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I tanti colori del Premio Mestre di Pittura

Inaugurata al MUVEC la mostra con le sessanta opere finaliste del Premio Mestre di Pittura. Una pluralità di linguaggi intergenerazionale

Colori, pennello ma non solo. È stata eccezionalmente inaugurata venerdì 24 la mostra collettiva con le sessanta opere finaliste del Premio Mestre Pittura nei nuovi spazi espositivi del MUVEC – Casa delle Contemporaneità in Piazzale Candiani, aperta per la prima volta al pubblico da giovedì 23 (leggi qui).La mostra è la tappa conclusiva del concorso arrivato alla decima edizione, promosso dall’Associazione Il Circolo Veneto APS con la Fondazione Musei Civici di Venezia, con il sostegno dell’Accademia di Belle Arti di Venezia e della Fondazione Bevilacqua La Masa, e gode del patrocinio di Regione del Veneto, della Città Metropolitana di Venezia e del Comune di Venezia. L’iniziativa negli anni ha sempre più acquistato valenza internazionale. Le dieci edizioni hanno infatti avuto un’ampia partecipazione, con l’obiettivo di valorizzare e divulgare l’arte pittorica contemporanea. Sono stati 610 i candidati nell’edizione di quest’anno, con una grande partecipazione dal Veneto, richieste da tutto il territorio nazionale e, ancora una volta, con una significativa presenza di artisti internazionali, tra cui lettoni, coreani e cinesi. Grande è la varietà di generazioni presenti. Infatti, gli artisti che hanno aderito al premio vanno dai giovani che frequentano l’Accademia di Belle Arti fino a quelli di consolidata carriera, che arrivano anche a 90 anni, il ché connota il premio come uno dei più intergenerazionali, presentando una varietà di tecniche e di stili, di storie e di preparazioni personali. Sessanta sono stati gli artisti finalisti selezionati dalla Giuria Tecnica, presieduta da Gianfranco Maraniello, storico dell’arte e direttore del Polo Museale Moderno e Contemporaneo di Milano, composta da esperti e professionisti del panorama artistico e culturale quali: Elisabetta Barisoni, direttrice del museo di Ca’ Pesaro, del Museo Fortuny e di MUVE a Mestre; Matteo Piccolo, conservatore a Ca’ Pesaro; Francesca Rossi, direttrice dei Musei Civici di Verona; Saverio Simi De Burgis, docente presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia; Michele Bonuomo, direttore del mensile “Arte” Cairo Edizioni; Stefano Cecchetto, storico dell’arte, curatore e critico nominato dalla Fondazione Bevilacqua la Masa e Marco Dolfin, curatore della mostra e segretario di Giuria.

La mostra valorizza i vari linguaggi

«L’allestimento cerca di valorizzare le varie tendenze artistiche delle opere finaliste. – spiega Marco Dolfin – Sono stati esposti i lavori legati alla figurazione, con varie declinazioni come l’iperrealismo, ma anche concezioni più libere in cui emerge una gestualità tendente alla estemporaneità del gesto e alla ricerca tecnica». Sono molti anche i dipinti legati a raffigurazioni del paesaggio, come scorci urbani e interni che indagano lo spazio, e diversi quelli in cui la figura è presente. L’astrazione invece mostra diverse tendenze con creazioni legate alla sperimentazione: «Ci sono opere dinamiche formate da pannelli che si possono muovere, staccare e riapplicare o in plexiglass dipinto» spiega ancora Dolfin. Tutte le opere mostrano un panorama vasto e completo della pittura contemporanea: «La tecnica qui non è intesa solo come pigmento e pennello ma anche come sperimentazione, in cui però c’è sempre il procedimento pittorico che è parte principale dell’esecuzione» dice Dolfin. Ora compito della Giuria Tecnica sarà quello di decretare i vincitori, di cui il primo premio acquisto entrerà a far parte della Collezione permanente del Museo di Ca’ Pesaro e l’artista riceverà anche un prestigioso originale trofeo in vetro realizzato grazie ad un’iniziativa promossa dal Circolo Veneto con il Consorzio Promovetro di Murano, mentre Fidesarte ospiterà una personale nella sua sala espositiva. Tutti gli artisti finalisti inoltre concorreranno anche in questa edizione all’assegnazione del Premio della Giuria Popolare. Al vincitore verrà consegnato il trofeo in bronzo, realizzato da un’idea di Giulio Bertacchin dal titolo “Lassù”, selezionato tra i bozzetti proposti dagli studenti del corso di scultura dell’Accademia di Belle Arti di Venezia. La proclamazione dei vincitori e l’assegnazione dei premi e riconoscimenti si terrà in occasione della cerimonia di Premiazione al Teatro Toniolo di Mestre esclusivamente su invito, nella serata di venerdì 22 maggio.

