

Continua nel Veneziano, in particolare nel Comune di Mira, la partecipazione al Progetto Bike To Work, il progetto con cui gli utenti iscritti, che vanno al lavoro in bici, a piedi o col monopattino, lasciando a casa l’auto, si vedono riconosciuti dei buoni chilometrici per fare acquisti in una serie di negozi aderenti in città.
Nei giorni scorsi a Mira si è svolta la cerimonia di consegna dei buoni in cui sono emersi numeri interessanti sull’iniziativa partita un anno e mezzo fa: già al secondo quadrimestre di quest’anno, hanno aderito 70 partecipanti (+15 rispetto al 2025) che hanno già percorso 27.799 km (+60 km rispetto a tutto il 2025), risparmiando così 4.170 kg di CO 2 (pari al gas assorbito da 208 alberi).
Sono stati consegnati buoni spesa per € 2.830 da utilizzare nei negozi di Mira aderenti al Progetto.

“Bike to work” è riservato ai residenti nel Comune: per partecipare è necessario iscriversi nell’apposita App Ecoattivi e registrare il proprio percorso casa-lavoro, con destinazione dentro o anche fuori dal territorio comunale. Ogni utente, così facendo, matura per ogni chilometro percorso 20 punti, con un tetto massimo di 200 al giorno, pari a 10 km. Al raggiungimento degli 800 punti, viene generato un buono sconto da 10 euro. Il limite massimo complessivo a persona è di 50 buoni per 500 euro da spendere nei negozi che hanno aderito al progetto (la lista completa è consultabile sempre nella App).
«I numeri sono in crescita e abbiamo ottimi riscontri. Anche i commercianti si ritengono soddisfatti della partecipazione e trovano utile il progetto per la loro attività – spiegano l’assessore Oriana Gerardi e la consigliera delegata Silvana Zanon, presenti alla consegna dei buoni – Bike to work pedala bene, in quanto valorizza il giusto rapporto tra città, ambiente e salute, stile di vita sano e rispettoso dell’ambiente in cui viviamo. Confidiamo in un’ulteriore estensione e una sempre maggiore partecipazione della cittadinanza e dei nostri commercianti».

Più in generale, sempre più italiani scelgono di abbandonare l’auto per recarsi al lavoro, trasformando il tragitto quotidiano in un’occasione di benessere e sostenibilità. Il cuore pulsante di questa tendenza è il progetto “Bike to Work”, che trova nell’app Eco Attivi il suo motore digitale.
L’iniziativa non è più solo un esperimento locale, ma una realtà radicata nel territorio nazionale. Attualmente, il progetto coinvolge oltre 100 Comuni in Italia, con una partecipazione che supera i 50.000 utenti attivi. La tendenza è in crescita: il numero di adesioni è raddoppiato rispetto all’anno precedente, confermando come la consapevolezza ambientale — unita al risparmio sui costi del carburante — stia diventando un driver potente per il cambiamento.
La diffusione è capillare, ma non uniforme: il Nord Italia rimane il laboratorio principale, con una densità maggiore di comuni virtuosi, ma il modello sta prendendo piede con successo anche in diverse città del Centro e del Sud, dove l’integrazione tra ciclabilità e mobilità integrata sta diventando una priorità delle amministrazioni locali.

Il successo di Eco Attivi risiede nella “gamification”. L’app traccia gli spostamenti effettuati a piedi o in bicicletta, convertendoli in punti convertibili in sconti presso esercizi commerciali locali o in premi messi a disposizione dai Comuni. Questa dinamica trasforma il dovere di andare al lavoro in un gioco, creando una comunità di cittadini che si sfidano in classifiche locali, incentivando comportamenti sani e attenti all’ambiente.
Nonostante l’entusiasmo, il percorso non è privo di ostacoli. La sfida maggiore rimane la qualità delle infrastrutture: in molti comuni, la mancanza di piste ciclabili sicure e continue scoraggia i lavoratori meno esperti nella pedalata, che vedono nel traffico urbano un rischio eccessivo. Un secondo problema è di natura tecnica: l’accuratezza del GPS in contesti di “canyon urbano” (strade strette tra palazzi alti) può talvolta generare errori di tracciamento, creando frustrazione tra gli utenti. Infine, il carico burocratico per i Comuni nel gestire i premi e le convenzioni con le attività commerciali locali resta, in alcuni casi, una barriera all’ingresso per le amministrazioni più piccole.
Il futuro del progetto “Bike to Work” tramite Eco Attivi è promettente. Gli sviluppi prossimi si muovono verso l’integrazione con il MaaS (Mobility as a Service), con l’obiettivo di collegare le percorrenze in bicicletta con il trasporto pubblico locale. L’idea è premiare non solo chi usa la bici, ma chi combina correttamente diversi mezzi di trasporto sostenibile. Inoltre, si sta lavorando per coinvolgere direttamente le aziende: incentivare i dipendenti a usare l’app non solo come iniziativa civica, ma come parte dei piani di welfare aziendale, offrendo bonus economici o rimborsi chilometrici basati sui dati certi raccolti dalla piattaforma.
In un’Italia che cerca disperatamente di decongestionare i propri centri storici, il binomio tra tecnologia e mobilità dolce si conferma la chiave di volta per passare dai buoni propositi alle azioni concrete. Il cammino verso città più vivibili è tracciato, e ogni chilometro registrato su Eco Attivi ne è una prova tangibile.
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