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Incontri al Museo di Storia Naturale: si parte con Ilaria Capua

Promossi dalla Fondazione Ligabue, nove appuntamenti distribuiti in un mese daranno voce alla ricerca e alla divulgazione

Da Ilaria Capua a Mario Tozzi: parte domani, sabato 30, un mese di incontri con protagonisti della ricerca e della divulgazione che si terranno al Museo di Storia Naturale di Venezia, in occasione dei cento anni dalla nascita. Correva infatti l’anno 1923 quando venne sottoscritto l’atto che sanciva la creazione del museo presso il Fontego dei Turchi sul Canal Grande, che oggi conta un patrimonio di oltre due milioni di pezzi delle varie collezioni: zoologiche, ornitologiche e malacologiche, compresi antichi erbari, algari e la raccolta micologica. La rassegna è promossa e organizzata dalla Fondazione Giancarlo Ligabue, che invece celebra 50 anni di attività e di impegno nella cultura. La Fondazione è dedicata al ricercatore e collezionista a cui nel 2019 il Museo è stato intitolato, che nel 1973 nel deserto del Ténéré, nel Niger orientale, insieme a Philippe Taquet, scoprì lo scheletro di dinosauro pressoché completo di una specie fino ad allora sconosciuta, l’Ouranosaurus nigeriensis, poi donato al Museo di Storia Naturale.

Dalla medicina al collezionismo

Durante gli incontri proposti saranno trattati alcuni dei temi più attuali di medicina, antropologia, meteorologia, paleontologia, collezionismo scientifico, etnografia, e molto altro. Saranno nove in totale gli imperdibili appuntamenti aperti al pubblico su prenotazione, tutti alle ore 18.30, con studiosi e comunicatori tra i più noti e apprezzati nel panorama italiano. A dare il via al ciclo di conferenze sarà domani Ilaria Capua, che rifletterà sul concetto di salute circolare, nella consapevolezza che la salute individuale non è affatto slegata da quella collettiva e del sistema. Il cibo come elemento identitario di culture e popoli sarà invece al centro dell’incontro di domenica 1 ottobre con Marino Niola, professore di antropologia culturale e noto giornalista. Il 7 ottobre, il paleontologo e antropologo Giorgio Manzi si concentrerà sulle tracce dell’evoluzione umana in Africa e non solo. Manzi, attraverso i dati in nostro possesso, ricostruirà l’intricato percorso evolutivo intrapreso, intorno a 6 milioni di anni fa in Africa, da un gruppo di scimmie antropomorfe: quel lungo cammino che ha dato origine alla nostra specie. Domenica 8 ottobre il demoantropologo Davide Domenici condurrà invece nel fascinoso mondo del collezionismo di manufatti provenienti dai Nuovi Mondi, diffusosi nel XVI secolo in Europa all’indomani delle prime esplorazioni geografiche, e approfondirà la conoscenza del bolognese Ulisse Aldovrandi (1522-1605), caso esemplare per illustrare il nesso tra lo studio della storia naturale e la scoperta dei popoli extraeuropei alle origini della Modernità.

Imperfezioni di successo

Noi siamo il risultato di una serie di imperfezioni che hanno avuto successo. Ne è certo Telmo Pievani, prima cattedra italiana di Filosofia delle Scienze Biologiche all’Università degli studi di Padova, che martedì 10 ottobre parlerà di evoluzione, concentrandosi ad evidenziare come il nostro cervello e il nostro genoma, due tra i sistemi più complessi che la natura abbia prodotto, siano pieni di imperfezioni. <L’evoluzione funziona come un artigiano che fa quel che può con il materiale a disposizione> sostiene Pievani. Il 14 ottobre poi, Inti Ligabue, Presidente della Fondazione Ligabue, ripercorrerà invece alcuni dei momenti più curiosi e incredibili di questo mezzo secolo di ricerca e impegno culturale della Fondazione.

Emergenza climatica e adattamenti

Il meteorologo Luca Mercalli, sabato 21 ottobre, metterà invece in guardia sull’emergenza climatica, attraverso modi per risparmiare energia evitando di aggravare l’inquinamento atmosferico o per non sprecare inutilmente le risorse naturali che scarseggiano. Atteso per il 22 ottobre, il giovanissimo storico dell’arte Jacopo Veneziani per l’occasione parlerà invece del fenomeno della storia del collezionismo della cinquecentesca Wunderkammer del Museo di Storia Naturale, in cui si affollano oggetti preziosi, rari, bizzarri, grotteschi o mostruosi, ripercorrendo la storia di questi scrigni nati per raccogliere e stupire. Il ciclo di incontri si concluderà il 30 ottobre con Mario Tozzi, geologo, divulgatore scientifico e conduttore televisivo, in un appuntamento dove si chiederà se il Mediterraneo ha ancora segreti da svelare, attraverso le specie che lo abitano e i loro antenati che sono vissuti quando ancora c’era il grande oceano Tetide. <Abbiamo voluto per questa rassegna un parterre di studiosi e ricercatori di primo piano. – spiega Inti Ligabue– Li abbiamo invitati ad affrontare alcuni temi avvincenti in relazione agli ambiti di interesse della Fondazione e del Museo di Storia Naturale. Per la Fondazione è fondamentale unire ricerca e divulgazione perché solo la conoscenza diffusa e la condivisione del sapere possono essere fonte di sensibilizzazione, tolleranza e libertà>. Per partecipare alle conferenze è necessaria la prenotazione su: www.msn.visitmuve.it.

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