
È a Mestre la prima chiesa in Italia realizzata interamente con opere d’arte astratte. Il ciclo pittorico ad opera della pittrice Maura Mattiolo (San Martino di Lupari, 1951) nella chiesa di architettura moderna della Santissima Trinità è stato inaugurato venerdì 10 alla presenza del Patriarca di Venezia Francesco Moraglia, che ha benedetto una ad una le opere, insieme al parroco don Fabiano Longoni, promotore del progetto, e allo storico dell’arte Marco Dolfin. L’artista ha realizzato dodici opere astratte contemporanee che, in un itinerario di arte e spiritualità, invitano i fedeli a cogliere il mistero di Dio e ad immergersi nel suo amore: un unicum del tutto inedito in Italia che potrebbe aprire la strada alla realizzazione di altri cicli pittorici astratti in edifici sacri moderni nel Paese. Tutto è partito quando nel 2022 Mattiolo è stata invitata in parrocchia per parlare di come gli artisti sentano la morte all’interno di un gruppo di studi, da lì don Longoni familiarizzando con le sue opere ha proposto alla curia di affidarle la decorazione della chiesa, così come avveniva nel ‘500 quando agli artisti veniva commissionata la realizzazione di un ciclo pittorico. Le tele, che vanno a dare colore alla chiesa tutta bianca, si dividono in otto dipinti riguardanti la “Genesi” di 3 x 1,5 metri collocati sul perimetro della chiesa, una grande pala d’altare, un trittico dedicato alla Ss. Trinità di 4,5×2,5 metri, a cui si aggiunge una croce greca sopra l’abside, composta da cinque tele dipinte legate tra loro, e due tele a stendardo che rappresentano l’amore di Dio e la discesa dello Spirito Santo poste ai lati dell’altare. Il lavoro è durato in totale tre anni: «Le opere mi sono state commissionate appositamente per la chiesa come avveniva un tempo. – spiega Mattiolo – Tutto è iniziato nel 2022 con la commissione dei due stendardi. Successivamente mi è stato chiesto di realizzare i bozzetti per il ciclo sulla “Genesi” di 60 x120 cm» racconta, spiegando che questi due estati fa sono stati esposti da maggio fino a settembre in chiesa.

«Don Fabiano è andato per step, voleva capire il grado di accettazione dei fedeli» ha detto l’artista, spiegando che l’intero ciclo è stato approvato dalla commissione artistica della diocesi di Venezia, di cui è responsabile l’architetto don Gianmatteo Caputo, dopo essersi recata a vedere le sue opere alla mostra “Rem” allo Spazio SV – Centro Espositivo San Vidal, galleria che ha origine dall’UCAI veneziano. «Per me, più che un percorso artistico, è stato un percorso spirituale. – ha sottolineato Mattiolo – Ho dovuto studiare le scritture interpretandole con un linguaggio astratto ma semplice, in modo che chiunque veda il ciclo possa comprendere il significato delle tele che ha di fronte». Nelle opere riguardanti la “Genesi” quattro sono ispirate alla grandiosità della creazione dell’universo e altre quattro alla creazione degli esseri viventi. Di fianco a ogni tela sono inoltre stati posti i versetti originali in ebraico tratti dalla Sacra Scrittura a cui l’opera di volta in volta si riferisce, con la traduzione anche in italiano. «La pittura astratta per esprimersi utilizza lo strumento del colore» afferma Mattiolo, spiegando che questo è il suo modo per far emozionare e suggestionare le persone che entrando in chiesa si approcciano ai suoi dipinti. Nelle sue opere astratte la natura non è rappresentata ma suggerita, come in “Luce” dove il buio delle tenebre viene squarciato. Nell’opera dai toni del verde “Germogli” si ha invece la sensazione di percepire semi e frutti. In “Esseri viventi” emerge poi un profilo equino, mentre in “Uomo e donna” si notano due figure fluide appena delineate.
