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Salesiano Graziano Cervesato: 60 anni dedicati ai ragazzi

Salesiano Graziano Cervesato: 60 anni dedicati ai ragazzi
Il premio al salesiano Graziano Cervesato per i suoi 60 anni di servizio all’Istituto Salesiano San Marco di Mestre

Sessant’anni al servizio dei giovani nella scuola: avendo raggiunto un traguardo così importante era doveroso riconoscergli un premio. Quel che è stato fatto nei giorni scorsi, quando al salesiano Graziano Cervesato è stato attribuito un riconoscimento per il grande e prezioso lavoro svolto.

È accaduto durante la festa di Don Bosco 2024 dell’istituto Salesiano San Marco di Mestre. «Il primo giorno nelle scuole salesiane – ricorda Cervesato – è stato nel 1964 nell’isola di San Giorgio. Lì gestivamo il centro arte mestieri. Infatti, una parte dell’isola era stata affidata ai religiosi per condurre il centro di formazione professionale».

La scuola è rimasta a San Giorgio fino al 1990 per poi spostarsi a Mestre. «L’isola era un posto bellissimo – ricorda Graziano – da cui si vede tutto il bacino di San Marco; ma la chiamavamo la “gabbia d’oro” perché essendo un’isola è difficile muoversi».

Inizialmente la scuola proponeva vari indirizzi come la grafica, la meccanica, la falegnameria e la sartoria. Poi si è specializzata in meccanica e grafica.  «A San Giorgio io insegnavo grafica. Mi dedicavo allo studio della stampa offset che stava progredendo in quegli anni; era un’innovazione nel nostro territorio».

Graziano ha studiato a Torino per poter insegnare queste attività ai ragazzi: «Interfacciarsi con gli alunni all’inizio non è stato facile. Ho vissuto diverse difficoltà soprattutto perché la materia che insegnavo era nuova e la conoscevo solo io. Trovandomi a San Giorgio da solo ad applicare queste nozioni, non avendo nessuno con cui confrontarmi, non è stato semplice. Tuttavia, con dedizione e alcuni sacrifici, sono riuscito a superare le sfide ottenendo molte soddisfazioni».

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Ai Salesiani: da 2 allievi a 750 studenti

«Me lo ricordo benissimo: all’inizio avevo solo due allievi. Uno era friulano e l’altro trentino», riprende Graziano Cervesato. «Loro sono stati i primi due studenti che hanno scelto di seguirmi e poi è stato un crescendo continuo».

La scuola di San Giorgio è stata chiusa quando era frequentata da 180 ragazzi. Oggi l’Istituto Salesiano San Marco alla Gazzera coinvolge 750 studenti, senza contare gli oltre mille universitari, gli alunni dei master, degli its e della formazione continua. Un cambiamento radicale rispetto all’isola.

«Siamo venuti via per vari motivi: uno economico, c’erano diversi problemi di ristrutturazione e manutenzione, ma il motivo principale era la carenza di giovani a Venezia», afferma Graziano. «Come salesiani ci siamo chiesti cosa facessimo lì, ci mancava la materia prima: i giovani».

Con l’aiuto dell’allora sindaco Mario Rigo la scuola è riuscita a spostarsi a Mestre in via dei Salesiani 15, dove si trova attualmente.

Graziano Cervesato: costruire relazioni umane e Lasciare un segno positivo nella vita degli studenti

Come tecnico ed insegnante Cervesato ha costruito un rapporto umano con i giovani cercando di capirli, sostenerli ed aiutarli. Con soddisfazione: «Ancora dopo 60 anni, alcuni studenti mi scrivono e mi telefonano e ci troviamo per mangiare la pizza».

Inoltre, il fatto che abbiano sviluppato i propri talenti, che abbiano creato famiglie e che molti di loro si dedichino attivamente alle attività parrocchiali costituisce un evidente segno del messaggio positivo lasciato dalla scuola, portando grande gioia all’insegnante.
«Vuol dire che qualcosa si è seminato, anche dal punto di vista della fede cristiana», aggiunge.

Don Bosco e il metodo di Graziano Cervesato: scoprire il positivo in ogni studente

«Come dice don Bosco “in ogni ragazzo c’è qualcosa di positivo”. Il problema – conclude il premiato – è che noi docenti dobbiamo scoprirlo e sforzarci di capirlo. Una volta individuato il ragazzo e avviato il rapporto con lui, è lui stesso che si apre e va avanti. Dobbiamo metterci alla pari dei giovani con il desiderio di scoprire noi stessi e loro».

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