
Tutti, prima o poi, cerchiamo un capro espiatorio. Le mamme, nel corso dei secoli, ne hanno individuati tre, colpevoli di qualsiasi nefandezza ai danni dei loro poveri bambini: i vermi, i denti e i pidocchi. Oggi vi allieterò parlando dei vermi, supremi colpevoli di quasi tutti i sintomi pediatrici: bruxismo,«el sgrinsa i denti», «ghe spussa el fià», mancata translucenza dei seni frontali, «el gà i oci scuri», disturbi dell’alvo «cacca mastegada», insonnia «el se remena drento al leto». E potrei continuare…
Come nei migliori romanzi gialli, dopo aver individuato il sospetto bisogna farne l’identikit: Enterobius Vermicularis, meglio conosciuto, anche per i giovani, come Ossiuro, il verme! Gli ossiuri arrivano nell’organismo quando si mettono in bocca le mani sporche di terra oppure mangiando della verdura lavata male dove ci siano delle uova embrionate. Le uova arrivano poi nell’intestino dove si schiudono e rilasciano il verme che poi si localizza nella parte più bassa dell’organo.
Si tratta di un vermicello lungo circa un centimetro, simile per colore e spessore al filo che le sarte usano per “imbastire”. Il maschio muore dopo aver fecondato la femmina all’interno dell’intestino, che a sua volta esce periodicamente dallo sfintere anale per deporre le uova sulla cute, all’interno di una cosa gelatinosa. Questa operazione provoca un notevole prurito. E questo sarebbe tutto il quadro clinico. Ma cosa succede dopo?
Il prurito è veramente serio e il piccolo passa la notte a grattarsi il sedere, con conseguente disturbo del sonno di tutta la famiglia. Si possono osservare lesioni da grattamento anche importanti, che, talvolta, nelle femmine possono coinvolgere anche l’area genitale. In casi rari si possono avere anche delle sovra infezioni (impetigine, le brose per dirla con il vulgo). In più, il grattamento porta ad avere le uova sotto alle unghie, che poi vanno in bocca, reinfestando di nuovo il soggetto.
Ci possono essere contagi all’interno della famiglia legati alla dispersione delle uova nell’ambiente, dove rimangono vitali per qualche giorno: la persona che rifà i letti sbattendo le lenzuola disperde le uova, adese al tessuto, nella stanza e inoltre le inala. Per questo motivo è sempre bene fare la terapia a tutta la famiglia. Proprio per la dispersione nell’ambiente, ci possono essere reinfestazioni periodiche, ma si tratta di casi rari.
E tutto il resto? In realtà, facendo una ricerca seria, ci sono casi pubblicati di appendiciti da parassiti che ne riempiono il lume (la cavità interna) e disturbi dell’alvo con manifestazioni diarroiche. Ma questi sono casi eccezionali, tanto da essere degni di una pubblicazione scientifica. Tutto il resto non è da attribuire ai vermi!
E veniamo ora alla diagnosi: la cosa più facile è cercare i vermi attorno allo sfintere – per qualche misterioso motivo è meglio farlo verso sera – oppure nelle feci. Attenzione però: non vanno confusi con residui di fibre alimentari, come succede con elevata frequenza. Come distinguerli? Diagnosi differenziale, come si dice in termini medici: essendo vivi, gli ossiuri si muovono.
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