Logo Crux

L’onda dei 1800: i giovanissimi ad Assisi sulle orme di Francesco

Trentanove parrocchie e tre uffici diocesani in cammino per il pellegrinaggio delle medie. Tra preghiera, visite e attività rivolte ai ragazzi il messaggio del Patriarca: «Non siate schiavi dei follower, abbiate il coraggio di scegliere»

Milleottocento pellegrini veneziani, trentanove gruppi parrocchiali, tre uffici diocesani, tutti con l’obiettivo di giungere a un incontro particolare: quello con il Signore, attraverso le testimonianze dei santi d’Assisi, Francesco, Chiara e Carlo Acutis. I numeri del pellegrinaggio diocesano dei ragazzi delle medie svoltosi ad Assisi da venerdì 17 a domenica 19 aprile raccontano solo una parte dell’esperienza da poco conclusa. Tre giorni scanditi da appuntamenti, proposte e attività, preparate in maniera congiunta dalla Pastorale giovanile, dall’Ufficio catechestico e da quello per l’Insegnamento della Religione cattolica. Ma anche tre giorni di giochi per le strade della città, di domande incuriosite e di testimonianze di fede in cui i ragazzi, assieme ai loro accompagnatori, hanno provato a essere pietre vive come San Francesco, accogliendo il tema proposto dall’organizzazione diocesana. Dopo la partenza in pullman di venerdì mattina dai diversi angoli della Diocesi, i gruppi hanno trovato sistemazione all’interno e nei dintorni di Assisi, cominciando a visitare il luogo e le mete di pellegrinaggio principali, indicate nel sussidio della Pastorale giovanile. La sera, presso la Basilica di Santa Maria degli Angeli, dove è custodita la Porziuncola, circa 500 ragazzi hanno partecipato alla celebrazione di inizio pellegrinaggio con il Patriarca Francesco Moraglia. Un momento di ascolto e meditazione, accompagnato dai canti del Coro dei Cori diocesano. Durante l’incontro i ragazzi, guidati dalle parole del Patriarca, hanno accolto l’invito di consegnare al Signore le proprie fatiche scrivendole sul diario personale del pellegrinaggio.

I 1800 giovani della Diocesi riuniti per la Messa ad Assisi nella giornata conclusiva del pellegrinaggio
Adorazione eucaristica al Santuario

La giornata di sabato, invece, è stata dedicata alla visita dei luoghi della vita dei santi d’Assisi in cui si è sviluppata la loro devozione; dai più noti, come le Basiliche principali, a quelli più defilati, come il convento di Rivotorto, l’Eremo delle Carceri e il Santuario della Spogliazione, dove è custodito il corpo di San Carlo Acutis. Qui i gruppi parrocchiali, accolti dagli amici della Pastorale giovanile, dai seminaristi del Patriarcato di Venezia e da una rappresentanza degli insegnanti di religione, hanno compiuto la visita, ma spesso hanno anche partecipato ad attività e laboratori che venivano loro proposti. A San Ruffino, per esempio, dove Chiara e Francesco ricevettero il Battesimo, i ragazzi hanno compiuto il rinnovo delle promesse battesimali, mentre a San Francesco e a San Damiano i frati e le suore presenti hanno offerto una piccola catechesi. Alla sera, inoltre, il Seminario ha proposto un momento prolungato di Adorazione eucaristica presso il Santuario della Spogliazione, in cui i racconti sulla vita di San Carlo Acutis e le testimonianze dei seminaristi hanno aiutato i ragazzi ad accostarsi alla preghiera silenziosa.

Il Patriarca Francesco Moraglia durante la celebrazione eucaristica
«Ragazzi, non scegliete facili scorciatoie»

