

Procede a passo spedito la messa a punto del progetto relativo al nuovo organo per la Basilica di San Marco. Dopo la presentazione ufficiale alla città, qualche giorno fa è stato organizzato il primo incontro in presenza, proprio nella città d’acqua, tra i membri della Commissione internazionale coordinata dal maestro Alvise Mason, primo organista nella Basilica e progettista fonico dell’ambiziosa operazione in corso. Un gruppo di altissimo profilo, composto da Winfried Bönig, organista titolare della cattedrale di Colonia, dal collega Jean-Baptiste Monnot, che svolge il proprio ruolo nella cattedrale di Saint-Ouen a Rouen, da Martin Baker, già organista titolare di Westminster Abbey e Master of Music alla Westminster Cathedral, e da Michele Vannelli, maestro di Cappella della Basilica di San Petronio a Bologna, esempio emblematico di conservazione di due antichi organi e prassi a cori battenti. La Commissione accompagnerà il progetto in ogni sua fase, conferendogli autorevolezza scientifica, musicale e liturgica di livello internazionale. Il tutto nell’intento di consegnare e restituire ai fedeli e alla Basilica un suono che valorizzi il patrimonio musicale marciano, proiettandolo in una nuova stagione.

Uno strumento innanzitutto pensato per la vita liturgica quotidiana, al servizio della comunità; di evangelizzazione, bellezza e coinvolgimento spirituale, ma anche un dono alla città, che consentirà l’esecuzione di un più ampio repertorio organistico. Hanno raggiunto Venezia anche le due ditte coinvolte nell’intervento, un cantiere ingegneristico e artigiano unico nel suo genere, che non andrà mai a interferire con la vita liturgica e culturale del luogo sacro. Si tratta di due eccellenze nel settore, a livello mondiale, che lavoreranno in autonomia anche se in una progettualità comune sinergica: la Johannes Klais Orgelbau di Bonn, oggi alla quarta generazione, e la Fancesco Zanin Organi di Codroipo, la bottega organaria più antica d’Italia. «La Commissione – spiega Mason, 37enne mestrino – è incaricata di seguire i vari momenti peculiari della progettazione. Altri incontri online c’erano già stati, ma questa volta è stata la prima con tutti noi in presenza, insieme. Abbiamo avuto modo di confrontarci su alcune questioni legate alla futura realizzazione, riguardanti soprattutto la concezione acustica del nuovo organo. La responsabilità che abbiamo è molto grande».

Sarà un dono che la Procuratoria farà a Venezia, con l’obiettivo di garantire a residenti e turisti in visita un’esperienza acustica più completa, a 360 gradi, nel pieno rispetto del luogo e delle meraviglie che lo compongono. La cifra destinata a finanziare l’intero intervento è importante: circa 3 milioni di euro, interamente sostenuti dalla Procuratoria. Mentre sul fronte delle tempistiche, la conclusione delle operazioni è prevista per la seconda metà del 2028, anno in cui ricorreranno i 1200 anni dall’arrivo in città delle spoglie dell’evangelista Marco. Elementi nuovi e del passato si fonderanno, portando alla creazione di quattro sezioni strumentali collocate in punti strategici della cattedrale, per permettere al suono di “avvolgere” il pubblico tramite registri dotati di caratteristiche timbriche diverse nelle varie parti della chiesa. Mentre l’organo di destra, nella cantoria, rimarrà quello restaurato nel 1995, quello di sinistra (risalente al 1972 e ormai «stanco») verrà smantellato e ricostruito seguendo criteri filologici e preservando il nucleo storico – ovvero le canne – di Gaetano Callido (1766) e quello di George William Trice (1893). L’obiettivo è dare anche la possibilità di recuperare la tradizionale esecuzione “a due organi” (con un organista nella cantoria di destra e uno in quella di sinistra, come nel Rinascimento), permettendo ai più grandi professionisti nel settore di esibirsi in un contesto d’eccezione.

Nel suo complesso, la Basilica arriverà a contare 4.600 canne. «Avere a che fare con quattro professionisti dalla grande esperienza – prosegue Mason – è una cosa positiva sia per il respiro internazionale che si andrà a dare al progetto, sia per essere veramente certi che ciò che si andrà a realizzare sia consono all’ambiente; proporzionato e alla sua altezza. Il progetto è meraviglioso, l’hanno confermato anche i membri della Commissione, proprio come lo è l’acustica della Basilica». Il suono “avvolgente”, come pure «l’uso quotidiano e ordinario che si farà dell’organo, saranno la chiave di tutto. C’è la volontà di utilizzare in futuro lo strumento anche per le celebrazioni ordinarie, dunque ogni giorno, in occasione delle Messe feriali. Abbiamo effettuato pure un test acustico la sera e gli organisti sono stati fortemente colpiti dalla purezza, chiarezza e bellezza del suono». I lavori in Basilica non sono ancora iniziati («e prima di un anno non cominceranno»), ma alcune parti dell’organo sono già in costruzione nell’ambito dei laboratori avviati. «I concerti inaugurali con buona probabilità li avremo a partire dal 2029, perché lo strumento necessita di essere presentato in piena forma, nella sua perfezione. Il prossimo incontro con la Commissione credo si terrà in autunno, a Bonn, per visionare il progetto delle due postazioni in cui si suonerà. È un intervento unico nel suo genere e la modalità d’approccio adottata potrebbe essere presa a modello anche da altri».
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