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I libri magici di Chiara Dynys illuminano Palazzo Fortuny

L’installazione dell’artista lombarda, con 250 libri di vetro sabbiato, trova casa permanente a Venezia

Un’opera che coniuga l’innovazione dell’arte contemporanea con il sapere antico. I libri illuminanti di Chiara Dynys hanno trovato casa a Venezia. “Enlightening Grimoires” (2021-23) è la grande installazione site specific che l’ecclettica artista lombarda ha deciso di donare alla Fondazione Musei Civici di Venezia e che ha trovato collocazione permanente al terzo piano del Museo Fortuny, i cui spazi saranno presto destinati ad ospitare conferenze ed eventi. Sono 250 i libri di vetro sabbiato e dipinto a mano nei colori che caratterizzano il museo a costituire “Enlightening Grimoires”, ovvero libri magici illuminanti. I libri di vetro, che corrispondono a dieci metri lineari, sono installati al di sotto delle finestre in doppia fila su lunghe mensole in acciaio corten e si specchiano nel pavimento del palazzo. Una creazione che raggiunge l’apice specialmente al calare del sole, quando si può apprezzare maggiormente il contrasto tra il buio e la luce che alcuni di questi elementi scultorei emanano grazie ad una retroilluminazione a led: <I libri illuminano il nostro percorso esistenziale dandoci la visione del mondo. Sono metafora di conoscenza. – spiega l’artista – Un libro per me illuminante è stato Sentieri interrotti del filosofo Heidegger, l’idea di arrivare nel nostro luogo attraverso una moltitudine di sentieri interrotti è per me un’immagine filosofica straordinaria. Da questo libro ho tratto molte ispirazioni per le mie opere>.

Dalla Siria a Venezia

L’opera è evoluzione dell’installazione Enlightening Books, i libri illuminanti che l’artista ha realizzato per la prima volta in Siria nei luoghi che poi la guerra ha distrutto. Una creazione, idealmente volta a costruire una biblioteca infinita, che nel 2020 l’artista ha esposto nella vetrina della Galleria Building Box di Milano mentre gli spazi espositivi erano chiusi per via del Covid e che poi ha portato anche nella mostra “Unbreakabke: Women In Glass”, organizzata dalla Fondazione Berengo nel suo Art Space nell’isola di Murano. Un’opera che attualmente, sempre seguendo altre linee e colori, è in mostra presso il Mart di Rovereto. L’installazione del Fortuny, con diverse proporzioni, colori e luci, è stata studiata proprio per gli spazi del Museo, per cui i libri sono diventati anche magici: <Ho sempre trovato che Palazzo Fortuny fosse un luogo magico, come una macchina del tempo che riporta in diverse epoche ed atmosfere> spiega Dynys, dicendo che i tomi sono stati creati pensando proprio alla magia che si respira a palazzo tra i tessuti pregiati di quello che un tempo era l’atelier di Fortuny.

I MUVE e l’arte contemporanea

La decisione di donare l’opera si deve all’intesa con Gabriella Belli, ex direttrice MUVE, che nel 2019 ha curato la mostra di Chiara Dynys “Sabra beauty everywhere” al Museo Correr. In seguito il progetto è continuato a cura di Chiara Squarcina, Dirigente Area Attività Museali, con l’appoggio della presidente MUVE Maria Cristina Gribaudi: <Ringraziamo Chiara Dynys per questa donazione, che rispecchia la sua cifra artistica. Per noi è un grande onore e la conferma che gli artisti contemporanei vedono nei MUVE un importante luogo a cui dare le opere, affinché si possa testimoniare con puntualità l’arte contemporanea> ha detto Chiara Squarcina. <Per me è un grande onore e un grande riconoscimento avere una mia opera all’interno di un luogo così importante. La realizzazione di quest’opera è durata tre anni ed è stata pensata in base alle suggestioni della casa di Mariano e Henriette Fortuny, il loro palazzo è l’unico vero luogo di cui Proust parla nella Recherche> ha sottolineato l’artista. 

La relazione con l’antico

Chiara Dynys nelle sue opere interviene spesso creando un connubio con l’arte e i luoghi del passato. Interventi di questo tipo, anche se temporanei, li aveva realizzati già per il Museo Correr di Venezia nel 2019 con il commovente reportage “Sabra Beauty Everywhere”, in cui le foto di bambini dei campi profughi di Sabra e Shatila in Libano, incorporate in trittici dorati, entravano in dialogo con le opere presenti nel museo, in particolare con la “Madonna col Bambino” di Jacopo Sansovino. Una mostra che l’ha fatta meglio conoscere ed apprezzare ai veneziani, oltre che al pubblico internazionale. Ora il desiderio di Chiara Dynys è quello di poter svolgere un lavoro per una chiesa veneziana: <Ho già realizzato un mio intervento nella chiesa del Sacro volto di Gesù a Roma, sarebbe meraviglioso poter fare anche nella meravigliosa città di Venezia un lavoro in ambito sacrale>.

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