La Messa con il Patriarca ha rappresentato il culmine della giornata finale prima del rientro a casa. Disposti nel piazzale antistante all’ingresso della Basilica inferiore di San Francesco, sotto il cielo azzurro di Assisi, tutti i pellegrini veneziani hanno partecipato alla celebrazione eucaristica. Un’ora e mezza di fede, di gioia e di canti, in cui poter vedere concretamente la comunione tra le diverse realtà della Chiesa diocesana, grazie alla presenza, tra gli altri, del Coro dei Cori, del Seminario, del Patriarca Moraglia e dei 35 sacerdoti venuti ad Assisi insieme ai gruppi. Dopo il pranzo, quindi, i ragazzi, i sacerdoti e gli accompagnatori hanno fatto rientro nelle loro parrocchie. «Il giovanissimo Francesco era il “re delle feste” di Assisi. Era ricco, vestito alla moda, sempre con il gruppo “giusto”, spendaccione, cantava a squarciagola di notte per le vie della città. E aveva tutto: soldi, amici, popolarità. Ma dentro come stava? Dentro – le parole del Patriarca nell’omelia rivolta ai giovani – sentiva un vuoto, perché Francesco cercava qualcosa di più grande di una semplice festa. Quante volte anche a noi capita, soprattutto alla vostra età (ma non solo), di voler essere “qualcuno” a tutti i costi? Vogliamo essere il più bravo nello sport (il numero uno della squadra di calcio!), a cantare, a suonare la chitarra, a ballare oppure vogliamo essere chi ha più follower nella rete o il leader del gruppo, magari pensando che la felicità stia nell’avere o nell’essere ammirati o addirittura invidiati… Ma così gli altri diventano i nostri padroni, i padroni della nostra vita, delle cose che abbiamo, che desideriamo o che pensiamo o temiamo di perdere». Ripercorrendo alcuni momenti salienti della vita del santo di Assisi, il Patriarca ha aggiunto: «Francesco ha capito che per essere liberi, per amare davvero, non devi possedere nulla ma devi donare tutto. E si toglie i suoi vestiti ricchi per vestire il fratello povero. Care ragazze, cari ragazzi, la vocazione di Francesco è stata, prima di tutto, rispondere alla voce del Signore e diventare suo discepolo». Poi l’invito: «La cosa importante è che ciascuno voglia ascoltare e rispondere a questa voce, non scegliendo facili scorciatoie. Ecco che allora, a 12, 13 e 14 anni, la tua vocazione non è solo decidere (quante decisioni prendiamo e rimangono carta straccia!). No, non basta decidere. Tu devi scegliere! E per scegliere bisogna avere il coraggio di fare una scelta!».

Le testimonianze

«Abbiamo respirato una bella dimensione di Chiesa, incrociando i ragazzi per strada, ritrovando volti amici nei loro animatori, condividendo coi seminaristi e i sacerdoti la gioia di essere un’unica Chiesa al seguito di Gesù». Con queste parole Dorella, membro del Coro dei Cori tratteggia l’esperienza del pellegrinaggio ad Assisi. È, infatti, un pellegrinaggio gioioso e partecipato quello che emerge dalle testimonianze dei pellegrini veneziani, al cui centro torna sempre, dai più piccoli ai più grandi, l’importanza della bellezza che colpisce: nei luoghi, nelle relazioni, nella fede. Tra i più giovani Marco, di seconda media, dalla parrocchia di Gambarare, racconta: «Mi è piaciuto molto entrare nella storia di San Francesco. La sua storia mi colpisce per la sua normalità, perché rispecchia molto la normalità dei ragazzi adolescenti e perché mi ha aiutato ad avvicinarmi di più a Gesù». A queste parole, fa eco il suo compagno di gruppo Angelo: «Tra i luoghi che abbiamo visitato mi è piaciuto in particolare il Santuario di Rivotorto, perché era una chiesa semplice ma bella». E la bellezza traspare anche dalle parole di molti altri loro coetanei, colpiti semplicemente, ma mai in maniera banale, dalla dolcezza del paesaggio umbro, dall’armonia di una città d’arte immersa nella natura e dalla storia affascinante dei tre santi d’Assisi. Gaia e Bianca, infatti, giovani accompagnatrici del variegato gruppo dell’area marciana, descrivono la loro esperienza: «I ragazzi sono partiti con il piede giusto. Sono partecipi nei momenti di preghiera, sono interessati, soprattutto i più piccoli, nei luoghi che visitiamo. In generale li abbiamo visti entusiasti: sono un bel gruppo e si divertono tra di loro e anche con noi, nonostante la differenza d’età». Per quanto riguarda, invece, l’esperienza da animatrici, Gaia e Bianca commentano: «Questo pellegrinaggio ci ha rinforzato nel nostro cammino spirituale. Ci sentiamo utili nell’aiutare loro, ma anche nel riprendere in mano la nostra fede. Aver fatto un percorso sulla vita dei santi in compagnia di ragazzi curiosi è formativo anche per noi: impariamo a scoprire sempre qualcosa di più e ad appassionarci a loro».

Autore:

Iscriviti a CRUX e non perderti nessun aggiornamento, ti invieremo 1 volta a settimana i nuovi articoli!