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Pellegrinaggio ad Assisi: 1.800 giovani sulle orme di Francesco

In occasione degli 800 anni dalla morte del santo, la proposta diocesana rivolta ai ragazzi tra gli 11 e i 14 anni, in partenza venerdì prossimo. Domenica 19 la Messa celebrata dal Patriarca. Don Pasian: «La Chiesa? Compagnia viva che non ci fa sentire soli»

«Questa proposta vuole innanzitutto comunicare ai giovani che non sono soli. E che la Chiesa è quella “compagnia” alla quale si può approdare per trovare degli amici in cammino, che magari vivono le nostre stesse difficoltà». Come sottolineato da don Morris Pasian, direttore della Pastorale giovanile insieme a don Mauro Margagliotti e a don Marco Zane, quello diocesano, ad Assisi, dedicato ai pre adolescenti delle scuole medie del territorio, sarà molto più di un pellegrinaggio; un’esperienza di vita da conservare con cura, nella consapevolezza che la fede non deve essere vista come qualcosa «da relegare alla sagrestia», ma come un elemento prezioso che fa parte del quotidiano. Perché «fede e vita – evidenzia don Pasian – rappresentano un binomio chiamato a restare sempre insieme». In programma da venerdì 17 aprile fino a domenica 19, il viaggio nella terra di San Francesco porterà ad una “invasione” di magliette colorate che i giovani della Diocesi – ragazze e ragazzi tra gli 11 e i 14 anni, insieme ai loro referenti in tutto 1.800 – indosseranno apposta per l’occasione. “Pietre vive”, come suggerisce il tema scelto, che andranno ad animare un luogo impregnato di spiritualità. «Una città fatta di pietre, che ha generato molta santità. Pensiamo a San Francesco, a Santa Chiara e a San Carlo Acutis (le cui spoglie riposano proprio nel Santuario della Spogliazione, ndr). Pietre vive, appunto, con le quali il Signore ha costruito grandi cose».

Veduta dall'alto di Assisi
Il kit del pellegrino

Il pellegrinaggio è stato organizzato nell’anno in cui ricorrono gli 800 anni dalla morte del “poverello di Assisi” e, giorno per giorno, proporrà ai partecipanti attività accuratamente pensate per la loro fascia d’età e visite in alcuni luoghi simbolo: dalla Basilica, raccogliendosi in preghiera dinnanzi al corpo del santo, a La Verna ed Eremo delle Carceri, fino ai santuari lì presenti. Il 19 è in programma la Messa celebrata dal Patriarca Francesco Moraglia nella piazza inferiore. «I ragazzi avranno a disposizione il kit del pellegrino contenente, oltre alla t-shirt, il Tau, la cartina del posto e un libretto che comprende i canti e la lettera del Patriarca. La risposta da parte delle parrocchie è stata ottima e le attività sono state organizzate in collaborazione con gli Amici della Pastorale giovanile». Ufficio catechistico, per l’insegnamento della religione cattolica e della Pastorale giovanile hanno tutti e tre condotto un lavoro sinergico. L’organizzazione è partita a ottobre scorso, con alcuni incontri online. «Verrà con noi anche il Coro dei Cori». L’arrivo ad Assisi avverrà in pullman, con i partecipanti provenienti da tutta la Diocesi divisi per gruppi. «Qualcuno farà come prima tappa La Verna, altri invece raggiungeranno direttamente Assisi. Già a ottobre 2025 il Patriarcato aveva inoltrato alle scuole medie del territorio una lettera – spiega il co-direttore della Pastorale giovanile – nella quale si parlava proprio di questa proposta rivolta ai ragazzi».

Il Patriarca Francesco presiederà la Messa ad Assisi alla presenza di 1800 giovani pellegrini dalla Diocesi
Lavoro di squadra

Un pellegrinaggio che, per tradizione, viene riproposto ogni tre anni: talvolta a Roma, talvolta ad Assisi, luogo che ha sempre richiamato un’attenzione particolare, facendo registrare una risposta più ampia. «L’occasione degli 800 anni dalla morte di San Francesco, rispetto alle altre edizioni ci permette di trovare nel pellegrinaggio di quest’anno una motivazione ancora più forte e significativa. Saranno una decina i posti che i giovani avranno modo di visitare insieme ai propri gruppi». La sera del 17 parte di loro avrà già modo di recarsi in Basilica, mentre tutti gli altri lo faranno il giorno successivo, raccogliendosi in preghiera accanto al corpo del santo. Una tabella di marcia che verrà affinata ulteriormente una volta raggiunta la meta umbra, anche se il programma è ben delineato, frutto di un lavoro scrupoloso che ha visto anche il coinvolgimento di don Fabio Mattiuzzi (a cui è stato affidato soprattutto l’aspetto organizzativo vero e proprio, dal viaggio in pullman al soggiorno in albergo), di Giorgia Moro (che ha rivolto l’attenzione a temi e luoghi da visitare), di Anna Marchiori e di Chiara Poli. Un intenso lavoro di squadra che ha visto i vari componenti suddividersi i vari incarichi, arrivando al risultato che verrà proposto ai giovani pellegrini tra pochi giorni. «Il secondo giorno i gruppi (chiaramente ce ne saranno di più o meno numerosi) si divideranno per raggiungere i vari luoghi, accompagnati dai propri responsabili». La domenica invece sarà la volta della celebrazione eucaristica presieduta dal Patriarca: un’occasione per portare all’altare i bei momenti condivisi insieme ai propri amici e compagni di viaggio, con le voci del Coro dei Cori – formato da componenti di gruppi di varie realtà parrocchiali della Diocesi – pronto ad animare la Messa.

Una rappresentazione di San Francesco d'Assisi
«San Francesco ha saputo andare all'essenziale»

«C’è un passaggio della vita di San Francesco che rimane sempre attuale, ancora di più oggi: la sua libertà. Tutti noi la cerchiamo, eppure riempiamo il nostro quotidiano di tante cose. Lui, andando all’essenziale e avendo incontrato Gesù, ha scoperto quel tesoro grande che è stato in grado di riempire la sua povertà. Francesco – osserva don Pasian – è andato all’essenziale, scoprendo ciò che gli garantiva davvero gioia e libertà vera, contrariamente a tutto quello che le cose del mondo non gli offrivano. Pensiamo anche al giudizio altrui, a quanto ci interessa sapere ciò che gli altri credono di noi: l’età pre adolescenziale è particolare, delicata in questo senso». C’è un ulteriore elemento da tenere in considerazione: San Francesco non è stato immune – proprio come può succedere ai giovani (e non solo) – a difficoltà e momento di crisi. «Fanno parte della vita di ognuno. E proprio attraverso essi, nel santo è maturata una profonda conversione. A conferma di come dalle situazioni più complicate possano nascere anche occasioni di crescita, perché dietro ad un cammino che ci fa faticare spesso si cela un’esistenza più bella e più grande rispetto a ciò che pensiamo». Il pellegrinaggio diocesano ormai alle porte è visto come un’opportunità per (ri)scoprire il valore dell’amicizia e dello stare insieme, ancora di più in un momento storico in cui troppo spesso i ragazzi tendono a chiudersi in camera, con la sola compagnia virtuale dei social. «“Invaderemo” Assisi con centinaia di magliette colorate. Un’immagine che racconterà la bellezza di una fede vissuta comunitariamente».

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