

Il 2026 si annuncia come un anno celebrativo per il Panathlon Club Venezia, una realtà che dal 12 giugno 1951 – data della sua fondazione per intuizione del colonnello Mario Viali – continua a rappresentare il faro della cultura sportiva in Laguna e nel mondo. Primo Club in assoluto ad aver dato il via ufficiale ad un movimento che oggi vanta una rete internazionale, il sodalizio veneziano si conferma più vitale che mai, restando fedele alla sua missione: promuovere lo sport come strumento di formazione, inclusione e lealtà nei confronti dell’avversario. Il programma per il 75° anniversario è pronto ad entrare nel vivo. Il cuore delle celebrazioni batterà a settembre: il 18 arriverà in Laguna l’11ª Route du Panathlon. L’iniziativa internazionale, promossa dall’Area 1 (Veneto e Trentino-Alto Adige), collegherà idealmente città e nazioni diverse in un percorso a tappe che testimonia i valori fondanti del movimento. Il 19 settembre, invece, presso la prestigiosa sede della Scuola Grande di San Giovanni Evangelista si terrà un convegno con relatori d’alto profilo. Durante l’evento in programma verrà consegnato il “Flambeau d’Or”, tra i massimi riconoscimenti del Panathlon International, destinato a personalità che hanno dato lustro al mondo dello sport.Se nell’ottobre del ‘53 ha preso avvio l’esperienza del Panathlon nazionale, nel maggio del ‘60 dell’International, volto a riunire tutti i gruppi che nel frattempo erano sorti nel mondo.

L’attenzione alle nuove generazioni rimane il pilastro dell’attività del Club. Il presidente onorario, Giuseppe Zambon, ha annunciato che il 12 maggio l’isola di San Servolo ospiterà la 13ª edizione delle Panathliadi. La manifestazione ludico-sportiva vedrà gli studenti cimentarsi in 16 giochi, più i classici tiro alla fune e corsa coi sacchi, con una novità: il lancio della palla medica sostituirà quest’anno il frisbee. «Siamo un movimento internazionale riconosciuto da Cio, Coni e Cip», spiega Zambon. «Nelle scuole portiamo il messaggio del fair play e della lotta al doping: vincere “pulito” è l’unico modo possibile di aggiudicarsi la vittoria». A dare manforte a questa visione è nato recentemente il Panathlon Venezia Junior. Il presidente del Club della città d’acqua, Gian Antonio Simoni Gaudenzi, sottolinea l’importanza di questo gruppo di giovani atleti: «Si stanno dando molto da fare per diffondere i nostri valori. Il nostro impegno serve a far capire ai ragazzi che la lealtà viene prima di tutto, correggendo quegli atteggiamenti, come i falli sistematici nel calcio, che sono il primo sintomo di una cultura sportiva che va recuperata», il suo commento. A lui, a fine gennaio scorso, l’ex presidente Diego Vecchiato ha passato il testimone, in una rotta che continua a restare tracciata nel solco dell’etica e del fair play.

“Gianti” è stato eletto per il prossimo biennio nuovo presidente del Panathlon Club Venezia. L’assemblea elettiva, che ha visto la partecipazione del 69% dei soci, ha dato avvio ad una nuova era per il Club primigenio del movimento panathletico. Figlio di Lorenzo, tra i fondatori del Club di Padova nel 1956, Simoni Gaudenzi ha respirato i veri valori sportivi sin da bambino. Iscritto al Panathlon dal 1977 e approdato in quello lagunare nel 2019, vanta un curriculum sportivo d’eccezione: rallista di successo, è stato campione italiano nel 1971 con Arnaldo Cavallari; si è dedicato anche all’alpinismo su roccia e ghiaccio, allo sci alpinismo, al golf, alla vela e al volo in mongolfiera. Oltre al neo eletto presidente, questi i nomi dei consiglieri nel direttivo: Claudio Albanese, Andrea Bedin, Renato Bortot, Luigi Caporal, Massimo Carlon, Antonella Gierardini, Emanuele Filiberto Penzo, Guido Rizzo e Alberto Scremin. Nel Collegio arbitrale, invece, Francesco Casellati, Giuseppe Duca e Mario Viali, mentre tra i revisori contabili Antonio Baldi Guarinoni, Giuseppe Berton e Gianni Darai.

In attesa di entrare nel vivo delle celebrazioni dedicate ai suoi 75 anni di storia, il Panathlon veneziano continua a proporre il suo appuntamento mensile con le conviviali: l’ultima è stata organizzata all’hotel Carlton on The Grand Canal, a pochi passi dal ponte degli Scalzi. Ospite d’onore è stata Mara Fullin, leggenda del basket femminile italiano, la cui carriera è stata ricca di successi. Sono state 18 le stagioni in serie A, durante le quali ha conquistato 15 scudetti e 7 Coppe dei Campioni, un mondiale per Club, 2 Supercoppe e 4 Coppe Italia. Fullin ha raccontato ai presenti la sua “seconda vita sportiva” dedicata al nordic walking, disciplina affiliata alla Fidal, arrivando a incarnare perfettamente lo spirito del Panathlon: lo sport come compagno di vita che evolve, ma che non tradisce mai i valori legati a dedizione e benessere. Il nordic walking consiste in una camminata naturale potenziata dall’uso funzionale di due bastoncini. Nato nei Paesi scandinavi come allenamento estivo per gli sciatori di fondo, si è diffuso in Italia negli anni Duemila e oggi è praticato da persone di ogni età. Come sottolineato nel corso della conviviale da Fullin, i suoi benefici sono molteplici. Coinvolge fino al 90% della muscolatura, migliora la postura e la mobilità della colonna vertebrale, incrementa il consumo calorico rispetto al cammino tradizionale e riduce il carico sulle articolazioni, allo stesso tempo rappresentando un valido allenamento cardiovascolare e un’attività antistress. «Mi sono sentita subito a mio agio – ha raccontato Fullin con riferimento al momento in cui ha iniziato a praticare il nordic walking – e alla fine mi sono procurata un paio di bastoncini. Era il 2005. All’epoca ero ancora l’unica, in tutta Cesena, che girava stringendoli tra le mani, mi prendevano in giro… (ride, ndr). Ho cominciato quest’attività da autodidatta e, nel 2012, sono diventata istruttrice di primo livello. È uno sport che consiste in una tecnica precisa e molto faticoso». Con tre quarti di secolo alle spalle, il Panathlon Club Venezia guarda al futuro con la consapevolezza di chi ha tracciato la rotta, continuando a insegnare che, in campo come nella vita, il rispetto delle regole è la vittoria più bella.
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