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Fenice: svelata la Stagione 2026-2027, nel segno della femminilità

La Prima il 13 novembre con Fedora, assente da Venezia dal 1968. Bilancio in pareggio per il quindicesimo anno consecutivo. Colabianchi sulla vicenda Venezi, che ha impugnato la risoluzione del contratto: «Esclusa ogni possibilità di accordi economici»

Dieci titoli d’opera, cinque spettacoli di danza e due produzioni Education. Sono i numeri della Stagione Lirica e Balletto 2026-2027 del Teatro La Fenice, presentata mercoledì scorso dal sovrintendente e direttore artistico Nicola Colabianchi, dal responsabile artistico e organizzativo delle attività di danza, Franco Bolletta, e dal direttore generale Andrea Erri. Il sipario si prepara a sollevarsi su un anno di grande musica; un cartellone ambizioso che, dal prossimo novembre, alternerà grandi capolavori del repertorio a preziose riscoperte storiche. I previsti lavori di manutenzione alla macchina scenica in estate (fino a ottobre) sposteranno temporaneamente le attività al Teatro Malibran, ma la Fondazione conferma la sua formula vincente, sposando la stabilità finanziaria con una programmazione culturale di respiro internazionale. Sarà la Fedora di Umberto Giordano, un titolo assente dalle scene veneziane dal lontano 1968 e proposto al pubblico in un nuovo allestimento di Hugo de Ana, a inaugurare il 13 novembre prossimo la Stagione 2026-2027. Il nuovo cartellone si snoderà lungo un suggestivo fil rouge tutto al femminile, che vedrà sfilare protagoniste iconiche quali Norma, Carmen (nella messa in scena storica del 1875, che accompagnò anche la prima rappresentazione dell’opera alla Fenice e la sua scoperta da parte del pubblico veneziano a fine Ottocento) e Adriana Lecouvreur. Torneranno in scena tre titoli da lungo tempo assenti dal palcoscenico veneziano: Hänsel und Gretel di Humperdinck, Adriana Lecouvreur di Cilea, il cui allestimento sarà quello del Teatro Lirico di Cagliari e Abao Bilbao, e Jenůfa di Janáček, che verrà riproposto a ottantacinque anni dall’ultima rappresentazione alla Fenice. Era il marzo 1941 e quello fu il debutto italiano della partitura. Debutterà poi un nuovo allestimento di Norma di Bellini, co-prodotto con il Teatro Nazionale della Goergia, e verranno proposti due titoli mai rappresentati a Venezia: le Nozze istriane di Smareglia e Partenope di Händel, la prima incursione del compositore di Halle nel genere “comico”. Due le riprese, scelte tra i più amati spettacoli del repertorio feniceo: Madama Butterfly di Puccini e Il barbiere di Siviglia di Rossini.

Orchestra e Coro della Fenice sul palco di piazza San Marco (foto di Michele Crosera)
Da piazza San Marco l'omaggio a Morricone

«Il filo conduttore? La femminilità», ha detto il sovrintendente Colabianchi commentando il programma. Domenica 5 luglio, intanto, piazza San Marco tornerà a fare da sfondo d’eccezione all’Orchestra e Coro della Fenice, con un omaggio a Ennio Morricone. A dirigere “Morricone night. Suite veneziana” sarà Kevin Rhodes, in un programma volto a celebrare il pluripremiato musicista scomparso nel 2020. Al suo fianco gli attori Cesare Bocci e Luca Barbareschi, coinvolti in brevi interventi recitati, insieme al soprano Sara Cortolezzis. Maestro del coro sarà Alfonso Caiani. Accanto ai brani più celebri e conosciuti, al pubblico verrà raccontato anche il Morricone più “nascosto”: la scaletta proporrà l’esecuzione della Cantata per l’Europa (1988), che si compone di tre movimenti, Attesa, Ammonizione e Speranza. Vi si potrà leggere il chiaro impegno socio-politico di Morricone, così come la sua riflessione musicale sul destino collettivo, sulla memoria, sul rapporto tra identità e futuro (vendite per i biglietti già aperte). La Stagione Sinfonica 2026-2027 si svolgerà dal 28 novembre 2026 fino al 31 ottobre 2027, con direttori tra i più celebri a livello internazionale, attesi ritorni e interessanti debutti, nella sala grande del Teatro La Fenice e al Teatro Malibran. L’apertura e la chiusura saranno affidate a Riccardo Frizza. Nel concerto inaugurale, il maestro celebrerà Giuseppe Sinopoli nell’ottantesimo anniversario della nascita e a venticinque anni dalla sua scomparsa con l’esecuzione dell’Hommage à Costanzo Porta (1975) dalla prima raccolta di Pour un livre à Venise, cui seguirà l’oratorio Il giudizio universale per soli, coro e orchestra di Lorenzo Perosi.

