

È una delle esposizioni più attese del 2026: da mercoledì 6 maggio ha aperto al pubblico Transforming Energy, la nuova mostra di Marina Abramović ospitata alle Gallerie dell’Accademia di Venezia. Curata da Shai Baitel, direttore artistico del Museo d’Arte Moderna (MAM) di Shanghai, in stretta collaborazione con l’artista, la mostra si sviluppa sia nelle gallerie della collezione permanente del museo sia negli spazi per le esposizioni temporanee, con nuove installazioni e lavori iconici che attraversano tutta la carriera dell’artista. Si tratta di un evento storico: Abramović è infatti la prima donna artista a presentare una mostra alle Gallerie dell’Accademia, istituzione che negli ultimi anni ha progressivamente rafforzato il proprio dialogo con la contemporaneità, mettendo in relazione la forza della tradizione pittorica veneziana con le ricerche più significative del presente. L’esposizione potrà essere visitata fino al 19 ottobre 2026 ed è un’occasione per ripensare il ruolo del museo come uno spazio vivo, capace di accogliere linguaggi, corpi e visioni differenti. «L’apertura delle Gallerie dell’Accademia di Venezia all’arte contemporanea, in collaborazione con la Biennale Internazionale d’Arte, è diventata un evento molto atteso e consolidato. Ancora una volta, il museo rinnova il suo dialogo tra arte antica e contemporanea. Dopo le mostre di Mario Merz, Philip Guston, Georg Baselitz, Anish Kapoor e Willem de Kooning, siamo particolarmente onorati e lieti che ora sia il turno di Marina Abramović» ha dichiarato Giulio Manieri Elia, direttore delle Gallerie.



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