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Montanaro: «Andersen era diviso a metà, come una sirena»

Lo scrittore Giovanni Montanaro martedì 24 presenterà il suo nuovo romanzo in anteprima italiana a Farra di Soligo, nell’ambito della rassegna Una collina di libri

Dietro ogni storia dello scrittore Hans Christian Andersen si cela una parte dell’autobiografia dell’autore, che aveva un gran desiderio di amare ed essere amato. È su questo che si basa il romanzo “Come una sirena”, il nuovo libro del noto scrittore veneziano Giovanni Montanaro, edito da Feltrinelli, che uscirà nelle librerie il 24 ottobre e che nella stessa giornata verrà presentato in anteprima italiana a Farra di Soligo, all’auditorium Santo Stefano, alle ore 20.45, nell’ambito della rassegna Una collina di libri, a cura di Francesco Chiamulera che dialogherà con l’autore. Il libro, in circa 230 pagine, narra la biografia del famoso autore danese, svelando quanto dietro le favole da lui scritte in realtà si celi il racconto della sua storia: «Le mie ricerche su Andersen nascono dopo che sette anni fa scoprii che lo scrittore fu il primo ad inizio ’800 a scrivere favole di fantasia, quando solitamente gli autori ancora usavano trattare storie che si tramandavano da secoli. Storie però dietro cui si nascondeva una parte di racconto autobiografico della sua vita travagliata» anticipa Giovanni Montanaro. Fu così che Montanaro decise di iniziare a condurre studi e ricerche sull’autore, che ora si sono concretizzate nel libro “Come una sirena”, la cui stesura è durata circa un anno. «Mi piace scavare nella vita dei personaggi, la scuola spesso li presenta senza spiegare la fatica e il dolore che c’è dietro queste vite. Una storia, quella di Andersen, che alla fine parla di successo e affermazione. – dice Montanaro – Andersen mi ha incuriosito perché tanto lontano da me, anche se con lui condivido la libertà della fantasia».

Il romanzo

Il libro racconta del rapporto irrisolto e fluido di Andersen con il proprio corpo e la propria sessualità, e dell’amore impossibile lungo tutta la vita per il suo migliore amico. «Lui aveva un corpo che non piaceva a nessuno: era un uomo molto alto, con i piedi grandi e il naso grosso. Si innamorò più volte nel corso della sua vita, sia di donne che di uomini, ma non fu mai ricambiato. –  dice Montanaro, spiegando che questo amore impossibile è proprio alla base della storia della Sirenetta – Anche lui come la Sirenetta desiderava delle gambe con cui entrare a far parte del mondo». Tutti grazie al capolavoro Disney credono infatti di conoscere la Sirenetta, ma pochi sanno veramente la sua storia così come Andersen l’aveva pensata. Una fiaba che parla di un corpo che non riesce ad amarsi e della sua trasformazione: «Un tema in realtà molto classico, oggi molto contemporaneo e urlato, che però in Andersen è trattato con tenerezza e una classicità capace di raccontare orizzonti forti» continua Montanaro. Il libro, attraverso la narrazione in terza persona di Andersen e quella in prima persona della Sirenetta, nelle vesti di coscienza dello scrittore, svela pagina dopo pagina in modo cronologico l’avventurosa vita dei primi trent’anni dello scrittore danese, dalla pubblicazione dei primi libri fino al raggiungimento del successo con quello della Sirenetta.

La storia di Andersen

Andersen, figlio di un’alcolizzata e di un ciabattino, nonché nipote di una prostituta, crebbe quasi analfabeta. Nonostante il padre gli leggesse le favole da piccolo, solo da adolescente poté iniziare a studiare in una classe di bambini che avevano la metà dei suoi anni, sentendosi ovviamente fuori luogo, proprio come il brutto anatroccolo. Partì a quindici anni da Odense alla volta di Copenaghen, sognando un futuro da ballerino. La carriera al Teatro Reale però gli viene stroncata sul nascere e Andersen visse anni rocamboleschi. È povero ma gode del favore e dell’amicizia delle più illustri famiglie, si pubblica da solo i primi libri finché, superati i trent’anni, diventa uno dei più grandi scrittori del suo tempo e trova finalmente la sua strada.

Una voce nascosta

È proprio attraverso le sue fiabe, nate non per un pubblico di bambini, che Andersen si libera e trova il modo di dire quello che altrimenti non avrebbe saputo esprimere: la paura, le emozioni, gli amori mai vissuti per ragazze e ragazzi, e soprattutto per Edvard Collin, figlio del suo protettore. «Andersen è la piccola fiammiferaia, la principessa sul pisello e il brutto anatroccolo, bullizzato da piccolo che poi diventa uno scrittore di successo. – e continua Montanaro – Ma Andersen è soprattutto la Sirenetta, una creatura divisa a metà che prova disperatamente ad amare. Nel suo racconto infatti tocca temi quali l’accettazione e il desiderio di avere un altro corpo per riuscire a far parte di un mondo da cui ci si sente esclusi». La Sirenetta diventando donna perde l’immortalità e per riacquistarla dovrebbe uccidere il principe. Una tentazione a cui resiste guadagnandosi però l’immortalità dell’anima: «Una riflessione che Andersen, parlando del corpo, offre anche sul senso della vita e del bene e del male. – sottolinea Montanaro – La Sirenetta quando acquista le gambe perde la voce per sempre, come a voler evidenziare che certi sentimenti non si possono dire fino in fondo». Dopo anni di ricerche, Giovanni Montanaro svela così con delicatezza e profondità dello scrittore danese, sottolineando come dietro le storie di Andersen ci siano prima di tutto esperienze personali di vita e di dolore. «Andersen è più interessato alle anime che ai corpi, cerca di capire come raggiungere l’altro a prescindere dalla corporeità per amarsi e amare» conclude, sottolineando che la vera storia di Andersen parla del suo corpo difficile da amare, difficile da capire e diviso a metà, proprio “Come una sirena”.

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