Piccolo Orso e la Montagna di ghiaccio, appuntamento dedicato ai più giovani, tornerà sul palco della Fenice anche per la Stagione 2026-2027 (foto di Roberto Moro)
Danza e appuntamenti per i più giovani

Per la prima volta in Fenice giungerà Alevtina Ioffe, classe 1978, originaria di Mosca, che proporrà musiche dal grande repertorio del suo Paese di origine. Proprio quest’ultimo sarà protagonista anche del concerto diretto da Stanislav Kochanovsky. Sarà interamente dedicato a Brahms il debutto veneziano di Jukka-Pekka Saraste ed è confermato il tradizionale concerto di Natale nella Basilica di San Marco, con Marco Gemmani e la Cappella Marciana che eseguiranno un programma di musiche sacre di Giovanni Legrenzi per celebrare il compositore nel quarto centenario della nascita. Il concerto di Capodanno, con la direzione musicale di Gianandrea Noseda e solisti il soprano Asmik Grigorian e il tenore Martin Muehle, sarà trasmesso in diretta televisiva su Rai1, mentre l’appuntamento in piazza San Marco tornerà in piena estate, con Orchestra e Coro. Sul fronte della danza saranno cinque gli spettacoli previsti. Si comincerà con il grande repertorio grazie a Les Étoiles, un emozionante gala di danza classica e contemporanea nel quale si esibiranno alcuni dei migliori talenti del momento. Poi le performances di due compagnie di grande prestigio internazionale: la Béjart Ballet Lausanne che festeggia, nel 2027, i cento anni dalla nascita di Maurice Béjart (1927-2007) e i quaranta dalla fondazione della sua compagnia, e l’americana Parsons Dance di David Parsons. Seguirà Giselle, icona del balletto classico-accademico, che andrà in scena nell’interpretazione del Wiener Staatsballett diretto da Alessandra Ferri. Infine la MM Contemporary Dance Company di Michele Merola. Nell’ambito della programmazione Education dedicata al pubblico delle scuole, dei giovani e delle famiglie, tornerà a Venezia Piccolo Orso e la Montagna di ghiaccio, il lavoro dell’acclamato compositore Giovanni Sollima su libretto di Giancarlo De Cataldo, che ha debuttato con grandissimo successo nel corso della scorsa Stagione 2025-2026. Sempre nel contesto della programmazione Education, sarà proposto anche un nuovo allestimento dell’Arca di Noè di Benjamin Britten, un titolo finora mai rappresentato in Fenice.

Il sovrintendente e direttore artistico del Teatro La Fenice Nicola Colabianchi (foto di Michele Crosera)
La risposta di Colabianchi a Venezi

«I prezzi degli abbonamenti resteranno invariati (l’acquisto verrà reso disponibile dall’11 settembre, ndr). Il bilancio chiude in pareggio per il quindicesimo anno – ha sottolineato Erri, rispondendo «con i fatti» alla stoccata dell’attore Timothée Chalamet verso l’opera lirica –. A fronte di 20 milioni di contributo pubblico, ne restituiamo più di 80. E dal punto di vista del settore Education raggiungiamo 20mila persone all’anno, tutti giovani». Poi la risposta di Colabianchi a Beatrice Venezi, che era stata indicata come la futura direttrice musicale: attraverso una lettera inviata dai legali alla fondazione lirico sinfonica veneziana, è stata da lei contestata – al contempo dicendosi disponibile a portare avanti l’incarico – la risoluzione del contratto avvenuta subito dopo le sue accuse di nepotismo rivolte all’orchestra in un’intervista a La Nación. «Può procedere, noi non abbiamo alcun problema. Siamo tranquilli, gli avvocati risponderanno. Al momento – ha detto Colabianchi, escludendo con chiarezza ogni possibilità di accordi economici – una scelta precisa in termini di figura opportuna alla direzione musicale non c’è. Aspettiamo ancora qualche mese prima di prendere decisioni, andranno fatte delle valutazioni». La lettera è stata inviata martedì sera e visualizzata la mattina seguente, proprio poco prima della presentazione ufficiale della Stagione 2026-2027. «Dal punto di vista tecnico – ha ribadito Erri – abbiamo analizzato il tutto in modo da potervi dire che oggi siamo totalmente sereni». Venezi era stata nominata direttrice musicale della Fenice a settembre, sollevando le proteste di Orchestra e Coro, nonché di molti abbonati “armati” di spilla del dissenso, poiché non ritenuta – in termini di profilo professionale – all’altezza dei suoi predecessori. Colabianchi ha difeso il ruolo di Venezi fino al momento delle sue dichiarazioni, tanto da decidere di interrompere la collaborazione.

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