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Hydrogen Days BMW: ultima tappa a Venezia con ENI

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Presentato il progetto della flotta di suv iX5 usato come sperimentazione per un mese a Venezia

Il percorso del tour nazionale per la mobilità sostenibile di BMW Italia a idrogeno “Hydrogen Days” fa tappa per l’ultimo appuntamento a Venezia con la presentazione di quattro prototipi di suv iX5 alimentati a idrogeno gassoso, grazie alla collaborazione con Eni e il distributore di via Orlanda. Ospiti della concessionaria Ceccato di Mestre, venerdì 17 novembre l’amministratore delegato di BMW Italia Massimiliano Di Silvestre e Francesco Giunti, Presidente di Enipower, hanno illustrato la strategia e gli obiettivi per rendere l’idrogeno uno degli elementi guida per la completa neutralità carbonica al 2050 nell’ambito della mobilità.

«Abbiamo deciso di dare la possibilità a una selezione di interlocutori, da soggetti pubblici ad aziende con grandi flotte oltre a normali nostri clienti, di provare su strada questi veicoli per un mese proprio qui a Venezia – spiega Di Silvestre – è stata una sperimentazione per mostrare quello che potrebbe essere il futuro, che potremmo riuscire a realizzare assieme a Eni con una rete infrastrutturale che supporti la tecnologia ad idrogeno». All’incontro presente anche il Vice Ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica Vannia Gava: «Come Governo crediamo in questa energia, per questo stiamo investendo molto e pensiamo che la collaborazione fra soggetti pubblici e privati possa essere la chiave per una completa decarbonizzazione entro il 2050».

Francesco Giunti di ENI, il Vice Ministro Vannia Gava e l'AD di BMW Italia Massimiliano Di Silvestre
Politiche energetiche nazionali per la transizione verde a idrogeno

«Gli obiettivi che come Unione Europea ci siamo dati sono molto ambiziosi – ha proseguito il Vice Ministro – la transizione energetica si può fare sono attraverso la tecnologia e l’innovazione, con aziende che investano i profitti in ricerca e sviluppo. L’obiettivo è comune e dobbiamo arrivarci insieme, collaborando fra Stato e imprese, per creare e garantire posti di lavoro per un’economia viva. Dal punto di vista pubblico stiamo accompagnando la filiera dell’idrogeno con 5 miliardi di investimenti, di cui 90 milioni per la creazione di varie hydrogen valley oltre a quella di Marghera».

«Dobbiamo avere un approccio pragmatico e di dialogo  – continua il Vice Ministro –  creando le condizioni per mettere a terra questi investimenti, semplificando e accorciando i tempi per attrarre capitali nel nostro Paese. L’obiettivo è l’economia circolare, l’Italia è uno stato di trasformazione povero di materie prime, per questo dobbiamo trasformare gli scarti in nuove risorse. Due miliardi del PNRR ad esempio verranno usati per innovare l’impiantistica nel recupero dei rifiuti. In ENI vediamo un partner per l’innovazione nella tecnologia e BMW ha una lunga tradizione nell’idrogeno. Come politica il nostro ruolo è accompagnare la trasformazione, dosando l’acceleratore, fissando obiettivi raggiungibili e strutturali, che richiedono un’azione di primo piano delle imprese».

ENI e la sfida dell’idrogeno

«Quella che ha di fronte la tecnologia dell’idrogeno è prima di tutto una sfida economica e geopolitica – ha affermato Francesco Giunti di ENI – stiamo disegnando il futuro dell’industria europea, per questo l’approccio alla decarbonizzazione non può che essere olistico e abbandonare limitazioni ideologiche. Per poter incidere davvero bisogna riuscire a ripensare tutto il ciclo di prodotto e la tecnologia dell’energia che usiamo per i trasporti su gomma. Stiamo imparando a gestire l’idrogeno, ma dobbiamo pensare alla scalabilità di questi progetti. L’Italia non è in vantaggio sulle rinnovabili perché per noi la produzione è più costosa che altrove quindi o andiamo a prenderlo dove costa meno usando infrastrutture già in uso per il trasporto di gas, oppure possiamo ipotizzare di usare anche “idrogeno grigio”, ovvero un processo di creazione che recupera la CO2 che emette. Per creare un mercato il punto critico resta però infrastrutturale».

«La nostra azienda in primis sta cambiando pelle – continua il manager – stiamo passando da un focus sui combustibili fossili a tutte le forme di energia, tanto che siamo diventati i secondi produttori nazionali di elettricità. L’idrogeno resta un percorso in cui crediamo, ma che vogliamo rendere al 100% a zero emissioni. La prima stazione di servizio aperta in Italia nel 2022, proprio a Mestre, oggi ha una potenzialità di 100 kg di H2, grazie anche all’impegno del Comune, che ci sta credendo con la conversione di una parte del trasporto pubblico, abbiamo dimostrato che cambiare è possibile, ora non ci resta che renderlo sostenibile, quello che come ENI stiamo promuovendo è la visione di un nuovo sistema energetico».

BMW e l’idrogeno: una storia che viene da lontano

«BMW ha una lunga tradizione con l’idrogeno – ha spiegato l’AD di BWM Italia Di Silvestre – abbiamo iniziato a studiarlo 40 anni fa e da più di due decenni facciamo ricerca sulle celle a combustione, che producono energia elettrica da questo elemento. A livello di decarbonizzazione è dal 2011 abbiamo sul mercato una gamma di mezzi elettrici e riguardo la sostenibilità oggi il 30% dei componenti di tutte le nostre auto è riciclato. Stiamo offrendo anche nuovi materiali per gli interni di origine vegana con le stesse caratteristiche simili alla pelle animale ma una riduzione dell’80% di CO2 in fase produttiva. Crediamo molto nella tecnologia dell’idrogeno verde, ma va reso sostenibile e scalabile su vasta scala, essendo un obiettivo geopolitico la partnership pubblico-privata è fondamentale».

«L’elettrificazione non basta a raggiungere zero emissioni, occorre applicare un principio di circolarità – spiega il manager BMW – per questo nonostante i nostri brand Mini e Rolls Royce diventeranno completamente elettrici, dato che in molte parti del mondo non sono ancora pronti all’elettrico, in parallelo innoviamo anche sulle motorizzazioni tradizionali che se efficientate possono contribuire a ridurre il carico di CO2. La flotta sperimentale che abbiamo messo a disposizione a Mestre è l’inizio di uno sviluppo che porterà sul mercato auto a idrogeno di prossima generazione con 1000 km di autonomia e ricarica in 30/60 secondi. Siamo consapevoli che il futuro della nostra azienda sia legato a quello del pianeta, come produttore premium sentiamo questa responsabilità per cui vogliamo esser due passi avanti al futuro».

 

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