
Sabato 7 giugno 2025, alle ore 21, presso la chiesa dei Santi Benedetto e Martino a Campalto, si terrà la Veglia ecumenica di Pentecoste.
Per questa occasione, il Patriarca di Venezia, Mons. Francesco Moraglia, rivolge un caloroso invito a tutte le parrocchie, comunità religiose, aggregazioni laicali e realtà associative della Diocesi a partecipare a questo significativo momento di preghiera, comunione e invocazione dello Spirito Santo.
«Questa veglia vuole essere un segno visibile di comunione tra le diverse confessioni cristiane presenti nel nostro territorio», afferma don Riccardo Redigolo, direttore della Pastorale Giovanile della Diocesi di Venezia. L’incontro si apre a giovani e cristiani di ogni confessione – cattolici, ortodossi, protestanti – in uno spirito di reciproco ascolto e riconoscimento. «Siamo chiamati – continua don Riccardo – a camminare insieme, a scoprire nella diversità non un ostacolo ma una ricchezza da condividere».
L’evento è promosso dalla Pastorale Giovanile del Patriarcato di Venezia, in collaborazione con l’Ufficio per l’Ecumenismo e il Dialogo Interreligioso, il Consiglio locale delle Chiese Cristiane, e sarà animato dal Gruppo di preghiera di Taizé di Mestre. Un appuntamento che si inserisce nel cuore della solennità di Pentecoste, momento in cui lo Spirito Santo viene invocato come forza che unisce nella diversità e accende la fede.
Accanto alla riflessione biblica e al dialogo ecumenico, la veglia propone una speciale intenzione di preghiera per la pace, in particolare per le aree del mondo devastate da guerre, violenze e ingiustizie.
Si pregherà per i popoli sofferenti, per i bambini, le donne, gli anziani, i malati e i più vulnerabili, portando nella luce dello Spirito il grido silenzioso di chi non ha voce.
«Se c’è dialogo, c’è speranza. Se c’è dialogo, si può andare oltre ogni divisione», sottolinea ancora don Riccardo.
La veglia di Pentecoste si colloca simbolicamente alla conclusione dell’anno pastorale e liturgico, rappresentando una sintesi del cammino svolto e un punto di rilancio verso il tempo estivo, vissuto non come interruzione, ma come nuova occasione di testimonianza.
«Abbiamo scelto di coinvolgere tutti i giovani, indipendentemente dal loro credo, perché crediamo che dalla conoscenza e dal confronto possa nascere il dialogo vero», conclude don Riccardo Redigolo.
Pentecoste, con il suo linguaggio universale, insegna che lo Spirito sa parlare a tutti, ovunque e in ogni tempo.
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