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È nata la Fondazione Potenza Tamini

Preservare l’arte del maestro Gianmaria Potenza: questo lo scopo principale della Fondazione, nata grazie alla volontà della collezionista Josie Mackwitz Tamini

Preservare l’opera del maestro Gianmaria Potenza, far conoscere la sua arte ma anche offrire nuove opportunità ai giovani artisti. Questo lo scopo della neonata Fondazione Potenza Tamini, nuova realtà dedicata all’arte del maestro Gianmaria Potenza (Venezia, 1936) e al suo patrimonio di conoscenze e tecniche come testimonianza odierna che affonda le radici nella storia veneziana. Potenza (leggi qui), nato inizialmente come incisore, è uno scultore eclettico che ama definirsi un artigiano, visto che padroneggia le più svariate tecniche e materiali, lavorando la materia senza prediligerne una. Le opere di Potenza nascono sempre dall’osservazione della natura e della realtà, figure zoomorfe, figurative, o ispirate alla nascita della digitalizzazione. Solo successivamente il soggetto viene astratto e ricomposto geometricamente, dando vita ad archetipi che molti ritengono vicini all’arte primitiva precolombiana. Ma del maestro tanto c’è anche dell’arte Bizantina: non a caso Venezia, in particolare la sua luce che riverbera nella laguna, è la chiave di lettura delle sue opere, reinterpretata nell’oro dei bronzi, dei mosaici e delle pirografie. Creata grazie al sostegno e alla volontà della collezionista Josie Mackwitz Tamini, la Fondazione trova dimora proprio negli spazi dello storico atelier di Gianmaria Potenza, al civico 1450 del sestiere Dorsoduro, ancora oggi cuore creativo pulsante, dove è stata presentata martedì 19. Scopo della Fondazione è custodire l’importante eredità artistica e tecnica del maestro, affinché venga conservata, promossa e tramandata, essendo rimasta tra le poche praticate nel mondo. La Fondazione infatti, in continuità con lo studio, dialogherà con le istituzioni locali e internazionali, esplorando anche la vivacità culturale contemporanea attraverso il sostegno a giovani talenti creativi affini all’arte del maestro.

Le prime iniziative

La Fondazione Potenza Tamini inaugura con un programma già ricco di eventi e attività. Il prossimo 6 aprile a Cremona nella Sala Maffei della Camera di Commercio, alle ore 11.00, ospiterà la presentazione del libro “Gianmaria Potenza Cattedrale di Cremona”, dedicato alle opere del maestro realizzate nel 2022 in occasione dell’adeguamento liturgico del Duomo di Cremona. Un volume che poi sarà presentato il 7 ottobre anche al pubblico veneziano nella sede dell’Ateneo Veneto. Tra maggio e giugno, come di consueto durante l’apertura della Biennale d’Arte, lo studio del maestro sarà aperto per delle visite guidate, in cui è possibile vedere modelli di opere poi realizzate per diversi committenti in grandi dimensioni. Un’iniziativa, quella dell’open studio, che ora con la nascita della Fondazione si cercherà di implementare, insieme all’ideazione di workshop che porteranno le persone a toccare con mano le tecniche del maestro. Il 25 agosto la Fondazione sarà poi presente ad Ascona, in Svizzera, dove parteciperà al Convegno internazionale “Writing and Cognition in Interdisciplinary Perspective”. Su invito dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, presenterà un talk sul contributo artistico di Gianmaria Potenza, con un focus sulla genesi del suo linguaggio e la rappresentazione di nuovi codici. Tra i tanti eventi ancora in cantiere, c’è grande attesa inoltre per la personale del maestro a Palazzo Ferro Fini a Venezia, sede della Regione del Veneto, in programma da maggio a ottobre 2025, che segnerà il ritorno dell’arte di Gianmaria Potenza nella sua città.

Spazio ai giovani

La Fondazione Potenza Tamini ha l’ambizione di diventare un nuovo punto di riferimento per la vita culturale di Venezia, ma vuole anche sostenere e rivolgersi ai giovani coinvolgendo nuovi talenti creativi promuovendo ricerche legate alle tecniche del maestro: «Per questo cercheremo di dialogare con le principali istituzioni della città, in totale continuità con il lavoro dello Studio Potenza» afferma Valeria Loddo, già direttrice artistica dello Studio Gianmaria Potenza, a cui ora è stata affidata anche la direzione artistica della Fondazione. Nei mesi di giugno e luglio la Fondazione presenterà già il primo progetto dedicato al lavoro di un giovane creativo: il Museo Diocesano di Cremona accoglierà il fotografo cremonese Paolo Mazzini con un’esposizione di 30 scatti sui luoghi della cultura della sua città. Una ricerca, prossimamente in mostra anche a Venezia, che ha colpito da subito il maestro, portandolo a scegliere il fotografo per raccontare i suoi recenti lavori per la Cattedrale di Cremona nel libro in uscita.

Un’arte da preservare

«Un’arte, quella di Potenza, che non può andare perduta. Preservare e conservare l’arte del maestro è un atto di salvaguardia della cultura e della storia veneziana. Penso sia importante che il contributo del suo lavoro continui a ispirare e arricchire il mondo dell’arte per le generazioni a venire» spiega Josie Mackwitz Tamini, Presidente della Fondazione, che ha conosciuto Potenza nel 2008 durante la mostra “L’arca di Potenza”, in cui esponeva un bestiario di sculture bronzee. Un’arte di cui lei e il marito Luciano, recentemente scomparso, si innamorarono diventandone collezionisti. «È importante per me vedere sorgere una realtà che darà seguito alla mia opera, e che la mia arte non finisca con me, ma che continui a vivere e a essere vissuta. – ha detto infine l’artista Gianmaria Potenza – Sono felice poi che questo avvenga a Venezia, il luogo in cui sono nato e dove lavoro da sempre e a cui mai potrei rinunciare, città capace di avvolgermi e sorprendermi ogni giorno».

Francesca Catalano

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