisa don Thusitha – per un totale di almeno 550 persone: le famiglie, infatti, sono giovani e hanno spesso più di tre figli».
Un po’ come per altre comunità nazionali presenti a Venezia, nei lavori svolti ci sono sono delle “specializzazioni”: «Gli uomini – prosegue il sacerdote – sono in gran parte occupati nei ristoranti; le donne spesso lavorano nelle case come collaboratrici familiari».
La preghiera come momento di aggregazione

E la preghiera è il momento di coesione oltre che di arricchimento spirituale: «Celebriamo insieme la Messa ogni domenica, alle 10, nella chiesa della Madonna del Rosario. I bambini e i giovani della mia comunità sono molto attivi e, oltre al catechismo, partecipano a parecchie altre attività. Siamo tutti molto grati al Patriarca e alla Chiesa di Venezia per averci concesso una chiesa per la nostra vita spirituale. E ora lo attendiamo per salutarlo di persona».

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