A Luciano Zarotti il premio alla Carriera

In questa occasione è stato conferito il Premio alla Carriera a Luciano Zarotti (Venezia, 1942), a cui il 21 aprile è stata dedicata la prima delle conferenze del Premio Meste di Pittura. Come raccontato nel corso della conferenza da Giovanni Bianchi, dell’Università degli Studi di Padova, da Matteo Piccolo, Conservatore di Ca’ Pesaro, e dallo storico dell’arte Marco Dolfin, Zanotti, oltre ad aver insegnato per quarant’anni, continua con grande slancio la sua attività, ricca di rimandi al passato ma sempre con un rinnovato spirito di indagine e di contemporaneità. Il maestro ha frequentato l’Académie des Beaux-Arts di Parigi e la Scuola libera del nudo dell’Accademia di Belle Arti di Venezia sotto la guida di Luigi Tito, di cui è divenuto in seguito assistente, subentrandogli infine come titolare alle cattedre di Tecniche pittoriche e Affresco. Zanotti ha iniziato la sua attività espositiva nei primi anni Sessanta, ricevendo numerosi riconoscimenti nazionali e internazionali. Sue opere figurano nelle collezioni del museo di Ca’ Pesaro di Venezia, del Museo Puškin di Mosca, e del Gabinetto delle stampe di Firenze, oltre che in altre importanti collezioni pubbliche e private. Prima di Zanotti erano stati insigniti del premio Ennio Finzi, Giorgio Di Venere, Luigi Voltolina, Paolo Patelli e Giovanni Soccol.

Le conferenze del Premio Mestre di Pittura

Continua durante la mostra, come per le passate edizioni, la serie di incontri collegati al Premio, tutti alle ore 18 nella sala conferenze del Centro Culturale Candiani. Il prossimo sarà martedì 5 maggio “I Personaggi del Premio Mestre”, che sarà dedicato alla figura del critico d’arte Paolo Rizzi, testimone di mezzo secolo di vita artistica di molti pittori presenti allo storico Premio di Pittura. Relatori saranno Vittorio Pierobon, giornalista, già vicedirettore del Gazzettino e presidente dell’Ordine dei giornalisti del Veneto, insieme a Piergiorgio Baroldi, Presidente dell’Associazione Paolo Rizzi, Rina Dal Canton, Past President e fondatrice dell’Associazione Paolo Rizzi, Damiano Rizzi, pubblicista nonché figlio di Paolo Rizzi, e Matteo Piccolo. Riservato ai vincitori delle storiche edizioni del Premio, quest’anno il Premio alla memoria verrà invece assegnato a Laura Padoa (Venezia, 1907 -1972), vincitrice nel 1962 della quinta edizione storica del Premio. Mercoledì 27 maggio, infine, l’ultimo incontro sarà dedicato a “I premiati del Premio Mestre di Pittura 2026”, di cui parlerà Marco Dolfin. La mostra dei finalisti, invece, resterà visitabile fino a domenica 7 giugno, con biglietto museale che consentirà di visitare anche l’esposizione permanente al secondo piano di MUVEC, tutti i giorni escluso lunedì, dalle ore 10 alle 18.

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