

Ha stupito l’intensità ma allo stesso tempo la delicatezza con cui Riccardo Cocciante ha solcato il palco di Piazza San Marco a Venezia, dimostrandosi un professionista sopra ogni limite. Un animale da palcoscenico ma con i piedi felpati, la cui voce entra delicatamente nel cuore con la grazia e lo stile di un cantautore e uomo d’altri tempi. Ha preso così il via ieri, giovedì 25, il calendario dei concerti estivi a Venezia, uno degli appuntamenti canori più attesi della stagione musicale veneziana. Cocciante ha aperto il programma con il tour “Io…Riccardo Cocciante Nel 2026”, dedicato al traguardo dei suoi 80 anni e all’uscita del nuovo album di inediti “Ho vent’anni con te”. Il tour, prodotto da Vivo Concerti e promosso da Giuseppe Rapisarda Management, ha proposto un viaggio attraverso oltre cinque decenni di musica, tra brani storici e nuove composizioni. Per due ore e mezza, senza mai fermarsi e bere un sorso d’acqua, Cocciante ha lasciato il pubblico a bocca aperta per l’amore e la dedizione messa in ogni canzone. «Quando ho iniziato c’è stato un momento in cu mi dicevano che dovevo cambiare il mio nome. Mi proposero nomi che non avrei mai potuto accettare, come Riccardo Conte. Per un po’ siamo rimasti d’accordo sul nome Richard Cocciante che poi però ho voluto cambiare. – ha rivelato al pubblico veneziano – Ora sono semplicemente Riccardo».

“Ho vent’anni con te” è un racconto musicale che esplora il sentirsi vivi attraverso l’amore e la musica. L’album si configura come una sintesi emotiva dei suoi ottant’anni di esperienze, dove vita e amore restano temi centrali, evocati attraverso ballate malinconiche, atmosfere musicali suggestive e metafore poetiche e simboliche. Il disco parla del tempo e di come l’essere umano lo attraversa, lo subisce e, a volte, riesce a ingannarlo. Il suo testamento artistico risiede nella sua stessa vita, raccontata attraverso le allegorie descritte nei suoi brani. Una maturità consapevole, quella del cantautore, che rilegge e trasforma in esperienza il passato. La musica, inoltre, non ha un semplice ruolo di accompagnamento, ma è parte essenziale del progetto. Infatti, ogni brano è stato registrato in presa diretta: i musicisti hanno suonato mentre la voce veniva cantata nello stesso momento, proprio come accade durante un’esibizione dal vivo. Una scelta, artisticamente parlando, pensata per restituire un suono più autentico, capace di avvicinare l’ascoltatore all’esperienza reale del concerto. «La dimensione live – ha dichiarato Cocciante – è un modo di raccontarmi. Ci sono brani che hanno 50 anni e metterli vicini a canzoni nuove potrebbe risultare stridente, ma non aver mai scritto per moda fa sì che ci sia un discorso “aperto” che non crea nessun paragone tra passato e presente, un linguaggio riconoscibile, al di fuori dei trend del momento».

Cocciante durante la serata si è mosso quindi tra nuovi brani e canzoni cristallizzate nel tempo, tra cui quella dedicata all’Indocina, dove è nato ed ha vissuto fino agli 11 anni: «Sono venuto direttamente in Italia e tutto per me era diverso. Quando siamo arrivati a Roma mi sembrava una città grigia, venivo da Saigon in Vietnam, dove tutto è colore, sapore e potente nell’espressione della natura. – ha detto – Ho un ricordo bellissimo del Paese ma anche uno triste perché c’era la guerra e questo contrasto l’ho vissuto e sofferto» ha confessato. Durante il concerto ha infatti spiegato ogni suo brano prima di cantarlo, unendo con passione e poesia musica e storie di vita vissuta. Prima di cantare “Ti amo ancora di più” ha ricordato quando è andato a lavorare in Sud America per 4 anni: «Ad un certo punto ho voluto ritornare in Europa per riassaporare la nostra cultura, vecchia ma bella, profonda e autentica. La canzone la scrissi al mio rientro, è una dichiarazione d’amore». Non sono mancati “Il tempo delle cattedrali” del suo Musical Notre Dame de Paris che, dopo 25 anni, è ancora amato da tutti e di cui non sono mai stati cambiati gli arrangiamenti, e “Hai un amico in me”, che aveva cantato per il film Toy Story insieme a Fabrizio Frizzi: «Una persona splendida. – lo detto – Di lui ho un ricordo bellissimo». Tra gli ultimi brani, dopo aver esclamato «Che caldo che fa a Venezia!» ha cantato “Margherita”, riprendendone poi una parte a cappella e concludendo con “Io canto” e “Bicicletta”.
Un’altra serata d’eccezione, in collaborazione come la precedente con il Comune di Venezia e Vela spa, sarà anche quella di domani, sabato 27, con la presenza del maestro Andrea Bocelli, protagonista nella esclusiva tappa veneziana del tour mondiale che celebra i 30 anni di “Romanza”, l’album italiano più venduto di sempre con oltre 20 milioni di copie. Prodotto da City Sound & Events, il concerto porterà a Venezia i brani che hanno segnato la storia del belcanto contemporaneo, da “Time to Say Goodbye” a “Vivo per lei” e “Miserere”, in un’atmosfera unica e irripetibile: «È il trampolino, è il biglietto da visita della mia carriera internazionale – spiega il Maestro Bocelli – ma per me “Romanza” è anche e soprattutto il compendio della mia storia personale e d’artista. È un pezzo del mio cuore che, grazie al miracolo della musica, ho potuto condividere con il mondo. Trent’anni dopo, “Romanza” rimane immune al passare del tempo, al punto che nei suoi brani riconosco lo specchio nitido di quel che ero ma anche di quel che sono. Ed è un mistero che mi emoziona e mi commuove, perché in quelle canzoni c’è l’avventura della mia vita d’allora ma anche di questo preciso momento». Riconosciuto come una delle voci più iconiche e amato internazionalmente, Andrea Bocelli ha venduto quasi 90 milioni di dischi in tutto il mondo e superato i 20 miliardi di stream. Oltre ai suoi concerti sold out nelle arene e ai live-stream da record, Bocelli ha condiviso il suo talento in numerosi grandi eventi, tra cui i Giochi Olimpici, i Mondiali FIFA e il Global Citizen. Ha conquistato un Golden Globe, sette Classical BRIT e sette World Music Awards, oltre a una stella sulla Hollywood Walk of Fame. L’atteso concerto in Piazza San Marco ha raggiunto prezzi record, come i 2 mila euro per la zona executive con la cena, i 557 euro per la poltronissima, fino al prezzo più basso di 180 euro per la poltroncina. Non da ameno i caffè della Piazza: il Cafè Florian prevede un biglietto di 200 euro con cocktail, ma niente in confronto al Gran Cafè Quadri, che propone champagne e cicchetti per due a 780 euro. Ed è tutto sold out. Il programma dei concerti a San Marco proseguirà domenica 5 luglio con l’Orchestra e il Coro del Teatro La Fenice per la “Morricone Night Suit veneziana” e lunedì 6 luglio con Edoardo Bennato con il tour “Quando sarò grande”.
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