

Una banca può occuparsi di salute? A Mestre sì, grazie a una sinergia fra Centro di Medicina e Banca Ifis, che hanno deciso di fare squadra in un progetto di prevenzione, attraverso esami di screening, contro la cardiopatia ischemica, che sfocia in angina o peggio, infarto ed è una delle principali cause di morte nel mondo. Il progetto, chiamato “Primavera del Cuore”, è uno screening cardiovascolare gratuito rivolto alla popolazione dell’area metropolitana di Venezia ed è stato concepito dal dottor Fausto Rigo, cardiologo del Centro di medicina di Mestre esperto di cardio-imaging. «L’obiettivo è individuare preventivamente la patologia coronarica che è latente in molte persone – spiega il sanitario – coinvolgendo oltre 500 volontari tra i 50 e i 70 anni, la fascia più a rischio, considerando che il 30-40% degli eventi cardiaci acuti colpisce soggetti asintomatici». Dotato di approccio multiparametrico, la missione è salvare il 6% della popolazione esaminata, mettendo in sicurezza intercettando coronaropatie severe.
Col sostegno economico al 100% dell’istituto di credito, la campagna di prevenzione coinvolgerà diversi professionisti e sarà accessibile grazie a un percorso di diffusione nel territorio veneziano nei presidi di Centro di Medicina di Mestre, Marcon, Mirano, Mogliano Veneto e Preganziol. «Si tratta di un progetto innovativo di prevenzione cardiovascolare perché prenderà in considerazione più parametri di ogni singolo paziente – spiega il dottor Rigo – diamo priorità a chi è a conoscenza di qualche fattore di rischio per problemi di cuore o per abitudini come il fumo o malattie come l’ipertensione arteriosa o il diabete. Le analisi si baseranno su valutazioni ematochimiche, scegliendo alcuni esami importanti per guidare i successivi accertamenti strumentali prima elettrocardiografici e a salire ecocardiografici a ultrasuoni per valutare lo stato di salute di cuore, coronarie e carotidi, alla ricerca di segni di aterosclerosi». Si tratta della prima iniziativa di questo tipo sul territorio con una prevenzione basata su un unico pacchetto di esami e la presa in carico in caso di anomalie, in modo da gestire tutte le fasi da parte di Centro di Medicina.

Non si tratta della prima collaborazione tra Banca Ifis e il dottor Fausto Rigo, l’istituto di credito infatti attraverso il Social Impact Lab Kaleidos, ha già sostenuto tra il 2022 e il 2023 il progetto di ricerca “Pensiamoci Prima”, orientato alla prevenzione degli infarti al miocardio analizzando 712 soggetti asintomatici (maschi 52% e donne 48% dai 45 ai 70 anni) in poco più di un anno nell’area della Città Metropolitana di Venezia. Da questa iniziativa è stato possibile riclassificare il 38% dei soggetti esaminati in termini di classe di rischio assegnata, di questi ben il 31% è passato a un’allerta maggiore. «Il nostro impegno verso lo screening scientifico si rinnova da anni – spiega Ernesto Fürstenberg Fassio, Presidente di Banca Ifis – perché crediamo che la salute, soprattutto cardiovascolare, si tuteli con la prevenzione. Per questo abbiamo deciso di fare la nostra parte contribuendo a efficientare il modello sanitario, lasciando che il pubblico possa concentrarsi sulle emergenze mentre il privato lo affianchi con la diagnostica».
La banca infatti, attraverso il Social Impact Lab Kaleidos, sostiene la ricerca in campo medico e dà vita a iniziative che liberino risorse e spazi all’interno delle strutture sanitarie, migliorando l’organizzazione dei percorsi e l’efficacia complessiva grazie alla riduzione del carico e delle liste di attesa per le diagnosi. Questa divisione dedicata alle tematiche sociali, nata nel 2022 su impulso diretto dei vertici dell’azienda, dalla sua nascita ha sviluppato oltre 60 progetti investendo 10 milioni di euro per generare un impatto positivo su salute e società, misurandone la qualità attraverso un modello sviluppato in collaborazione con il Politecnico di Milano, che permette di quantificare in maniera oggettiva i risultati sulle comunità e sulle persone intercettate dalle iniziative sviluppate. Tanto che, mediamente, ogni euro investito da Banca Ifis in iniziative a supporto del territorio ha prodotto oltre cinque euro (5,3 euro) di valore sociale per la collettività, centrando l’obiettivo di realizzare una visione concreta di responsabilità sociale d’impresa.

