

A cambiarla dentro è stata la lettura del Vangelo, unita ad un’esperienza di vita condivisa, in pieno spirito di fraternità, assieme alle molte ragazze e ragazzi ospiti della Casa studentesca Santa Fosca. Coinquilini ben presto diventati compagni di un viaggio tanto imprevedibile quanto bellissimo, legati agli anni dell’università. Anna Bonavia, 23 anni, racconta il proprio percorso di conversione con una naturalezza disarmante, illuminata da una luce nuova che ha accolto con tutta se stessa, scegliendo di ricevere il sacramento del Battesimo in occasione della vigilia pasquale, nella Basilica di San Marco, durante la Messa presieduta dal Patriarca Francesco. Nata a Cuneo ma trasferitasi nella città d’acqua quasi cinque anni fa, per iniziare gli studi universitari, la giovane spiega di aver sempre frequentato le attività proposte dalla propria parrocchia d’origine, senza tuttavia poter mai ricevere la Comunione. «I miei genitori sono persone credenti “a modo loro” –. spiega Anna con un sorriso –. Non sono praticanti e non hanno mai accompagnato me, mia sorella e mio fratello più piccoli a Messa, scegliendo di non battezzare nessuno dei tre, anche se poi mio fratello, a 11 anni, ha chiesto di ricevere il sacramento. Se da un lato questa cosa, da bambina, un po’ mi è pesata, dall’altro sono grata a mia madre e a mio padre, perché il percorso verso il Battesimo oggi posso dire di averlo compiuto con grande consapevolezza e cognizione di causa. Avessi dei figli, non so se prenderei la loro stessa decisione: personalmente sono stata fortunata a ritrovarmi in una realtà come quella di Santa Fosca, che mi ha permesso di avvicinarmi alla fede, ma mi chiedo se la stessa cosa accadrebbe se mia sorella affrontasse un percorso diverso dal mio».

In ogni caso, nella giovane piemontese c’è la certezza che tutto faccia parte di un disegno preciso; di una via indicata per noi da Qualcuno. Dopo la triennale in Filosofia, Economia e Studi internazionali, Anna è partita per l’Erasmus ad Ankara, in Turchia. «Mi sono accorta di quanto Venezia mi mancasse, così nel 2024 ho iniziato la magistrale in Antropologia ambientale (mi laureerò in autunno), rendendomi però conto che la mia vera strada era Filosofia, col risultato che oggi sto portando avanti entrambi i percorsi universitari. Il viaggio in Erasmus è stato molto bello. C’è anche chi mi ha chiesto – ero l’unica cristiana fra altri giovani musulmani – di raccontare il mio cammino del catecumenato, descrivendo l’avvicinamento che avevo avuto alla religione cristiana». Un cammino fatto di più step, che passo passo hanno dato vita ad un puzzle ora completo di ogni suo elemento. E l’arrivo a Santa Fosca, nell’autunno del 2022, è stato per Anna determinante. «A Fosca, ex responsabile della Casa studentesca, ho confidato tutto il mio percorso. Il martedì – prosegue la ragazza – abbiamo l’incontro comunitario e la Messa viene celebrata spesso. Sono proposti poi momenti di condivisione sul Vangelo. È una dimensione in cui si vive bene e dove ho davvero toccato con mano come la Chiesa non vada identificata soltanto nell’istituzione che tutti noi conosciamo, ma si manifesta anche in quegli ambienti della comunità cristiana che ti permettono di vivere esperienze incredibili». Proprio come quella a Santa Fosca, «che vedo come un miracolo: lì siamo in tanti e tra noi giovani ci consideriamo come fratelli, vivendo l’amicizia nel vero significato cristiano del termine».

La decisione del fratello minore di battezzarsi, ha in qualche modo fatto da spartiacque iniziale. «Ho cominciato a pensare tanto, anche se sono sempre stata una persona razionale. Avevo bisogno di spiegare a me stessa che l’esistenza di Dio, in fondo, potesse essere dimostrata. Il vero passo l’ho fatto a Santa Fosca, grazie alla lettura del Vangelo». La svolta che l’ha portata a credere in Dio. Anche se tra i momenti più significativi ce n’è uno legato ad una giornata in biblioteca, nel marzo del 2024, insieme ad un’amica credente che ha invitato Anna a scorrere alcuni versetti di Matteo (9, 10, 13). «Sono scoppiata a piangere: parlavano esattamente di come mi sentivo in quel momento. Ed era il giorno prima della veglia di Pasqua. Quello seguente mi sono recata nella Basilica di San Marco e a quel punto mi sono detta che non avrei più potuto dire di “no” alla Sua chiamata. Quell’estate ho lavorato al bar del Santuario di Sant’Anna, dalle mie parti, che è il più alto d’Europa. Andavo a Messa ogni mattina e un sacerdote, nel vedere che non mi accostavo mai alla Comunione, mi ha chiesto di parlarci: gli ho raccontato la mia storia e mi ha spiegato dell’esistenza di un percorso per i catecumeni». Proprio quello in cui Anna è stata guidata da padre Ermanno Barucco, guida spirituale degli studenti di Santa Fosca, insieme al quale, nell’arco di un anno, si è preparata al Battesimo in vista della veglia pasquale; leggendo tutto il Vangelo e approfondendo i dieci comandamenti. E il finale, o meglio, il nuovo inizio di questo suo viaggio prezioso, Anna lo sta per scrivere.

Nella Casa studentesca Santa Fosca, la storia di Anna è divenuta testimonianza concreta per tanti. Anche per chi non crede, pur con il cuore aperto ad un percorso di conoscenza legato alla fede cristiana. Il momento del Battesimo ormai è vicino e l’emozione incalza. «Sento di voler lasciare spazio dentro di me per tutto ciò che verrà. Non so bene cosa aspettarmi, ma ho la certezza che qualcosa di profondo accadrà», riflette la giovane studentessa, spiegando che per l’occasione saranno accanto a lei anche i suoi familiari. «La fede? Mi dà la consapevolezza di essere parte di un disegno, come se Lui mi immettesse su una determinata strada da percorrere. E mi guida nel quotidiano, facendomi interiorizzare e traducendo i valori cristiani nel comportamento verso gli altri, andando dunque oltre la semplice approvazione di ciò che rappresentano l’amore e il bene. Insomma, la fede cambia proprio l’approccio alla vita». Anna, a settembre, ripartirà per l’Erasmus (questa volta in Belgio) e per il suo futuro professionale intravede due possibili vie: nell’ambito del settore agroalimentare e del recupero dei prodotti ad esso collegati, o nell’insegnamento della Filosofia. «L’esito dell’Erasmus mi ha colto un po’ impreparata, ma avverto che il Signore mi fa sentire a Lui affidata».
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