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Il senso del sacrificio: cosa manca negli animatori oggi

Il senso del sacrificio: cosa manca negli animatori oggi
Don Riccardo Redigolo all’avvio del percorso di formazione per educatori: «Cruciale costruire uno stile specifico»

«Ai giovani animatori di oggi mancava la capacità di capire il senso del sacrificio», afferma don Riccardo Redigolo, direttore della pastorale giovanile di Venezia. «C’è un notevole numero di giovani pieni di buona volontà desiderosi di relazionarsi, ma è cruciale educarli a uno stile specifico».

I giovani infatti devono acquisire la capacità di fare scelte consapevoli. Non si tratta necessariamente di una mancanza di senso di responsabilità, ma piuttosto di un aspetto che va ancora sviluppato e potenziato attraverso un adeguato percorso educativo.

«I ragazzi che oggi si mettono a disposizione sono, prima di tutto, alla ricerca di relazioni», spiega don Riccardo. «Da una parte c’è buona volontà, dall’altra tanti impegni che non fanno più vivere la parrocchia nel periodo invernale». Proprio per le varie attività extrascolastiche molti ragazzi faticano ad intraprendere un percorso continuativo all’interno della parrocchia non riuscendo così a prepararsi all’estate in maniera adeguata. 

Pertanto, l’obiettivo dei corsi per educatori, avviati venerdì 23 febbraio al Centro Urbani di Zelarino, è insegnare loro un approccio metodico, poiché si osserva la mancanza di uno stile e di un lavoro che dovrebbero essere sviluppati prima dell’arrivo del periodo estivo.
Risulta quindi fondamentale dedicare più tempo a questa fase rispetto a quanto fatto in passato.

Il Gr.Est: primo sguardo alle relazioni del mondo del lavoro

«Il Gr.Est ti mette alla prova», racconta don Riccardo. «Si sperimentano delle dinamiche simili al mondo del lavoro».

L’attenzione da porre oggi è quella di dedicare il giusto tempo agli animatori, al fine di comprendere a quali risorse poter fare affidamento all’interno della parrocchia. Per realizzare questo obiettivo, diventa necessario ricostruire un dialogo significativo con i giovani, in modo da stabilire connessioni profonde e costruttive che possano contribuire alla crescita e alla vitalità della comunità ecclesiale.

«Bisogna avere il coraggio di investire su alcuni dei ragazzi, avendo la capacità di essere “progettisti”», aggiunge il direttore. «Se la parrocchia non dispone di abbastanza risorse, si può arrivare a risultati insufficienti. È quindi essenziale avere la capacità di guardare al futuro con astuzia e prudenza, progettando soluzioni innovative, non avendo paura di cambiare».

Impatto della tecnologia: equilibrio tra innovazione digitale e relazioni umane nella comunità parrocchiale

Un altro aspetto da considerare è l’impatto della tecnologia: «La tecnologia è diventato uno strumento utile», afferma il direttore. «Ma è essenziale mantenere salda la base delle relazioni umane».

Da un lato, le nuove tecnologie offrono un accesso immediato alle informazioni, ma dall’altro, esiste il rischio di adattarsi passivamente a queste convenienze digitali. Mantenere un equilibrio è cruciale, utilizzando in modo consapevole gli strumenti tecnologici e, al contempo, coltivando relazioni faccia a faccia.

Per un team di animatori, è fondamentale andare oltre la comunicazione digitale, incontrarsi di persona per pianificare il Gr.Est e costruire legami solidi di complicità e amicizia.

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