«L’innovazione è parte integrante del progetto a partire dall’approccio diagnostico per lo screening – spiega il dottor Rigo – prende in considerazione esami del sangue multiparametrici e seguenti accertamenti cardiologici, con focus sul trovare tracce di arteriosclerosi, gestendo interamente il paziente all’interno delle strutture di Centro di Medicina in caso di ulteriori approfondimenti, fino alla consegna di un referto consultabile anche dal Fascicolo sanitario. Lo screening punta ad attrarre anche individui giovani a rischio e donne, che condividono l’insorgenza di patologie rispetto agli uomini, spesso considerati, a torto, maggiormente soggetti. Perché l’operazione sia realmente di impatto sarà necessario il supporto dei medici di medicina generale, delle associazioni e di tutti i soggetti che possano aiutarne la comunicazione e diffusione, diventandone “Ambassador”. Oltre al sottoscritto, opererà un’equipe di specialisti in cardiologia nelle varie fasi richieste nella gestione dei pazienti».
A supporto delle attività vi sarà il Laboratorio Analisi di Centro di Medicina per assicurare tutte le valutazioni biochimiche preliminari e verrà impiegata una tecnologia all’avanguardia di cui l’azienda è dotata, infatti oltre al tradizionale ECG (elettrocardiogramma), verranno analizzati grasso viscerale pericardico, calcium score, carotidi e, grazie a ecocardiografia avanzata, flussimetria coronarica e deformazione cardiaca (GLS). Nella sede di Mestre infatti sono presenti due macchinari per la risonanza magnetica ad alto campo e uno per la tomografia computerizzata, tutti supportati da intelligenza artificiale, per l’affiancamento del personale medico. Questi strumenti permetteranno di approfondire pazienti con parametri “sospetti” alla ricerca di conferme di alterazioni coronariche silenti. Fra i risultati attesi, oltre a quello di mettere in sicurezza chi è a rischio senza averne consapevolezza, c’è anche quello, come per la ricerca “Pensiamoci Prima”, di procedere a riclassificare il rischio di infarto fra i residenti del veneziano tra i 50 e i 70 anni.
Ma chi può partecipare a questa campagna di screening? L’accesso è volontario e gratuito, basta essere residenti nella Città Metropolitana di Venezia (estesa fino alla vicina provincia trevigiana), avere tra i 50 e i 70 anni, essere asintomatici e godere di un apparente stato di salute eccellente. Si darà priorità a chi ha familiarità con patologie cardiache e abbia un fattore di rischio tra colesterolo LDL > 130, diabete, ipertensione o sia fumatore, o soggetti senza familiarità ma con almeno due fattori di pericolosità. I dati raccolti, analizzati grazie all’Intelligenza Artificiale, valideeranno un nuovo algoritmo di stratificazione del rischio a livello mondiale. Lo screening prenderà avvio da aprile 2026 per terminare nella primavera del 2027 e sarà accompagnato da diverse tappe del “Tour della prevenzione” fra Mestre, Marcon, Mirano, Mogliano Veneto e Preganziol, per diffondere la cultura dello screening e garantirsi un futuro sano, riducendo anche il carico sul sistema sanitario.
«Alla fine degli esami verrà inviato ai partecipanti un referto che può essere inserito nel proprio fascicolo sanitario in modo da restare come traccia fra i dati e i documenti associati a un paziente dal Sistema Sanitario Nazionale – conclude il dottor Rigo – ma non si tratta dell’unica novità, infatti anche dare attenzione alle donne in questo campo è inedito, ma è motivato dai dati epidemiologici che testimoniano un’età dell’infarto miocardico via via più bassa e senza grandi fattori di rischio fra la popolazione femminile. Credo che questa iniziativa possa essere rappresentativa anche di un modello di sanità del futuro dove il privato si affianca al pubblico in termini di diagnostica, lasciando più spazio a complessità e specializzazione rispetto alla presa in carico forme leggere, tanto che il progetto verrà condiviso al Congresso Nazionale della Società di Cardioimaging e al prossimo summit mondiale di cardiologia che si terrà a Monaco in agosto, oltre a contribuire a pubblicazioni scientifiche. L’appello maggiore resta ai medici di base per diffondere questa iniziativa verso i loro assistiti».
Per candidarsi volontariamente:
https://centrodimedicina.com/progetto-primavera-del-cuore-per-prevenire-la-cardiopatia-ischemica/
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