
Sarà il Patriarca Francesco a presiedere, mercoledì 16 luglio, la concelebrazione eucaristica per la solennità della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo, patrona dell’omonima Scuola Grande che tutti – al pari della Chiesa – chiamano “dei Carmini”. «Riavere qui il Patriarca sarà per noi un gradito ritorno», sottolinea il Guardian Grande Franco Campiutti, rieletto proprio di recente alla guida della Scuola per un nuovo mandato (è in carica dal 2013). L’appuntamento è alle ore 18,30: la celebrazione sarà preceduta dalla processione dei Confratelli e delle Consorelle che, insieme ai parrocchiani, uscendo dalla Scuola Grande attraverseranno Campo Santa Margherita, accompagnati dal canto delle Litanie Mariane, per fare l’ingresso poi nella Chiesa dei Carmini. Con il Patriarca, il parroco don Massimiliano Causin (che è anche cappellano della Scuola Grande) e numerosi presbiteri sarà presente anche don Rafael, appena consacrato sacerdote.

Saranno poi presenti numerosi rappresentanti delle istituzioni cittadine, a cominciare dal Comune di Venezia che è sempre rappresentato da un suo delegato, e vi saranno poi le rappresentanze degli Ordini cavallereschi: Sovrano Militare Ordine di Malta, Cavalieri del Santo Sepolcro di Gerusalemme e del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, oltre ai rappresentanti della Scuola Grande gli Araldi del Vangelo legati alla Scuola Grande da un rapporto di particolare amicizia. E poi le rappresentanze delle Scuole Grandi cittadine: Scuola Grande di San Rocco, Scuola Grande di San Giovanni Evangelista, Scuola Grande di San Teodoro e Scuola “Dalmata” dei Santi Giorgio e Trifone unitamente all’Arciconfraternita di San Cristoforo e della Misericordia. Presenti inoltre le rappresentanze dell’Arma dei Carabinieri in Grande Uniforme Speciale e della Guardia di Finanza. «Come sempre – ricorda ancora il Guardian Grande – la cerimonia vedrà la presenza della Congregazione Armeno Mechitarista dell’isola di San Lazzaro guidata da Padre Hamazsh Kechichian con i suoi allievi, con i solenni abiti liturgici della tradizione armena».

Quest’anno tornerà ad ornare la statua della Madonna del Carmelo la preziosa corona ornata di gemme, simbolo della regalità di Maria: «Un ornamento prezioso – ricorda Campiutti – che da 50 anni non veniva più utilizzato per l’occasione. A suggerirci di ripristinare questa usanza è stato don Causin, nuovo cappellano della Scuola Grande. Inoltre sarà esposto il “tronetto” in legno dorato per l’esposizione della reliquia di Maria, che si trova in Scuola Grande». Campiutti ricorda poi che la Scuola Grande dei Carmini fu fondata il 1° marzo del 1594 come “Confraternita sive scola di laici sotto il nome della Gloriosa Vergine Maria del Monte Carmelo”, e fu riconosciuta “Scola Magna” (grande) con decreto del Consiglio dei X in data 27 aprile 1767. «La Scuola Grande dei Carmini è stata quindi l’ultima Scuola di devozione ad ottenere l’ambito riconoscimento, poco prima della caduta della Serenissima (1797)».

Numerosi in questi ultimi anni gli interventi di restauro all’esterno e all’interno della Scuola Grande, il cui edificio fu progettato dal Caustello e dal Longhena nel corso del XVII secolo. Qui, sul soffitto della sala del Capitolo, si possono ammirare le nove tele dipinte da Giambattista Tiepolo tra il 1739 e il 1749 con al centro “L’apparizione della Madonna del Carmelo a San Simone Stock mentre gli consegna lo scapolare”. Alle pareti della sala si trovano invece i tre teleri realizzati da Antonio Zanchi “Il miracolo del fanciullo caduto nel pozzo”, “La guarigione del principe di Sulmona ferito durante un torneo” e “La guarigione di un ammalato per intercessione della Vergine”, tutti datati attorno al 1665 e oggetto di un recente restauro grazie ai contributi di Venice in Peril: «E ora – annuncia il Guardian Grande – sempre grazie alla generosità del Comitato Venice in Peril abbiamo avviato il restauro delle opere di Gregorio Lazzarini, a partire dalla tela più grande: L’Adorazione dei Magi. Martedì scorso l’opera è stata rimossa e ora sarà restaurata da Maristella Volpin che poi restaurerà anche le altre due opere, più piccole e dalla forma particolare, che si trovano sempre nella Sala del Capitolo. Questo intervento si svilupperà nel triennio 2025-2027».
La Scuola Grande dei Carmini quindi è un piccolo scrigno d’arte e devozione visitato ogni anno da migliaia di estimatori. «Prima del Covid registravamo circa 12mila visite all’anno, ora siamo scesi sulle 7-8000, ma – chiude il Guardian Grande – stiamo costantemente risalendo».
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