

È arrivata finalmente la bella stagione: germogliano le piante, compaiono le rondini, l’ora diventa legale e le giornate più lunghe, le persone ricominciano a muoversi più volentieri… Ed è noto che il movimento è salute!
Per quel che riguarda il gastroenterologo, invece, capita, e non poco, che il cambio di stagione risvegli la “sensibilità” intestinale dei molti pazienti – ahinoi! – che soffrono di intestino irritabile. Per un motivo o per l’altro, la pancia riprende a fare le bizze, frequenza e consistenza dell’alvo, il canale intestinale, vanno per conto loro, gonfiore senza limiti e via discorrendo.

Cambiano le abitudini alimentari e i ritmi di vita e, di fatto, i poverelli con l’intestino “delicato” ne risentono. A rappresentare un vero e proprio shock per l’organismo, con l’insorgenza di disturbi diversi in particolare per l’apparato digerente e quello intestinale, sono i bruschi cambi di temperatura e di luce, ma anche di alimentazione e stile di vita.
L’intestino, infatti, è molto sensibile al mondo esterno, ai cambiamenti climatici e di routine e in questo periodo delicato deve assestarsi alle nuove abitudini. Tutto ciò può alterare la flora (il microbiota) intestinale, causando fastidi più intensi in chi ha già problemi o la comparsa di nuove alterazioni gastrointestinali.

I consigli per tamponare il disagio sono in verità sempre gli stessi, ma, come è noto, le ripetizioni giovano… Un paio d’anni fa ricordavo proprio su questo spazio le regole d’oro per la buona digestione: sono sempre valide ovviamente, e ve ne richiamo alcune. Cerchiamo di mangiare variato e “sano”: di per sé sano non significa nulla. Se però vogliamo essere pratici mangiamo mediterraneo (una dieta che il mondo ci invidia) con frutta, verdura, pochi grassi e carni rosse, e privilegiando i prodotti di stagione.
Beviamo molto, acqua naturalmente, e alcool invece solo in modo moderato: più fa caldo, più disperdiamo liquidi, più dobbiamo bere. Se poi tendiamo alla stitichezza, dobbiamo bere anche di più! Mangiamo poco e spesso, perché così digeriremo meglio. Faccio sempre l’esempio del poverino che deve spostare un quintale: in un colpo solo farà molta fatica, ma in piccoli sacchi da dieci chili lo sforzo sarà assai minore. La stessa cosa vale per il nostro intestino.
E poi, ultima ma non ultima, ne parlavamo all’inizio: la sacrosanta attività fisica. La stagione ci aiuta: prendiamo l’abitudine di muoverci regolarmente, ciascuno secondo le proprie condizioni fisiche ed anagrafiche. Parcheggiamo l’auto un po’ più distante dal posto di lavoro o, se andiamo con i mezzi pubblici, scendiamo una fermata prima per fare due passi a piedi, andata e ritorno. O, ancora meglio, andiamoci in bicicletta, se non è troppo lontano.
Magari una volta al giorno abbandoniamo l’ascensore per fare due rampe di scale. E giochiamo molto all’aperto con i nostri bimbi o nipotini… Anche questa è attività fisica! L’inverno ci ha costretti spesso a casa, l’aria di primavera deve invece invogliarci a passeggiare, camminare e correre, con regolarità, senza per altro dover partecipare ad una maratona. Poche cose quindi, ma utili: così magari evitiamo una visita dal povero gastroenterologo.
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