Il trittico per l’altare maggiore invece si ispira alla Trinità 400esca di Rublëv. Nel quadro predominano il blu e il rosso, i colori di Gesù, e si percepisce la presenza di tre figure distinte, mentre la luminosità è data dalla foglia oro sbriciolata che, illuminata, si infiamma. La croce invece parte dal bianco e finisce con il rosso bordò, riprendendo il colore dell’abside. «Per realizzarla ho usato anche qui la foglia d’oro mescolata però alla foglia d’argento. Doveva risultare come un occhio che segue in tutta la chiesa» dice Mattiolo, spiegando però che, da indicazioni, la croce doveva essere armonica con la chiesa ma non predominante rispetto alla pala dell’altare. «Mi è venuto spontaneo realizzare questo ciclo ed è stata una grande emozione» sottolinea ancora l’artista, nel 2022 unica italiana selezionata dal Senato della repubblica Francese ad esporre a Parigi ai Giardini di Luxembourg al Pavillon Davioud. Grandi risultati per lei che ha aspettato tanti anni prima di diventare pittrice professionista: «In famiglia nell’800 avevamo due pittori che però vivevano di stenti. Quando la mia famiglia vide che prendevo questa strada mi bloccò subito e ripiegai su ragioneria. Per tanti anni ho lavorato in banca, diventandone funzionaria, ho fatto carriera e ho messo su famiglia. Appena andata in pensione però ho iniziato a dipingere» dice, spigando che ha sempre pensato all’arte come ad un lavoro, con il desiderio di dimostrare che sarebbe riuscita a mantenersi. «Il progetto è nato dal desiderio di coniugare arte contemporanea e teologia viva. Quella compiuta è un’operazione innovativa, anche se l’astratto richiama ancora in parte il figurativo. – ha detto don Fabiano Longoni – In una parrocchia in cui esternamente alla chiesa c’è anche “Il Giardino della Vita” desideravo ci fosse continuità fra l’esterno e l’interno». Il giardino infatti è un luogo dove le persone si possono fermare a pregare e meditare e dove durante l’estate viene celebrata la S. Messa, proprio per far in modo che i fedeli possano stare in mezzo al Creato.

«Con queste opere inoltre vogliamo anche parlare con il mondo scientifico, domandandoci chi è l’origine dell’origine, oltre il Big Bang. – prosegue Longoni – In passato si pensava che la religione fosse l’antiscienza, mentre il ciclo proposto all’interno della chiesa immerge anche nella realtà scientifica. La scienza ha riempito di autosufficienza la vita degli uomini, che fin da bambini sanno che c’è stato il Big Bang ma non si pongono il problema di chi lo ha creato. L’idea è quella di innovare fortemente» spiega, sottolineando che quando all’inizio si domandavano come una cosa così innovativa potesse essere accolta dai fedeli, il Patriarca ha fin da subito ha incoraggiato l’operazione, tanto che ha suggerito anche la creazione di un’ulteriore opera incentrata sul Verbo che si fa carne, come raccontato nel Vangelo di Giovanni. «Oggi non c’è più la necessità nelle chiese di avere una pittura didascalica utile per gli analfabeti, trovo che la pittura astratta ben si presti alle tematiche scelte della Creazione e della Trinità, che di per sé si manifestano in modo astratto e si possono comprendere con mistero e immaginazione, sarebbe infatti stato impossibile narrare episodi della vita di Cristo. – ha detto lo storico dell’arte Marco Dolfin – Evocazione è la parola chiave per comprendere il ciclo pittorico dell’artista, emozionale e mistico, che trova il suo apice nella realizzazione della pala d’altare. A porte aperte, già fuori dalla chiesa si intravedono i bagliori dorati che si manifestano sul fondale astratto e che richiamano l’idea del divino, giocata su una pittura gestuale fatta di presenze segniche che si muovono nella tela». Tanti altri maestri nel passato avevano lavorato nell’arte sacra, come Fontana tra gli anni ‘50 e ’60: «Ma le sue non erano opere pienamente astratte perché avevano figure stilizzate. Mattiolo ha invece saputo raccontare il sacro senza cedere all’illustrazione, restituendo alla pittura la sua funzione primigenia di medium tra visibile e invisibile, tra umano e trascendente. Un interessante linguaggio che apre ulteriori possibilità all’arte astratta nell’arte sacra». La chiesa è visitabile da gruppi e parrocchie che desiderano immergersi nell’arte contemporanea in vista di una catechesi sul Dio che crea.
C.I.D. s.r.l. Società a Socio Unico – Casa editrice del settimanale Gente Veneta – CF e PI 02341300271 – REA: VE – 211669 – Capitale Sociale 31.000 euro i.v. – Dorsoduro,1 – 30123 Venezia
Iscriviti a CRUX e non perderti nessun aggiornamento, ti invieremo 1 volta a settimana i nuovi articoli!